18/11/2009
Recupero Gheppio
In data 16 Novembre la nostra attivista Anna Maria De Rosa ha recuperato e trasportato un esemplare femmina di Gheppio (Falco tinnunculus) presso l’Ospedale Veterinario “Frullone” di Napoli. Il falchetto, a cui è stato dato il nome di “Pina”, è stato trovato a Grazzanise (CE): presentava una frattura alle ali che gli impediva di volare.
Adesso verrà sottoposto alle cure dei veterinari dell’Ospedale Frullone, che, lo ricordiamo, si tratta di un centro veterinario dell’ASL NA1 dove vengono gratuitamente curati gli animali feriti, sia domestici che selvatici. Il centro si trova in via Toscanella (Zona Ospedaliera), tel: 0812549596.
Il gheppio è uno dei rapaci più diffusi e più piccoli nell'Europa centrale, misura, infatti, appena 35 centimetri di lunghezza per 70-90 centimetri di apertura alare. Ha colore bruno-rossiccio e macchie scure sul dorso. Più che in altre specie, i gheppi mostrano un marcato dimorfismo sessuale. La caratteristica più notevole è che i maschi hanno la testa di colore grigio chiaro, le femmine invece sono uniformemente di colore rosso mattone. In entrambi i sessi le zampe sono gialle, mentre gli artigli sono neri.
L'epiteto specifico del nome scientifico, tinnunculus, tradotto letteralmente significa "che risuona", "che tintinna"; ciò è probabilmente dovuto al suo verso, che assomiglia ad un ti ti ti ti. Come tutti i falconiformi, il gheppio è dotato di 15 vertebre nel collo che gli permettono di girare il capo di 180° e di osservare appollaiati su un albero una preda fino a 220° senza doversi muovere. Si nutre roditori, insetti vari, lucertole, piccoli serpenti ed uccelli, quali storni, passeri ed allodole.
Molti conoscono il gheppio poiché ha conquistato le città come proprio ambiente e si caratterizza per il suo originale volo oscillante; a differenza di altri rapaci, infatti, sbatte le ali frequentemente. Ma la caratteristica più evidente è il cosiddetto volo a "Spirito Santo", durante il quale si mantiene totalmente fermo in aria, con piccoli battiti di ali e con la coda aperta a ventaglio, sfruttando il vento per mantenersi stabile ed osservare il suolo in cerca di prede.
Al fine di una maggiore e puntuale informazione si ricorda che la fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato e pertanto soggetta a regime giuridico tipico di questi beni.
00:05
Scritto da : Francesco Autiero
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15/11/2009
Osservazioni al PUC di Aversa
SUGGERIMENTI DI “ECOLOGIA URBANA APPLICATA” AD AVERSA
L’urbanistica, in quanto “arte di organizzare e gestire gli agglomerati urbani”, deve contemperare nello spazio (ambiente) desideri, esigenze e diritti dei cittadini.
Cittadini che, tuttavia, possono, come singoli o in forma organizzata, esprimere anche desideri illegittimi, ad esempio appropriarsi di spazi destinati ad uso pubblico o praticando l’abuso edilizio. L’urbanistica, rispettosa dell’ambiente e dei diritti dei cittadini, deve necessariamente discernere tra richieste legittime e richieste illegittime.
In questo senso messaggi del genere costituiscono delle linee guida chiare per l’Amministrazione che non ricerca semplicemente la mediazione degli interessi ma che sia anche attenta al risultato delle mediazioni, ovvero alla qualità ambientale e civica che ne risulta.
Il passaggio fondamentale del miglioramento e protezione dell’ambiente urbano, non è una novità, lo si attua con strumenti urbanistici di pianificazione territoriale, prima era denominato Piano Regolatore Generale (P.R.G.), ora Piano Urbanistico Comunale (P.U.C.). Per quanto attiene ai suggerimenti a questo strumento generale si chiede una maggiore attenzione a quelle che sono le esigenze ambientali di miglioramento della qualità della vita nell’ambito “dell’ecosistema urbano”. In primo luogo si chiede che la pianificazione territoriale ed urbanistica tenga conto non solo della città come agglomerato di edifici pubblici e privati, abitazioni, costruzioni industriali e produttive, strade, aree di sosta, piazze ed aree verdi agricole sparse qua e la ma si guardi alla città come ecosistema. Così come le Scienze ci insegnano l’ecosistema è un insieme di esseri viventi (non solo l’essere umano) che vivono ed interagiscono tra loro e con l’ambiente fisico (aria, acqua, suolo, edifici, strade e così via), seguendo delle specifiche relazioni biologiche, chimiche e fisiche.
Vediamo qui di seguito alcuni dei suggerimenti pratici che potrebbero essere utili allo sviluppo di una politica di “ecologia urbana applicata” ad Aversa.
1. Obiettivo di “demotorizzazione ragionata” del 10% di strade e piazze di Aversa (cioè creazione di aree pedonali o a traffico limitato ai residenti e mezzi di soccorso, realizzando, al contempo una serie di servizi integrativi e di supporto (aree di sosta, mezzi di trasporto pubblici, piste ciclabili, e così via) a tale provvedimento che non sia un mero divieto al transito ma che possa coniugare esigenze e richieste di tutti i fruitori della città).
2. Più aree verdi ed alberi in città che siano orientate alla scelta delle specie autoctone. Questo punto potrebbe sembrare per molti professionisti del settore e per molti cittadini al massimo come elemento decorativo e di miglioramento estetico del paesaggio urbano. Ma questo è l’ultimo degli elementi di valutazione dell’importanza del verde in una città. In primo luogo si deve entrare nell’ottica che un albero in più, un prato in più, un’area verde in più in un ambiente urbano fa bene alla salute delle persone che vivono quel contesto, sia di passaggio, sia stabilmente. Basti pensare che un solo leccio (la caratteristica quercia sempreverde mediterranea) riesce a produrre una quantità di ossigeno, nell’arco del periodo di luce di una giornata (cioè durante il periodo fotosintetico), utile a soddisfare le esigenze di sana respirazione di ben otto esseri umani adulti. Lo stesso numero di alberi riescono ad assorbire una quantità di inquinamento atmosferico elevatissima, sottraendo sostanze dannose alla respirazione umana dall’atmosfera. L’elenco dei benefici degli alberi e del verde è davvero enorme e per brevità lo omettiamo in questa sede ma basti pensare, ancora, alla regolazione del microclima offerto dal mondo vegetale, del ciclo delle acque e così via, si intende subito che il valore dell’incremento delle aree verdi è di vitale importanza per una città.
3. Piano di regolamentazione delle acque. Questo piano deve essere pensato in funzione delle stagioni di maggiore caduta di acque meteoriche (piogge). Un approccio culturale sulla regolamentazione delle acque deve essere sempre presente nelle scelte e nella pianificazione urbanistica che tenga conto del rispetto dell’ambiente. In questo senso l’intero territorio comunale deve essere suddiviso in base alla permeabilità del suolo. L’obiettivo è di bilanciare la quantità di territorio a substrato permeabile (suolo agricolo, suolo di aree verdi, suolo adibito ad attività sportive all’aperto e così via) e quella a substrato impermeabile (suolo coperto da edifici, piazze, parcheggi, strade e così via). Potrebbe essere utile, ad esempio, pavimentare le aree di sosta ed altre aree pubbliche con le “mattonelle forate” che lascino crescere l’erba e che consentano la permeazione dell’acqua meteorica.
4. Piani di recupero del centro storico. Il piano di recupero del centro storico nasce con la legge 457/1978, come espressione di una elevata sensibilità verso il patrimonio architettonico dei centri storici alla cui bellezza ed armonia facevano riscontro periferie sempre più anonime e sempre meno vivibili. Il recupero del centro storico deve essere visto, sul serio, come portatore di benefici sociali in termini di incremento della qualità della vita e di rinascita ambientale che sia rispettosa delle particolarità urbanistiche, architettoniche e paesaggistiche tipiche di un luogo. In questo senso al recupero del centro storico, in timida fase di attuazione da parte delle istituzioni (Comune, Chiesa, ecc.), deve essere sostenuta anche quella realizzata da soggetti privati.
5. Sistema di trasporto urbano pubblico. Questo punto rientra nel discorso del Piano Urbano del traffico (P.U.T.). Sembra davvero indispensabile implementare e capillarizzare un sistema efficiente di trasporto pubblico teso a disincentivare l’uso del mezzo privato. E’ ovvio che se il cittadino trovi più conveniente spostarsi con il mezzo pubblico o, meglio ancora, con la bicicletta all’interno del tessuto urbano, si ottengono forti ripercussioni positive sulla riduzione dell’inquinamento atmosferico, dell’inquinamento acustico e della congestione del traffico veicolare. In questo senso è indispensabile pensare ad una rete di piste ciclabili e un sistema integrato bici-treno, bici-autobus e bici-metro.
