26/06/2010
1990-2010: vent’anni del WWF Aversa.
Quest’anno il WWF Aversa festeggia i suoi primi vent’anni!
“Lettera d’auguri di Claudio Bovino”
È un bel compleanno questo, di quelli che non si possono non celebrare, con allegria e soddisfazione!
Sono stati venti anni importanti, durante i quali la sezione aversana del WWF ITALIA è cresciuta, acquisendo sempre più apprezzamento e credibilità nella cittadinanza.
L’idea che si è affermata sempre più nel corso del tempo è quella di un insieme di persone che, disinteressatamente ed al prezzo del proprio tempo libero, si danno da fare per tutelare l’ambiente ed il territorio, quello urbano, cioè quello più “prossimo” al cittadino (attraverso iniziative da questo immediatamente percepibili, quali per esempio: tavolini pubblici, raccolte firme, marce, convegni, attività dimostrative di manutenzione del verde urbano, etc), ma anche l’ambiente extra moenia, quello dell’hinterland (sempre più vessato dalla inciviltà di alcuni e dall’impatto delle attività umane, lecite o illecite), e infine quello più lontano da noi (attraverso l’adesione a iniziative di più ampio respiro, nazionali ed internazionali, alle quali viene dato il contributo con raccolta firme e fondi).
L’impegno profuso in questi anni ha certamente avuto il merito – e lo dico sperando che ciò non appaia autoreferenziale, perché non c’è tale intenzione – di diffondere una cultura della tutela dell’ambiente ed un maggiore senso civico nella collettività.
Col vessillo del Panda in mano, i volontari del WWF Aversa hanno continuato in questi anni - pur tra alti e bassi fisiologici connaturati ad una esistenza così lunga nel tempo - a provare a far sentire la loro voce.
Eppure non è stato mai semplice. Si consideri solo che, spesso, associazioni più che meritevoli e esperienze di volontariato simili a quella del WWF (anche dal carattere più diverso, dal culturale allo sportivo, etc.), pur se animate da grande entusiasmo, con un buon seguito e con scopi meritori, non sono riuscite a sopravvivere più di qualche anno. Quindi, sono ancora più contento che la nostra associazione sia riuscita a superare brillantemente il traguardo della “maggiore età” (raggiunto ormai due anni fa) e portare, addirittura, Alessandro Gatto, uno dei suoi esponenti più meritevoli e capaci, a dirigere il WWF Campania!
WWF AVERSA, le “origini”
Qualcuno ogni tanto mi ha chiesto di come il WWF Aversa sia nato, quali siano stati i primi passi che ha mosso. Proverò a sintetizzarne le “origini” che ormai per me risalgono ai miei vent’anni e che rimangono come una importantissima esperienza umana e sociale…
Mi presento…
Forse è anche l’ora che io mi presenti, per quelli che non mi conoscono: mi chiamo Claudio Bovino, sono nato a Napoli ma fino al 2002 - fino a quando cioè mi sono trasferito a Milano - per 31 anni ho vissuto ad Aversa: è qui che abitano ancora i miei cari (i miei genitori e mia sorella Rosanna con la sua famiglia, che ringrazio per il supporto, l’affetto e la pazienza), è qui che ho studiato fino alle superiori (Liceo classico “D. Cirillo”), è qui che ho ancora moltissimi amici, ahimè ormai lontani “chilometricamente” ma non nel cuore.
Durante l’attività svolta col WWF (molto intensa dal 1990 sino al 1996/97 e poi via via sempre meno “impegnata”, sennò non mi laureavo più…) ho cercato di avere approccio che fosse il più possibile garbato, mai di attacco personale, anche nei confronti di persone e di iniziative contro le quali ci “scontravamo”: sono le idee quelle che abbiamo messo in campo, ed in quelle abbiamo creduto. Ancora oggi io ci credo e da qualche anno scrivo per delle riviste giuridiche online e cartacee su temi giuridici ambientali, perché il mio entusiasmo non si è ancora spento.
Per chi volesse leggere qualcosa di mio non ha che da scrivere “Claudio Bovino” su Google e qualcosa certamente salterà fuori.