6. Piano energetico comunale che privilegi e diffonda le fonti energetiche alternative (solare fotovoltaico e solare termico). Potremmo suggerire, per l’illuminazione stradale, l’istallazione di nuove luci “a led”, una tecnologia innovativa ed efficace sul fronte del risparmio energetico. Con le lampade a led, infatti, si può ottenere un risparmio di consumi energetici fino al 51% che corrisponde alla diminuzione di anidride carbonica, ad una maggiore durata delle lampade e a minori costi di manutenzione.
12:42
Scritto da : Francesco Autiero
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10/11/2009
Rassegna stampa "Amianto a San Marcellino"
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10 Novembre 2009 - da "il Corriere di Caserta"
Il WWF fotografa la situazione di pericolo presente sulla strada di collegamento con Casapesenna. Allarme amianto nell’ex via Vianina
San Marcellino (cs) – Dopo le segnalazioni dei consiglieri di opposizione con a capa Francesco D’Angiolella, adesso arriva il WWF a “denunciare uno stato di inquinamento eccezionale di tutto il territorio dell'agro aversano, che va da Villa Literno ad Orta di Atella, includendo anche il territorio di Giugliano e dell'area a nord di Napoli, perchè l'inquinamento non ha confini geografici.
In tutti questi comuni - commenta Alessandro Gatto, referente del settore rifiuti ed inquinamento del WWF Campania - si pratica smaltimento abusivo di rifiuti solidi urbani ordinari e rifiuti speciali e pericolosi, molto spesso attraverso incenerimento degli stessi in aperta campagna. Ultima zona di nuovo inquinata anche da tantissime lastre in eternit (il pericolosissimo e cancerogeno amianto) è a confine tra i comuni di S. Marcellino e Casapesenna”.
L’ex via Vianina ritorna agli onori della ribalta e sempre per lo stesso motivo. “Anche se i comuni di tanto in tanto provano a bonificare o a chiedere la bonifica dei siti inquinati, a causa di mancanza di controllo capillare del territorio, le microdiscariche abusive si riformano dopo poco tempo.
Si chiede fortemente - dichiara Francesco Autiero, Presidente del WWF Agro aversano-Napoli nord e Litorale Domizio - un impegno politico concreto e tangibile di tutti i Sindaci dei comuni dell'agro aversano affinché si proceda sull'implementazione dei controlli ambientali da parte delle forze dell'ordine e di pubblica sicurezza: perché stiamo parlando di pubblica sicurezza”.
E in effetti il sindaco Pasquale Carbone ha richiesto la bonifica della zona e l’ha ottenuta, ma solo in parte. “Quelle lastre – afferma il sindaco – sono lì dal dicembre del 2008, sono i residui di un lavoro fatto dalla presidenza del Consiglio che non ha più provveduto a ripulire l’aria. Abbiamo già presentato un piano all’Asl e attendiamo l’ok per lo smaltimento che faremo a nostre spese”.
13:24
Scritto da : Francesco Autiero
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08/11/2009
Troppe discariche abusive nell'agro aversano
IL WWF RICHIEDE UN NUOVO FORTE IMPEGNO AI SINDACI PER I CONTROLLI AMBIENTALI.
Il WWF è costretto a ritornare ancora a denunciare uno stato di INQUINAMENTO ECCEZIONALE di tutto il territorio dell'agro aversano, che va da Villa Literno ad Orta di Atella, includendo anche il territorio di Giugliano e dell'area a nord di Napoli, perchè l'inquinamento non ha confini geografici.
In tutti questi comuni - commenta Alessandro Gatto, referente del settore rifiuti ed inquinamento del WWF Campania - si pratica smaltimento abusivo di rifiuti solidi urbani ordinari e rifiuti speciali e pericolosi, molto spesso attraverso incenerimento degli stessi in aperta campagna. Ultima zona di nuovo inquinata anche da tantissime lastre in eternit (il pericolosissimo e cancerogeno amianto) è a confine tra i comuni di S. Marcellino e Casapesenna. Ma questo è solo un esempio, perchè queste discariche abusive sono tantissime e sparse un po' ovunque nelle periferie e nelle campagne dell'agro aversano.
Anche se i comuni di tanto in tanto provano a bonificare o a chiedere la bonifica dei siti inquinati, a causa di mancanza di controllo capillare del territorio, le microdiscariche abusive si riformano dopo poco tempo.
Si chiede fortemente - dichiara Francesco Autiero, Presidente del WWF Agro Aversano-Napoli nord e Litorale Domizio - un impegno politico concreto e tangibile di tutti i Sindaci dei comuni dell'agro aversano affinchè si proceda sull'implementazione dei controlli ambientali da parte delle forze dell'ordine e di pubblica sicurezza: PERCHE' STIAMO PARLANDO PROPRIO DI PUBBLICA SICUREZZA!
Non dimentichiamo mai che la salvaguardia dell'ambiente significa salvaguardia della salute pubblica.
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Discarica abusiva di amianto tra San Marcellino e Casapesenna:
12:13
Scritto da : Francesco Autiero
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06/11/2009
Il WWF interroga i candidati a Sindaco di Lusciano
Da il Corriere di Caserta (06/11/2009). Di Umberto Rennella
Differenziata e rifiuti in strada. Resta alta l’attenzione per l’emergenza rifiuti che ha visto nei mesi scorsi i momenti più critici. A tenere banco nell’ultimo periodo soprattutto i rifiuti solidi urbani.
Per questi la commissione straordinaria ha predisposto un sito di raccolta nello spiazzale antistante lo stadio comunale. Una decisione che non ha convinto tutti, portando anche a diverse proteste da parte di rappresentanti politici e cittadini residenti in tale zona.
Tra le proteste dei vari residenti, il fatto che “ci sono i soliti incivili che vedono i cassoni e lasciano ogni tipo di spazzatura”.
Della raccolta dei rifiuti, in particolare della raccolta differenziata, si era anche occupato il “WWF Agro Aversano-Napoli nord e Litorale Domizio”, che aveva più volte chiesto all’amministrazione “di migliorare i servizi e di potenziare il sistema di raccolta differenziata, ricordando che il WWF mette gratuitamente a disposizione le proprie competenze ed i propri volontari al fine di migliorare la vita dei cittadini e dell’ambiente in cui vivono.”
Un aiuto già offerto al comune dal WWF che aveva proposto l’affiancamento alle forze armate locali da parte del nucleo di guardie ambientali volontarie per il controllo del territorio contro lo sversamento dei rifiuti.
Ora l’associazione, che fa capo a 32 comuni, per bocca del proprio vice presidente, il luscianese Domenico Mottola, irrompe anche nella campagna elettorale luscianese invitando i diversi candidati a tenere alta l’attenzione sui temi dell’ambiente.
L’associazione sta, infatti, premendo per un confronto pubblico durante il quale i vari candidati possano illustrare le loro idee in merito ai temi ambientali. “Abbiamo fatto un sondaggio tra i vari candidati per valutare le loro disponibilità ad un confronto pubblico per vedere i loto programmi sull’ambiente”.
Un’idea che pare abbia gia avuto il placet di tre candidati su quattro. “Tre candidai hanno sposato l’idea, uno per il momento no” – dice Mottola. “Per chiunque vincerà – ha concluso il vice presidente - il WWF è disponibile per qualsiasi tipo di collaborazione, mettendo a disposizione il proprio nome e le proprie competenze. Continuiamo insomma il discorso fatto con la commissione”.
21:00
Scritto da : Francesco Autiero
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26/10/2009
Convegno "Sicurezza sul lavoro" a Napoli
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Il WWF è stato invitato al convegno “Settimana europea per la salute e la sicurezza sul lavoro” che si sta svolgendo a Napoli presso il Centro Congressi dell’Ateneo Federico II (Via Partenope 36).
Francesco Autiero, presidente dell’Associazione “WWF Agro Aversano-Napoli nord e litorale Domizio” terrà, mercoledì 28, una relazione dal titolo “Inquinamento indoor e progetto DeTox”.
Clicca qui per leggere la relazione.
19:49
Scritto da : Francesco Autiero
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22/10/2009
Recupero Cornacchia grigia
In data odierna è stato recuperato a Villa Literno (CE) un esemplare ferito di Cornacchia grigia (Corvus corone) grazie alla segnalazione del dott. Tammaro Diana.
Le operazioni di recupero sono state effettuate da Alessandro Gatto che si è anche occupato del trasferimento presso l'Ospedale Frullone di Napoli, dov'è presente l'Unità Operativa Veterinaria dell'ASL NA1: tel. 0812549596 – via Toscanella (Zona Ospedaliera).
La Cornacchia grigia è diffusa in Europa orientale e in tutta la Penisola italiana. E’
facilmente riconoscibile grazie al piumaggio grigio cenere del corpo che contrasta con il nero delle ali, della coda e della testa (compreso un bavaglino più o meno esteso dalla gola al petto).
E’ di grosse dimensioni (lunghezza: 44-51 cm, apertura alare: 84-100 cm), con becco possente; molto aggressiva nei confronti dei rapaci, la si vede spesso disturbare tenacemente poiane e nibbi, singolarmente o in gruppo (si muove in coppie o in gruppi di qualche decina di individui, mentre nei dormitori invernali forma assembramenti di centinaia di soggetti).
La Cornacchia è un uccello tipicamente onnivoro, che talvolta manifesta abitudini necrofaghe (si nutre di carcasse) ed è, come altri Corvidi, frequentatrice delle discariche di rifiuti. E’ adattata a un gran numero di ambienti, dalla montagna alla pianura, dalle zone fittamente boscate alle più aperte aree agricole; frequente anche in bacini fluviali con agricoltura diversificata. Di recente tende a colonizzare parchi e viali alberati urbani e suburbani.
22:16
Scritto da : Francesco Autiero
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21/10/2009
Manifestazione su "navi dei veleni" ad Amantea
Sabato 24 ottobre, una delegazione del “WWF Agro Aversano-Napoli nord e Litorale Domizio” parteciperà ad Amantea (CS) ad una grande manifestazione organizzata per protestare contro l'affondamento di “navi dei veleni” nel Mar Tirreno e per chiedere la tempestiva bonifica sia del relitto di Cetraro, che della valle del Fiume Oliva.
Visto lo scarso interesse del Governo a risolvere i disastri ambientali in Calabria (Crotone, Praia a Mare, Cetraro, fiume Oliva, sibaritide), il WWF, insieme a numerose altre associazioni, chiamerà tutti gli italiani, e soprattutto i cittadini calabresi, a scendere in Piazza per la manifestazione nazionale “Basta veleni, riprendiamoci la vita, vogliamo una Calabria Pulita”.
La manifestazione è organizzata dal comitato "Natale De Grazia", il valoroso Capitano della Guardia Costiera di Reggio che indagava sulla sparizione di navi nei mari calabresi e deceduto in circostanze misteriose.
Clicca qui per la locandina.
23:06
Scritto da : Francesco Autiero
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16/10/2009
Recupero Barbagianni
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Nei giorni scorsi ci è stato consegnato un bellissimo esemplare di barbagianni (Tyto alba), un rapace notturno recuperato a Sant’Angelo in Formis (CE).
In seguito a visita veterinaria effettuata dal dott. Troisi Sabatino, esperto di rapaci, non è emersa la presenza né di fratture né di colpi d’arma da fuoco: fortunatamente l’animale è soltanto molto denutrito, probabilmente ha urtato contro un camion o un auto in transito e ciò gli ha causato uno stato di stress.
Nei prossimi giorni verrà trasferito presso il centro recupero rapaci di Montella (AV) dove verrà riabilitato e, speriamo, liberato al più presto.
Il barbagianni è un uccello che può raggiungere una lunghezza compresa tra i 34 ed i 40 cm ed un'apertura alare di quasi un metro. E' caratterizzato da un disco facciale a forma di cuore che utilizza come un grande “padiglione”, gli serve, infatti, per indirizzare le onde sonore verso i canali auricolari, riuscendo a percepire anche lievi rumori delle prede che si muovono nell’erba.
Le parti superiori del corpo sono di colore dorato, mentre quelle inferiori sono di colore bianco. Di colore bianco è anche il grande disco facciale cuoriforme, mentre gli occhi sono neri ed il becco bianco.
Diffuso quasi in tutto il mondo, il barbagianni tende a vivere negli anfratti rocciosi o nelle crepe degli edifici (specialmente quelli abbandonati), nelle soffitte o tra le travi degli antichi casolari.
Di notte percorre le campagne con un volo ondulato e leggero, quasi radente al suolo. Si ciba principalmente di topi, ratti, talpe e di grossi insetti svolgendo un importantissimo ruolo ecologico (un esemplare adulto mangia approssimativamente 3 topi al giorno). Deglutisce la preda intera: le ossa e le altre parti indigeribili vengono rigurgitate sotto forma di piccoli ammassi sferoidali dette borre.
Il barbagianni è tutelato dalla legge, ma purtroppo, in alcune località, la sua comparsa sui tetti delle case è interpretata come indice di sventura e di morte, scatenando nella popolazione vere e proprie battute di caccia che coinvolgono anche molti altri rapaci notturni.
22:21
Scritto da : Francesco Autiero
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15/10/2009
Aversa: degrado area ex Maddalena
Da Il Mattino, 14/10/2009 (di Antonio Marfuggi)
Potrebbe essere il secondo polmone verde a disposizione della città, che di spazi pubblici ne avrebbe davvero bisogno. Ma come spesso accade ad Aversa, dove due strutture ricettive pronte da tempo restano chiuse per la ritardata approvazione del regolamento di gestione degli standard e dove il parco Pozzi continua a essere preda di degrado e vandalismo, anche l’immensa area verde che fa da cornice ai padiglioni, che un tempo ospitavano l’ex ospedale psichiatrico Maddalena, versa in condizioni di assoluto degrado. Spazi verdi incolti, manto stradale dissestato, la struttura che ospita il Sert cadente, una chiesa chiusa da tempo immemore e preda del degrado. La struttura appartiene all’ex Asl Ce2 e, finora, ogni ipotesi di riutilizzo è durata il tempo d’un dibattito sulla stampa.
Ma oggi il Wwf torna a far sentire la propria voce proponendo nuove soluzioni per il recupero dell’area verde dell’ex ospedale psichiatrico «Maddalena». «Il primo obiettivo - spiega Alessandro Gatto, responsabile locale dell’associazione ambientalista - è quello di difendere questo polmone verde e gli importantissimi esemplari botanici che si trovano al suo interno. Difendere un albero, significa preservare la nostra salute. Ma sia chiaro - premette - che la nostra associazione punta essenzialmente al recupero dello spazio verde, ed è pronta a fornire ogni genere di assistenza all’amministrazione comunale e all’Asl, senza alcun interesse che non sia quello puramente ambientalista: non vogliamo «cappelli» politici. Il «verde» non ha colorazione politica».
E allora per rilanciare il polmone verde che attraversa i Comuni di Aversa, Lusciano e Trentola Ducenta, Gatto propone «di piantare i pioppi bianchi, tipici della vegetazione dell’agro aversano, quasi scomparsa, creando dei veri e propri percorsi botanici che possano attirare visitatori e cittadini».
21:16
Scritto da : Francesco Autiero
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14/10/2009
Consegnati 775 kg di tappi di plastica
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In data 14 ottobre 209 si è ufficialmente conclusa la nostra raccolta di tappi di plastica iniziata nell’ottobre 2008. Durante quest’ultimo anno, infatti, abbiamo provveduto a raccogliere 775 kg di tappi che questa mattina abbiamo consegnato all’azienda di riciclaggio “Ecoplastica” di Castel San Giorgio (SA), la quale ha provveduto a rilasciarci un piccolo contributo economico che impegneremo nella realizzazione di progetti WWF a favore dell'ambiente.
Ringraziamo per il prezioso contributo di tappi la comunità della parrocchia "San Marcello" di Caturano, ed in particolare il parroco Don Mimì; gli alunni e le insegnanti del V Circolo Didattico “Karol Wojtyla” di Aversa; della Direzione Didattica “Don Milani” di Parete; della Scuola Media Statale “Matteo Basile” di Parete; del 73' Circolo Didattico di Bagnoli; della scuola "Don Diana" di Casal di Principe; dell'Istituto Tecnico Industriale Statale “A. Volta” di Aversa; i ragazzi della Pro Loco di Grumo Nevano ed ovviamente tutti gli attivisti e gli amici del WWF che settimana dopo settimana hanno pazientemente raccolto e consegnato decine di kg di tappi che adesso verranno riciclati in panchine, tavoli, sedie e cassette per la frutta.