Oggi vivo a Milano e prevalentemente scrivo per il gruppo editoriale Wolters Kluver Italia, questo è un elenco di prodotti editoriali a cui collaboro:
http://www.ambientesicurezza.indicitalia.it/quotidiano.htm
http://www.entilocali.leggiditalia.it/
http://www.pa.leggiditalia.it/
http://www.ipsoa.it/esperto/Ambiente.asp
http://claudiobovino.postilla.it/
Ho anche scritto sulla rivista “Ambiente & Sviluppo Consulenza e pratica per l'impresa e gli enti locali”, edito da IPSOA.
Il mio cuore è comunque sempre vicino ad Aversa: sto ultimando una monografia su Nunzio Pelliccia, giurista aversano del ‘600, che dovrebbe essere pubblicata a breve col patrocinio del Comune di Aversa (approfitto per ringraziare ancora una volta per la disponibilità il Sindaco Domenico Ciaramella e l’Assessore alla Cultura, Nicola de Chiara).
Dovevamo fare un esame di diritto ed, invece, nacque il WWF di Aversa…
Nell’anno dei mondiali italiani, prima che Totò Schillaci ci desse l’illusione di poter vincere l’ambita Coppa, in primavera, stavo studiando Storia del Diritto Romano insieme al mio carissimo amico Carlo Chiatto. Spesso chiacchieravamo e pensavamo di impegnarci in qualche attività sociale: molti erano i nostri coetanei che muovevano i primi passi nel mondo della politica, ed iniziavano a frequentare circoli e sedi dei partiti locali. L’idea, in verità, non ci allettava tanto, forse perché ai nostri occhi apparivano odiose le schermaglie che spesso venivano rappresentate tra i politici nostrani, che ci apparivano più come delle questioni personali che non relative all’interesse della collettività.
Un giorno dissi a Carlo che mio padre conosceva – fin dai tempi in cui aveva prestato servizio ad Aversa come maresciallo dei carabinieri - il giudice Giovanni Lubrano di Ricco, che era stato Pretore ad Aversa ed ora era il Presidente di quella che all’epoca si chiamava WWF Delegazione Campania. E così decidemmo di contattarlo per sapere come avremmo potuto fare, nell’eventualità, a costituire una sezione locale del WWF ad Aversa.
Incontrammo il giudice Lubrano a casa sua e lui fu entusiasta della cosa, ci incoraggiò e ci disse che formalmente dovevamo costituire un “gruppo attivo di soci” almeno dieci (ci riempì subito di materiale informativo ed in particolare di quello sul prossimo referendum sulla caccia): era quello il primo passo da compiere. Poi dovevamo interfacciarci con la sezione del WWF di Caserta, nel cui territorio di competenza interna all’associazione ricadeva Aversa: la persona da contattare e da tenere aggiornata sulle nostre iniziative era in quel caso il responsabile casertano Francesco Paolella.
Franco, del quale siamo poi diventati buoni amici, ci accolse dapprima con diffidenza, nonostante la “presentazione” di Gianni Lubrano, dato che non molto tempo prima un socio WWF aveva avviato un’analoga iniziativa, ma poi si era scoperto che voleva “utilizzare” il simbolo del WWF per suoi scopi personali (si era candidato e gli faceva comodo presentarsi come responsabile del WWF).
Quasi subito le cose andarono bene, e nonostante ci costasse un po’ di fatica andare periodicamente a Caserta (e fosse per noi anche dispendioso economicamente ed in termini di tempo…), fu sicuramente utile vedere come si svolgevano le riunioni, quali fossero i temi trattati ed in che modo come si facessero “i tavolini”, oltre che piacevole incontrare altre persone che condividevano la nostra visione.
Ben presto ci affrancammo da questo tipo di “controllo” e cominciammo ad agire in modo indipendente, ma sempre dopo aver comunicato previamente le iniziative pubbliche che stavamo per porre in essere.