13:52
Scritto da : Francesco Autiero
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12/10/2009
Il WWF rilancia la proposta del "NO FOOD"
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TERRENI INQUINATI TRA NAPOLI E CASERTA?
IL WWF RILANCIA LA PROPOSTA DELLA CONVERSIONE ALLE COLTIVAZIONI "NO FOOD".
Dopo la scoperta dei peschi sui terreni inquinati dai rifiuti tossici a Giugliano in Campania
cos'altro dobbiamo scoprire prima di correre davvero ai ripari???
E' assurdo che si continui a coltivare sui terreni inquinati dallo sversamento dei rifiuti pericolosi a Giugliano in Campania e nell'Agro Aversano - commenta Ornella Capezzuto, Presidente del WWF Campania -, ricchi di metalli pesanti, idrocarburi, diossine, furani e tante altre sostanze molto pericolose per la salute dell'essere umano e dell'ambiente.
Il WWF rilancia la proposta del NO FOOD!
In altre parole, per favorire anche un inizio di bonifica dei suoli inquinati, si potrebbero convertire le coltivazioni di questi territori, non più destinate all'alimentazione umana ma con destinazione diversa, garantendo, al contempo, lo sviluppo agricolo ed economico.
Tanto per fare qualche esempio: è ben noto alla comunità scientifica - aggiunge Alessandro Gatto, biologo e referente volontario del settore rifiuti del WWF - il meccanismo della FITOESTRAZIONE, attraverso l'utilizzo di specie botaniche adatte a questo scopo. L'elenco delle piante da utilizzare sarebbe davvero molto lungo, ci limitiamo, in questa sede, a citare l'impiego della colza per la produzione di biomasse o biodisel, dei girasole per lo stesso utilizzo, del mais per la produzione di plastica biodegradabile, di pioppi (il territorio è adattissimo per questa specie botanica) per l'utilizzo del legno in vari impieghi industriali e poi ancora il lino, la canapa, il cotone, il tabacco e così via dicendo. In questo modo si potrebbe riuscire ad ottenere un inizio di bonifica (l'estrazione completa di tutti gli inquinanti immessi nel territorio dell'aversano e del giuglianese sarà davvero difficile attuarla, ma in questo modo si potrebbe davvero fare due cose utili: continuità allo sviluppo agricolo e parziale bonifica a costi davvero contenuti).
Ovviamente tale proposta deve essere concretamente supportata dalle associazioni di categoria del mondo agricolo. In passato qualche sigla del mondo agricolo ha anche appoggiato l'idea e pare che qualche timido tentativo sperimentale di coltivazioni no food siano anche state effettuate. Ora si chiede che tutti i siti già caratterizzati come inquinati e quindi pericolosi per le coltivazioni destinate all'alimentazione umana vengano rapidamente convertiti in coltivazioni cosiddette "NO FOOD". Il tutto, ovviamente, sotto lo strettissimo controllo di organi statali che possano scongiurare speculazioni di ogni tipo e lasciando che siano interessati solo ed esclusivamente i territori realmente inquinati e già "caratterizzati" sotto il profilo tecnico-scientifico da avviare a bonifica.
Che dalle parole si passi ai fatti ed anche in fretta perchè sono passati troppi anni da quando si è scoperto il fenomeno dell'inquinamento da rifiuti tossici di questa particolare area della Campania e non si è mai attuato un serio e completo piano di bonifica del territorio.
20:06
Scritto da : Francesco Autiero
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08/10/2009
Denuncia per discarica abusiva a Sant'Antimo
Questa è una delle tante denunce che presentiamo agli organi competenti; vi invitiamo a segnalarci ed inviarci foto di altre discariche abusive presenti sul nostro territorio, l'indirizzo e-mail è wwfaversa@alice.it.
Al Signor Procuratore della Repubblica di Napoli
Al Signor Sindaco del Comune di Sant’Antimo (NA)
All'A.R.P.A. Campania
e per conoscenza
Al Comando Stazione Carabinieri di Sant’Antimo (NA)
Sant’Antimo, 8 Ottobre 2009
OGGETTO: denuncia di discarica abusiva.
I soci dell’Associazione ambientalista “WWF Agro Aversano-Napoli nord e Litorale Domizio” segnalano agli organi in indirizzo quanto segue:
in via E. Ferrari, via 2 Novembre e via C. Colombo del Comune di Sant’Antimo (NA), sussistono discariche di rifiuti abbandonati, tra queste si rileva la presenza di Eternit, pneumatici ed ingombranti. [Si allegano foto]
Si segnala quanto sopra affinché ciascun organo in indirizzo possa compiere gli accertamenti a lui demandati istituzionalmente ai sensi della legge n. 22/97 e succ. mod., nonché delle leggi sanitarie al fine di disporre opportuni interventi di bonifica.
13:26
Scritto da : Francesco Autiero
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28/09/2009
Recupero fauna selvatica: poiana
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Recuperata dal WWF una poiana impallinata grazie alla segnalazione dei Vigili Urbani di Casal di Principe (CE).
Uno splendido esemplare adulto di poiana (rapace della famiglia delle aquile, ma di più modeste dimensioni) è stato recuperato oggi (28 settembre 2009) grazie all'intervento del maresciallo Luongo e di altri Vigili Urbani di Casal di Principe. Per questo si ringrazia la sensibilità dimostrata dagli agenti della polizia locale.
L'animale presentava evidenti colpi da arma da fuoco e i volontari del WWF locale, Francesco Autiero ed Alessandro Gatto, sperano che non si tratti di un problema che porterà l'animale in oggetto a non poter più volare, come spesso si verifica in questi casi.
Si spera che il rapace possa tornare in natura a svolgere il suo delicato ed importante ruolo ecologico, cioè divoratore di topi e serpenti. Altrimenti la poiana sarà tenuta in voliera per l'impossibilità a trovare il cibo autonomamente e sarà curata ed alimentata dai volontari del WWF.
E' il caso ricordare a tutti, in questa sede, che non è consentita la caccia a qualsiasi specie di rapace e quindi chi spara ad un animale del genere automaticamente diventa fuorilegge.
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Rassegna stampa:
19:03
Scritto da : Francesco Autiero
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17/09/2009
Recuperate 4 tartarughe
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La scorsa settimana abbiamo recuperato quattro tartarughe appartenenti al genere Trachemys, precisamente due Trachemys scripta scripta (tartaruga dalle orecchie gialle) e due Trachemys scripta elegans (tartaruga dalle guance rosse). Questi rettili si trovavano a Sant’Anastasia (NA), allevati in cattività da privati cittadini che hanno contattato noi perché non più in grado di ospitare gli animali e perché intenzionati a garantire loro una sistemazione migliore.
Le Trachemys, originarie dell’America settentrionale e dell’America centrale, sono state introdotte nel resto del continente americano, in Europa, Asia e Australia. I loro habitat preferiti sono i laghi, gli stagni e i fiumi dal corso d'acqua lento e fangoso. Sono onnivore e da adulte si cibano di piante acquatiche, di piccoli invertebrati e vertebrati. I giovani esemplari, invece, sono prevalentemente carnivori. La lunghezza del carapace va dai 13-15 cm per i maschi ai 25-28 cm per le femmine.
La Trachemys scripta elegans presenta delle macchie rosse sulle orecchie, mentre nella Trachemys scripta scripta le macchie sono gialle.
Dal 2001 è vietata l’importazione di queste tartarughe nei paesi dell'Unione Europea (gli esemplari importati prima dell’entrata in vigore della legge sono però di libera detenzione), questo non perchè siano in pericolo di estinzione, ma perché gli innumerevoli individui, che da anni vengono incoscientemente "liberati" nei fiumi e nei laghi da privati che non riescono più a tenerli, costituiscono una vera minaccia per la flora e la fauna locale, in particolare per gli anfibi e per la tartaruga palustre europea, Emys orbicularis. Questo fenomeno, già in atto da una decina di anni in molte regioni italiane, sembra sfuggire a qualsiasi tipo di controllo e potrebbe rivelarsi estremamente dannoso per la testuggine palustre, a causa dei possibili effetti derivanti dalla competizione con le specie americane.
Nei prossimi giorni le quattro tartarughe recuperate verranno trasferite presso il Turtle point di Bagnoli (NA).
Le 4 tartarughe recuperate sono state trasferite presso il Turtle Point di Bagnoli (NA), sezione distaccata dell'acquario di Napoli dedicata esclusivamente alla riabilitazione delle tartarughe marine; nella struttura, infatti, questi rettili tra...scorrono periodi di cura e convalescenza prima di essere rimessi in libertà. Prossimamente inizieremo una serie di collaborazioni con il centro per interventi di recupero o di sorveglianza delle future deposizioni di uova sul Litorale Domizio.
16/09/2009
Aversa: degrado nelle zone verdi
Da Il Mattino, 16/09/2009 (di Anna Sgueglia)
Le erbacce si sono trasformate in una siepe che oltrepassa il muro di cinta e al momento si tratta dell'unica macchia verde presente nello standard di via Luca Giordano, uno delle due nuove aree comunali dedicate al verde pubblico, pronte da un anno ma ancora chiuse. Gli alberi preesistenti furono abbattuti perché considerati «di poco conto» e si attende che siano rimpiazzati con altri esemplari che facciano da contorno al piccolo anfiteatro realizzato in tufo. Stesso scenario desolante, in via dell'Archeologia dove le erbacce hanno coperto le rampe d'accesso alla zona destinata al verde, rendendo impossibile anche avvicinarsi alla cancellata: piccoli parchi di quartiere, realizzati con fondi Urban per un investimento di 250 mila euro per ogni standard, che potrebbero essere un'importante punto di ritrovo specie per bambini e anziani che vivono in quartieri popolosi e affogati dal cemento. Chiusi, in attesa di trovare un gestore che possa curarne la chiusura e l'apertura.
È da quasi un anno che si procrastina infatti l'elaborazione di un regolamento che ora pare sia quasi completato. «Abbiamo quasi portato a termine il regolamento per la gestione delle due aree che, dopo il passaggio in commissione verde pubblico, premetterà di procedere al bando pubblico per la gestione dei due parchi» spiega l'assessore al Verde e vicesindaco, Nicola De Chiara. Il gestore potrà realizzare all'interno dei parchi un'area di ristoro, soluzione che si sta ipotizzando anche per il principale polmone verde cittadino, il Parco Pozzi, la cui estensione pone anche particolari problemi di sorveglianza. «Sarà necessario istituire un servizio di vigilanza coinvolgendo vigili urbani, protezione civile e anche gli avventori del parco, magari i più anziani che amano andare al Pozzi per giocare a bocce» continua De Chiara che parla esplicitamente di ronde del verde. Ma in primis bisognerà risolvere i problemi di sistemazione del verde interno, negli ultimi tempi balzato agli onori della cronaca più per potature selvagge e alberi tagliati, in buona compagnia con tante altre piante cittadine, che per il benessere che può garantire.
In materia dovrebbe essere ascoltata anche la Consulta dell'ambiente che dopo incontri ufficiosi prima dell'estate si avvia alla ufficializzazione. Per Alessandro Gatto e Francesco Autiero, responsabili locali del WWF, la soluzione migliore sarebbe da rinvenire nel recupero della flora primigenia dell'Agro aversano, troppo spesso trascurata a vantaggio di specie esotiche come eucalipti o magnolie o dei pini che danno problemi al manto stradale: «nella nostra zona con umidità pronunciata, gli alberi che rendono meglio sono quelli tipici del territorio: il leccio, l'olmo, il pioppo, la farnia. Abbiamo presentato anche la proposta di un sentiero culturale del verde che valorizzi le specie tipiche». Soluzioni che saranno vagliate insieme a quelle di un vecchio concorso di idee per la riqualificazione del parco cittadino, secondo step successivo alla conclusione dei lavori riguardanti l'area esterna che, dopo lungaggini e ritardi, dovrebbero essere consegnati al massimo per il prossimo mese, quando sarà completata anche la piantumazione delle nuove aiuole esterne.
23:16
Scritto da : Francesco Autiero
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14/09/2009
Manifestazione: stop ai roghi
Sabato 19 Settembre parteciperemo anche noi all’evento pubblico “Nudi per la Terra dei Fuochi”, organizzato dai ragazzi dell’associazione “La Terra dei Fuochi”. La manifestazione, che si terrà a Napoli, in via Duomo, alle 10:30, prevede un’azione di volantinaggio con performance artistica (body paint rosso sangue e lutto nero al braccio) per sensibilizzare la cittadinanza riguardo all’annosa questione degli incendi dolosi di rifiuti speciali.
I roghi per lo smaltimento ed il recupero illegale di alcuni tipi di materiali pericolosi, tossici e nocivi, sistematici e quotidiani, vengono praticati sia nelle periferie cittadine, sia in tutto l’hinterland napoletano e casertano. I cittadini e i media sono invitati per informare, sensibilizzare e manifestare il proprio dissenso verso questo fenomeno criminale. Da tempo si chiede alle Istituzioni competenti di agire nel merito in modo urgente e concreto, ciononostante nulla è cambiato. Ogni giorno migliaia di famiglie subiscono direttamente gravi disagi e respirano esalazioni tossiche che compromettono la propria salute. Anche chi vive lontano dai roghi rischia indirettamente per le conseguenze e le ricadute di tali azioni criminali sull’ambiente e la catena alimentare.
Diciamo basta e rompiamo il muro d’ignoranza, omertà e indifferenza. Questi roghi sono tossici e danneggiano gravemente la salute di tutta la popolazione, mettendo a rischio anche l’intero indotto agro-alimentare che interessa l’Italia e l'Europa intera.
Unisciti a noi e passa parola, la manifestazione è l'occasione giusta per mettere finalmente a "nudo" l'annosa questione!
STOP ai ROGHI!
18:59
Scritto da : Francesco Autiero
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10/09/2009
Petizione popolare
Vi invitiamo a firmare e a diffondere la petizione popolare promossa dalle Associazioni della federazione “Assocampaniafelix” a sostegno della tutela della salute pubblica dei cittadini delle Province di Napoli e Caserta.
Una volta raccolte le firme contattateci in modo da provvedere al ritiro.
Clicca qui per scaricare la petizione.
18:06
Scritto da : Francesco Autiero
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04/09/2009
Manifestazione a Gricignano di Aversa
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Sabato 12 settembre saremo impegnati con l’Associazione “Cam Urrà” a Gricignano di Aversa (CE) nell’ambito della manifestazione “Il cinema al Centro”, che prevede una serie di proiezioni di film che riguardano il tema della non-violenza e dell’ambiente.
Il giorno 12 in particolare, Gricignano sarà tappa della “Carovana per l’ambiente” promossa dal CORERI (Coordinamento Regionale Rifiuti) e alla proiezione del film “Una montagna di balle” ci sarà anche Padre Alex Zanotelli.
Presso il nostro stand (presente dalle ore 18:00) ci occuperemo di sensibilizzazione alla raccolta differenziata e calcolo dell’impronta ecologica.
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Il video dell'intervento di Francesco Autiero dopo la proiezione del film "Una montagna di balle"
18:55
Scritto da : Francesco Autiero
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20/08/2009
Recupero Gheppio (Falco tinnunculus)
Oggi pomeriggio ci è stato consegnato un esemplare femmina di Gheppio (Falco tinnunculus), un piccolo rapace recuperato nelle campagne di Lusciano (CE) che presentava la zampa sinistra legata ad una catenina di metallo spezzata, probabilmente vittima di qualcuno che lo teneva incatenato ad un trespolo. A causa di ciò l’uccello non riesce ad aprire l’arto, né riesce a tenersi dritto. Molto denutrito, trascorrerà alcuni giorni in voliera cibandosi di carne rossa e bianca; successivamente effettuerà delle prove di volo presso le voliere dell'Oasi WWF Bosco di San Silvestro (CE) per valutarne il recupero.
Il gheppio è uno dei rapaci più diffusi e più piccoli nell'Europa centrale, misura, infatti, appena 35 centimetri di lunghezza per 70-90 centimetri di apertura alare. Ha colore bruno-rossiccio e macchie scure sul dorso. Più che in altre specie, i gheppi mostrano un marcato dimorfismo sessuale. La caratteristica più notevole è che i maschi hanno la testa di colore grigio chiaro, le femmine invece sono uniformemente di colore rosso mattone. In entrambi i sessi le zampe sono gialle, mentre gli artigli sono neri.
L'epiteto specifico del nome scientifico, tinnunculus, tradotto letteralmente significa "che risuona", "che tintinna"; ciò è probabilmente dovuto al suo verso, che assomiglia ad un ti ti ti ti. Come tutti i falconiformi, il gheppio è dotato di 15 vertebre nel collo che gli permettono di girare il capo di 180° e di osservare appollaiati su un albero una preda fino a 220° senza doversi muovere. Si nutre roditori, insetti vari, lucertole, piccoli serpenti ed uccelli, quali storni, passeri ed allodole.
Molti conoscono il gheppio poiché ha conquistato le città come proprio ambiente e si caratterizza per il suo originale volo oscillante; a differenza di altri rapaci, infatti, sbatte le ali frequentemente. Ma la caratteristica più evidente è il cosiddetto volo a "Spirito Santo", durante il quale si mantiene totalmente fermo in aria, con piccoli battiti di ali e con la coda aperta a ventaglio, sfruttando il vento per mantenersi stabile ed osservare il suolo in cerca di prede.
Al fine di una maggiore e puntuale informazione si ricorda che la fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato e pertanto soggetta a regime giuridico tipico di questi beni.
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Il gheppio è molto magro. Nel video è evidente come a causa dell'atrofia da disuso dell'arto sinistro abbia difficoltà a tenere stretta la carne tra le zampe per spezzarla col becco.
21:34
Scritto da : Francesco Autiero
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02/08/2009
Escursione: 3 giorni a Campagna, Pertosa e Polveracchio - (SA)
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Il gruppo di amici del WWF organizza un’escursione di tre giorni (8-9-10 Agosto) a Campagna, Pertosa e Polveracchio - (SA)
Partenza con le macchine per Pertosa, sabato 8 agosto, ore 16:00, da Aversa, fuori il Cinema Metropolitan, per assistere allo spettacolo de "L'Inferno di Dante". Costo del biglietto per il gruppo WWF è di euro 20,00 anziché 25,00 alla biglietteria. Dopo lo spettacolo si va a Campagna (SA) per la sagra de "I portoni Ghiottoni". La domenica visita alle chiese ed ai musei della Citta' di Campagna e partecipazione alla "Chiena" delle 12:00 e delle 15:00.
Il costo per il pernottamento nella foresteria del WWF, comprensivo di colazione e pranzo della domenica, è di euro 25,00. Poi per chi resta anche il lunedì, escursione sul Monte Polveracchio (1200 mt) dove in serata si assisterà alla "Notte delle stelle cadenti".
14:00
Scritto da : Francesco Autiero
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26/07/2009
Il WWF sul mare di Baia Domizia
RELAZIONE DI ALESSANDRO GATTO PER CONTO DEL WWF CAMPANIA ALLA RIUNIONE/CONVEGNO DI BAIA DOMIZIA DEL 27 LUGLIO 2009
<<La complessità dell’argomento non può essere esaurita in questa sede, quindi si proverà ad analizzare alcune delle cause più importanti di detrazione ambientale, formulando, al contempo, qualche consiglio su quanto si può mettere in pratica al fine di migliorare le condizioni ambientali del mare di Baia Domizia e della sua costa sabbiosa.
Dobbiamo imparare a comprendere, dal punto di vista ecologico, ambientale ed igienico questo litorale. Non si deve confondere il livello ecologico con il livello igienico. In effetti, quando viene trattato l’argomento della salute del mare, sia sulla stampa non scientifica, sia da parte degli altri organi di informazione di massa, si tocca solo l’argomento igienico/sanitario. E’ ovvio che questo punto è importantissimo per consentire la balneabilità della “risorsa mare” ma se volessimo approfondire il tema, sotto il punto di vista ecologico, si deve tener presente che il mare è un ecosistema come tanti altri e forse uno dei più complessi ed ancora poco conosciuti dal mondo scientifico. Quindi sarebbe il caso ricordare sempre che l’essere umano è un ospite dell’ecosistema mare e non si può pretendere di violentarlo e massacrarlo all’infinito senza che poi non ci torni indietro un caro prezzo da pagare in termini di inquinamento, di perdita della biodiversità e così via dicendo. Non dobbiamo mai dimenticare che se vogliamo continuare ad utilizzare (e non sfruttare) le risorse del mare dobbiamo imparare a rispettarlo sul serio, seguendo le indicazioni che ci offrono le scienze ecologiche ed ambientali.
Detto questo si affronteranno, in questa sede, solo tre argomenti che stanno maggiormente a cuore alla maggioranza delle persone che si recano al mare per svago e divertimento e a tutti gli operatori che vivono grazie alla “risorsa mare”:
1) INQUINAMENTO E BALNEABILITA’
2) PRESENZA ECCESSIVA DI ALGHE ROSSE
3) EROSIONE DELLA COSTA
1) Il primo punto (INQUINAMENTO E BALNEABITA’), ovviamente è quello maggiormente incriminato in questi ultimi decenni sul cosiddetto litorale domizio, che va dalla foce del fiume Garigliano alla zona di Cuma. In questa sede corre l’obbligo intanto di restringere il campo del nostro interesse dalla zona dell’intero litorale domizio ai soli territori costieri che appartengono amministrativamente ai comuni di Sessa Aurunca e Cellole. Il litorale costiero ivi compreso viene denominato: Baia Domizia nord e sud, Baia Murena, Baia Felice e Baia Azzurra. I recenti dati ufficiali dell’ARPAC (Agenzia Regionale per l’Ambiente – Campania) delle analisi batteriologiche della qualità delle acque dicono sostanzialmente, già da diversi anni, che nella fascia costiera suddetta i punti di divieto di balneazione sono pochi e circoscritti alle foci del fiume Garigliano e di un piccolo canale che va a sfociare a mare in località “Baia Felice”. Altri dati ufficiali non sono in nostro possesso. Stando a questo si può dire che una buona parte della costa di Baia Domizia, ricadente sia nel comune di Sessa Aurunca, sia nel comune di Cellole, è balneabile. Questo però non vuol dire che le condizioni di trasparenza delle acque sono sempre come la maggior parte della popolazione spera che siano, cioè “livello piscina”. Va chiarito, a questo punto, che il litorale di Baia Domizia è proveniente da piana alluvionale e che le sabbie, miste ad una componente limacciosa, possono conferire un aspetto non sempre trasparente alle acque del mare, soprattutto quando è in atto il processo del moto ondoso dovuto a correnti non sempre evidenti o a condizioni metereologiche avverse. In questi casi l’acqua del mare, all’osservatore posto sul bagnasciuga, potrà apparire poco trasparente e di un colore che va dal marrone al verde. Ma tutto ciò non può e non deve essere confuso con l’inquinamento batteriologico/fecale. Un altro aspetto dell’inquinamento, invece, è rappresentato da scie di schiume di vario genere che a volte hanno la caratteristica della persistenza e la loro presenza, anche in condizioni di moto ondoso assente o di mare calmo, ci indicano la presenza di tensioattivi e di altre sostanze, come, solo per fare un esempio, gli oli di natura vegetale e purtroppo anche di natura minerale (provenienti dai motori delle imbarcazioni, ecc.). Infine, ma non per ordine d’importanza, si deve ricordare anche l’inquinamento prodotto da tutti i rifiuti macroscopici che puntualmente finiscono sulla spiaggia arrecando danni ambientali di non poco conto. Non si può discutere di altri tipi di inquinamento (fitofarmaci (pesticidi, diserbanti, concimi di sintesi e così via), agrozootecnici, industriali, nucleari, ecc.) per carenza di dati scientifici aggiornati. In ultima analisi si auspica che tutti gli scarichi di acque reflue possano essere depurati in moderni impianti di depurazione, tarati per le esigenze sia della popolazione residente tutto l’anno, sia della popolazione aumentata nel periodo estivo.
2) Il secondo punto (PRESENZA ECCESSIVA DI ALGHE ROSSE) è una questione puramente estetica, visto che le specie di alghe rosse in oggetto (sono proprio alghe rosse cioè Rhodophyceae) appartengono ai generi Ceramium e Polysiphonia e non arrecano nessun danno alla salute pubblica. Sicuramente il fenomeno non è ancora ben chiaro sotto il punto di vista scientifico. Più volte, in passato, abbiamo provato ad interrogare professori universitari delle facoltà di Scienze Biologiche, Scienze Naturali e Scienze Ambientali di Napoli e Caserta senza ricevere una risposta sicura ed esaustiva, proprio per il fatto che si dovrebbe predisporre un serio studio scientifico per avere la certezza di quello che accade. In ogni caso l’ipotesi più accreditata sembra essere quella del superamento della soglia della temperatura del mare idonea alla vita di queste alghe e quindi questo fenomeno fisico le fa distaccare dal fondale dove esse sono ancorate, probabilmente con la complicità delle correnti marine. Una volta distaccatesi dal fondale marino queste alghe rosse arrivano pian piano fino a riva. Negli anni passati il fenomeno sembrava essere molto più evidente ed invasivo. Negli ultimi anni stiamo osservando un ridimensionamento del problema. Anche queste osservazioni, purtroppo rimangono senza una spiegazione scientifica sicura e sono possibili solo delle ipotesi in attesa che si finanzi uno studio scientifico multidisciplinare teso a spiegare e a frenare se possibile, questo fenomeno.
3) L’ultimo punto (EROSIONE DELLA COSTA) è un problema comune a tanti litorali italiani e non solo ed è un fenomeno sicuramente multifattoriale. Il problema dello scioglimento dei ghiacci dei poli nord e sud e dei ghiacciai perenni delle montagne che si sta verificando a livello planetario può incidere ma solo fino ad un certo punto, visto e considerato che sul litorale domizio, ad esempio, osserviamo dei fenomeni localizzati e circoscritti ad alcune aree. In questi casi sicuramente intervengono dei fattori di disturbo della linea di costa da addebitare quasi esclusivamente ad opere di consolidamento della costa avvenuto in altra zona litoranea non troppo distante da dove si è verificato il fenomeno erosivo. Nel caso specifico del litorale di Baia domizia stiamo osservando un preoccupante arretramento della linea di costa in particolar modo nella zona della foce del fiume Garigliano. Sulle cause, ancora una volta proviamo a formulare delle ipotesi. Innanzitutto un ruolo negativo hanno avuto e continuano ad avere le “scogliere” realizzate a difesa della linea di costa di alcune zone litoranee del vicino “basso Lazio”. Anche un prelievo indiscriminato ed abusivo di materiale inerte dal letto del fiume Garigliano ha comportato una riduzione di distribuzione di quel materiale sabbioso e limaccioso tipico di questa zona. Su altre cause si lascia che vengano effettuati, ancora una volta, degli studi più specifici ed approfonditi tali da acclarare il problema nella sua interezza.>>
19:00
Scritto da : Francesco Autiero
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22/07/2009
Il mare è morto?
Ancora una volta siamo di fronte ad una crisi, così come quella dei rifiuti, che non è scoppiata improvvisamente, senza preavviso e sopratutto senza possibilità di azioni preventive.
“A parere nostro questa è solamente l’aggravarsi e la manifestazione di una situazione nota da molto tempo – dichiara Giovanni La Magna del WWF Campania - davanti alla quale le responsabilità, ora rimpallate tra enti, amministrazioni, aziende e privati cittadini, sono in realtà equamente distribuite, lasciando la collettività a pagarne le conseguenze”
Le amministrazioni conoscevano da tempo la situazione scandalosa dei depuratori incapaci di trattare il flusso delle acque conferite, molte aziende hanno continuato a sversare nei fiumi e direttamente a mare liquami e rifiuti tossici-pericolosi e cosa dire di quei privati cittadini che senza alcuno scrupolo usano il mare come discarica privata dei propri servizi igienici?
Le denunce negli anni non sono mancate, non ultime quelle del WWF tra maggio e giugno sugli sversamenti in penisola sorrentina, così come si è appreso che anche la Regione conosce le situazioni di “villette abusive che scaricano a mare”.
Denunce che spesso e volentieri sono rimastre del tutto inascoltate, anzi viste come la volontà di procurare un allarme generale immotivato.
La realtà è che al di là della volontà di superare indenni la stagione estiva, non c’è poi nessuna azione di controllo e di salvaguardia che veda attori anche gli stessi imprenditori che oggi denunciano i danni al settore.
E’ necessaria una presa di atto a tutti i livelli per applicare tutti i controlli e le normative che tutelino il nostro mare e la nostra salute.
Il mare è sempre un bene comune, non è solo il mare estivo degli operatori turistici, è un patrimonio dell’intera collettività che senza salvaguardia rischia di morire perdendo tutto il suo valore ambientale, sociale ed economico!
Peccato che di questa situazione ce ne si accorga solo a ridosso della stagione balneare!
22:32
Scritto da : Francesco Autiero
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01/07/2009
Partecipazione AWOP Festival
La nostra associazione è partner di un evento che si svolgerà a Villaricca (NA) il 3-4-5
luglio: l’AWOP Festival. Si tratta di una rassegna di tutte le arti nel nome della pace, in cui si svolgeranno concerti, performance ed esposizioni di opere di ogni genere (poesia, pittura, cinema, fumetti). Un messaggio lanciato da una terra patria delle ecomafie e degli abusi di ogni tipo, che vuole rinascere attraverso l'arte e la cultura.
La manifestazione si svolgerà nel centro storico dalle 10:00 alle 24:00; presso il nostro stand (presente dopo le 18:00 di venerdì e domenica nel cortine della biblioteca comunale) ci occuperemo di sensibilizzazione alla raccolta differenziata. Venite a trovarci!
20:35
Scritto da : Francesco Autiero
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24/06/2009
Escursione sul Vesuvio
Sabato 27 Giugno, in collaborazione con l'associazione culturale "Il Guerriero del Vesuvio", il gruppo di amici del "WWF Agro Aversano-Napoli nord e Litorale Domizio" organizza un'escursione naturalistica al Parco Nazionale del Vesuvio.
Il complesso vulcanico Vesuvio–Monte Somma presenta una stupefacente varietà di ambienti naturali e
formazioni geologiche. Percorrendo il sentiero n° 9 del parco si arriverà, passando attraverso il bosco misto e la macchia a Ginestre, alla colata lavica del 1944 detta “Fiume di pietra”, dove una Napoli lontana e addormentata sicuramente susciterà in tutti grosse emozioni. Le suggestioni, le emozioni, le cose che arrivano dagli occhi al cuore sono la base, la chiave, per realizzare la protezione di qualsiasi cosa, di un affetto, di una passione e anche quindi di un sistema naturale, perché non può esserci rispetto senza conoscenza. Percorrendo il sentiero si può avere una chiara idea di come gli elementi atmosferici e quelli biologici interagiscono nell’operare la Successione Ecologica, cioè il passaggio graduale da ecosistemi meno maturi a quelli più maturi. Il Fiume di pietra, risultato dell’ultima eruzione, con la lava colonizzata dalle specie Pioniere, rappresenta il primo stadio di questo passaggio. Il Lichene del Vesuvio, lo Stereocaulon vesuvianum, endemico di questi posti, è un tipico esempio insieme alla Romice e all’Elicriso di una specie che per prima colonizza la roccia. Il secondo stadio, che procede verso la maturità del bosco, forma una fitta boscaglia bassa ed è rappresentato dalla macchia a Ginestre a cui si associa anche la bellissima Valeriana rossa. Continuando il percorso ci si lascia alle spalle le Ginestre e si entra in un ambiente chiaramente diverso, un ambiente più ombroso, più frenetico, dove la competizione è più forte, dove la luce è spesso il fattore limitante per la vita; si è entrati nel bosco misto di Robinie (Robinia pseudo-acacia), Castagni (Castanea sativa) e Lecci (Quercus ilex), dove l’Edera e la Clematis formano un fitto sottobosco che procede in alto strisciando verso la volta. Il suolo qui è costituito in prevalenza di terreno fertile e poche rocce, siamo nel terzo stadio della Successione, quello più maturo e biologicamente produttivo: il bosco.
Partenza dal Cinema Metropolitan di Aversa ore 14:00 con le macchine, quelle in più saranno lasciate ad Aversa. Quota da pagare alle guide del Vesuvio: euro 8,00. Per ulteriori informazioni contattare Mimmo Mottola (3334256179 - mottoladomenico@libero.it)
21:58
Scritto da : Francesco Autiero
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23/06/2009
Recupero funa selvatica: Gheppio
Questa mattina ci è stato consegnato un esemplare femmina di Gheppio (Falco tinnunculus), un piccolo falco che non riesce a volare e che è stato recuperato a Giugliano in Campania (NA) in seguito ad uno schianto avvenuto contro i vetri di uno stabile nei pressi della stazione ferroviaria.
L’uccello purtroppo ha difficoltà nel tenere il capo eretto e presenta anche un deficit alla vista, probabilmente ha riscontrato un forte trauma in seguito all’urto avvenuto mentre stava cacciando un altro uccello; tra l’altro in queste condizioni non riesce ad alimentarsi, neanche in modo forzato. Faremo tutto il possibile comunque per salvarlo e riabilitarlo.
Il gheppio è uno dei rapaci più diffusi e più piccoli nell'Europa centrale, misura, infatti, appena 35 centimetri di lunghezza per 70-90 centimetri di apertura alare. Ha colore bruno-rossiccio e macchie scure sul dorso. Più che in altre specie, i gheppi mostrano un marcato dimorfismo sessuale. La caratteristica più notevole è che i maschi hanno la testa di colore grigio chiaro, le femmine invece sono uniformemente di colore rosso mattone. In entrambi i sessi le zampe sono gialle, mentre gli artigli sono neri.
L'epiteto specifico del nome scientifico, tinnunculus, tradotto letteralmente significa "che risuona", "che tintinna"; ciò è probabilmente dovuto al suo verso, che assomiglia ad un ti ti ti ti. Come tutti i falconiformi, il gheppio è dotato di 15 vertebre nel collo che gli permettono di girare il capo di 180° e di osservare appollaiati su un albero una preda fino a 220° senza doversi muovere. Si nutre roditori, insetti vari, lucertole, piccoli serpenti ed uccelli, quali storni, passeri ed allodole.
Molti conoscono il gheppio poiché ha conquistato le città come proprio ambiente e si caratterizza per il suo originale volo oscillante; a differenza di altri rapaci, infatti, sbatte le ali frequentemente. Ma la caratteristica più evidente è il cosiddetto volo a "Spirito Santo", durante il quale si mantiene totalmente fermo in aria, con piccoli battiti di ali e con la coda aperta a ventaglio, sfruttando il vento per mantenersi stabile ed osservare il suolo in cerca di prede.
19:24
Scritto da : Francesco Autiero
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11/06/2009
Recupero pappagallo "Ara ararauna"
Questa mattina abbiamo recuperato un pappagallo appartenente alla specie Ara ararauna (Ara giallo-blu) presso il convento francescano “S. Maria degli Angeli” di Marano
di Napoli. L’ara, un esemplare maschio di circa 4 anni, si trovava in una voliera all’interno del convento ed era allevato dai padri francescani i quali ci hanno contattato perché intenzionati a garantire all’animale una sistemazione migliore. Le operazioni di recupero sono state condotte da Francesco Autiero a dal dottore veterinario Adriano Argenio, direttore dell’Oasi WWF Lago di Conza (AV), che si occuperà anche del trasferimento presso il Centro Recupero Animali Selvatici Esotici (CRASE) del WWF a Semproniano (GR).
L'Ara Ararauna è un pappagallo originario del Sud America, può raggiungere i 90 cm totali di lunghezza e presenta un piumaggio con colorazioni diverse che vanno dal giallo al blu, un becco molto robusto (ad uncino) ed un carattere vivace e curioso. Conduce una vita abbastanza lunga: alcuni esemplari possono arrivare fino a 80 anni di età.
E' una specie ancora comune, ma tendenzialmente in declino a causa della cattura per il commercio, ma soprattutto a causa della distruzione della foresta tropicale.
14:43
Scritto da : Francesco Autiero
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01/06/2009
Partecipazione alla manifestazione "3 giorni per la cultura a Gricignano"
Il 5-6-7 Giugno parteciperemo alla manifestazione “Tre giorni per la cultura a Gricignano”, organizzata dall’associazione umanista “Cam Urrà”. L’evento si svolgerà nella splendida cornice agreste del piccolo tempietto di Santa Maria a Piro (località Boscariello), immerso nella ridente campagna di Gricignano. Il filo conduttore resta, come due anni fa, la civiltà contadina, le nostre origini. Rievocare tutto ciò che è stato il glorioso passato del nostro territorio attraverso l'allestimento di una mostra fotografica di repertorio, con scatti presi dagli album di famiglia dei cittadini di Gricignano, una mostra della civiltà contadina allestita con oggetti e utensili, anche questi presi in prestito da famiglie locali. Ci sarà spazio anche per la promozione di gruppi musicali di giovani del territorio, spettacoli, teatro e tanto altro.
Durante i tre giorni saranno operativi nei vari stand:
- laboratori di riciclaggio creativo a cura del WWF Agro Aversano-Napoli Nord e Litorale Domizio;
- Mostra fotografica di repertorio “Come eravamo”;
- Mostra della Civiltà Contadina;
- Mostra fotografica “Sedotti e Abbandonati” (reportage fotografico sullo stato di abbandono dei beni architettonici dell’Agro Aversano);
- Video-proiezioni di filmati storici che documentano Gricignano dal secondo dopoguerra ad oggi;
- Vendita di prodotti del commercio Equo e solidale a cura della bottega “O’ Pappece” di Napoli;
- Angolo “Mettici la Faccia!”. Chi vorrà potrà farsi fotografare e far inserire il suo ritratto in una composizione di immagini che formerà, dopo averne raccolte diverse migliaia, il “simbolo della Pace”. La composizione, una volta giunto a termine il progetto, verrà esposta in occasione della tappa napoletana della “Marcia Mondiale per la Pace e la Non Violenza”;
- Esposizioni delle ricerche iconografiche svolte dai ragazzi dell'Istituto Comprensivo Pascoli;
- Angolo a cura del Gruppo Genitori della scuola elementare;
- Promozione attività sociali e di volontariato a cura di varie delegazioni di associazioni del territorio.
23:00
Scritto da : Francesco Autiero
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31/05/2009
Convenzione con "Napoli Teatro Festival Italia"
Il "WWF Agro Aversano-Napoli nord e Litorale Domizio" ha stipulato una convenzione con il “Napoli Teatro Festival Italia” che si svolgerà dal 4 al 28 giugno 2009. Quest’anno la manifestazione offre al pubblico le MyCARD, grazie alle quali si potrà usufruire di promozioni e agevolazioni esclusive sull’acquisto dei biglietti degli spettacoli e beneficiare di sconti e vantaggi presso negozi, librerie, mostre, festival e teatri di tutta Italia.
Tutti i soci della nostra associazione possono visitare i siti www.napoliteatrofestival.it e http://www.myteatrofestival.eu ed attivare la “MyCARD associazioni”,
specificando di appartenere al “WWF Agro Aversano–Napoli nord e Litorale Domizio”. Le MyCARD sono gratuite e valide su tutto il territorio nazionale fino a dicembre 2009. Si possono ricevere direttamente a casa o ritirarle presso i punti informativi del "Napoli Teatro Festival Italia".
Per ulteriori informazioni sui vantaggi delle MyCARD clicca qui.
Per conoscere il programma degli spettacoli del “Napoli Teatro Festival Italia” clicca qui.
16:00
Scritto da : Francesco Autiero
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29/05/2009
Aversa: le associazioni incontrano l'assessore all'ambiente
“Aversa può essere pulita? Forse”. E’ l’augurio che si sono fatti nel lasciarsi dopo l’incontro di mercoledì 27 maggio l’assessore all’Ambiente Luciano Luciano ed i dirigenti delle associazioni cittadine Co.Sa.Dir.Ci, WWF e Legambiente.
Le associazioni ringraziano l’assessore “per l’onestà intellettuale nell’ammettere le grandi difficoltà che incontra quotidianamente per cercare di assicurare una discreta pulizia della città. Innanzitutto si è discusso della raccolta differenziata che, in base a quanto sostenuto dallo stesso Luciano, dovrebbe partire ad ottobre con il ‘porta a porta’”.
Le associazioni hanno chiesto di riattivare la Consulta per l’Ambiente, da troppo tempo inoperosa. “Aversa non è pulita da decenni per le responsabilità degli amministratori, dei dipendenti comunali e dei cittadini. - continuano le tre associazioni in una nota congiunta - Aversa potrà tornare ad essere veramente e continuativamente pulita se gli amministratori smetteranno di arruolare clienti, promettendo privilegi e favorendo i fannulloni, se i dipendenti comunali, a cominciare dalla Polizia municipale, si decideranno a svolgere la loro funzione come avviene nelle città civili d’Italia e d’Europa e se i cittadini riprenderanno ad essere rispettosi della decenza prima ancora che delle leggi. Tutta una serie di comportamenti incivili possono e devono essere sanzionati quotidianamente. Bisogna controllare il territorio sia con mezzi tecnologici che con più personale”. Da qui la richiesta delle tre associazioni di un migliore utilizzo dei Vigili Urbani come la istituzione degli “Ausiliari dell’Ambiente”.
“Ma i cittadini – aggiungono ancora i rappresentanti di Cosadirci, WWF e Legambiente - vogliono anche maggiore attenzione alla loro casa comune: dotazione di cestini gettacarte, di cicchiere nelle strade più trafficate, utilizzo di mezzi per la pulizia ed il lavaggio delle strade, dei marciapiedi, delle piazze e delle fogne, il riposizionamento di idonei contenitori per i rifiuti, la difesa e l’incremento del verde. Molte di queste cose sono state promesse dall’assessore Luciano come imminenti. Da parte nostra - concludono - controlleremo che dalle promesse si passi ai fatti”.
23:00
Scritto da : Francesco Autiero
in Appelli e Comunicati, Rifiuti | Link permanente | Commenti (0)
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