La prima uscita ufficiale fu la partecipazione come rappresentanti di lista al referendum sulla caccia (avevamo una maglietta sotto la camicia col Panda ed uno slogan ambientalista): qualche giorno prima, di sera, ci eravamo improvvisati “attacchini” e (io Carlo Chiatto e Gennaro di Gennaro), armati di secchio, colla e scopa a mo’ di pennello avevamo affisso dei manifesti sul referendum:
Ricordo che in quei primi tempi ci aiutarono molto i consigli di alcuni amici che militavano in altre associazioni: Nando Pirro del Circolo Legambiente, prodigo di consigli e molto affettuoso, Vittorio Guadalupi, di Amnesty International (il cui entusiasmo era contagioso e la cui vicinanza fu preziosissima: fu lui che ci suggerii che dovevamo stabilire un appuntamento fisso, possibilmente settimanale, nel quale riunirci tra soci), gli impagabili amici degli Scout Agesci, tra questi Valerio Taglione (un grande), i fratelli Belluomo e Carlo Liguori.
Alcuni di questi figuravano anche nel gruppo dei primi dieci “soci attivi” che costituivano il numero minimo per poter fare la domanda per essere riconosciuti dal WWF come Gruppo Attivo (c’erano se non sbaglio, anche il nostro ottimo amico Gennaro di Gennaro, mio cognato Carmine De Gaetano, i carissimi Antonio Borrelli, Umberto Chiatto e Giusi Branca): temo ahimè di dimenticare in questo momento qualcuno e spero di esser perdonato per eventuali omissioni o citazioni non corrette …
Successivamente organizzammo, sempre con Carlo Chiatto, la prima riunione annuale del Gruppo Attivo, nella Sala delle colonne del complesso dell’Annunziata: non c’era ancora l’Università di Ingegneria e vennero Gianni Lubrano da Napoli e Franco Paolella da Caserta (una curiosità: Gianni Lubrano era stato membro di una commissione che cercava di recuperare, a livello campano, gli edifici storici di pregio per farne sedi universitarie ed una di queste era proprio l’Annunziata).
Io e Carlo avevamo distribuito a mano le lettere di invito ai soci aversani (facendo una serie di giri con la mia vespa, …ehm, era di mio cognato), per risparmiare sui francobolli attesa la scarsità di fondi del Gruppo (fu in quell’occasione che conoscemmo Mimmo Infrasca, che iniziò a frequentare così l’associazione).
La riunione fu un successo e molti furono i soci che iniziarono a seguire le riunioni del lunedì, dapprima in un appartamento ancora vuoto e dopo presso le varie sedi che ci furono messe a disposizione grazie ad amici e conoscenti: tra queste, la sala del “Dopo lavoro ferroviario”, nei pressi della Stazione FF.SS. di Aversa (grazie all’interessamento di Pierino Sagnibene: il nostro primo vero boom di presenze!), poi un locale di via Magenta (grazie a Livio Graziano), la sala condominiale del “Caminetto” (grazie ad Alessandro Gatto, che nel frattempo si era unito al gruppo) sino ad arrivare alla sede di Piazza Normanna, 8 (grazie all’amicizia con Mimmo Volpe e Franco Cervo, ma anche grazie all’ex sindaco Mimmo Bisceglie).
Gli “irresponsabili”…
Come responsabili di quella che dopo qualche anno da Gruppo Attivo divenne la Sezione WWF di Aversa “Contea Normanna”, ci sono io stesso, seguito da Carlo Chiatto, poi Alessandro Gatto e Francesca Tucci, fino all’attuale responsabile Francesco Autiero.
Iniziative ed amici preziosi
Molte sono state in seguito le iniziative che organizzammo e una di quelle che ricordo con più piacere fu quella che ci vide insieme a tante altre associazioni per la raccolta delle firme per evitare che l’ex Campo Profughi di Aversa, ospitasse un grande parcheggio al suo interno: al termine di una lunga riunione, scegliemmo lo slogan che doveva apparire sui manifesti che promuovevano l’iniziativa, “No al parcheggio, sì al parco”, come felicemente suggerito da Valerio Taglione.
Per raccogliere fondi abbiamo organizzato un po’ di tutto, tornei di calcetto e di ping-pong, tombolate e rassegne cinematografiche (grazie ad Ermanno Russo del Cinema Vittoria). Tra gli amici extra WWF è da menzionare anche Ernesto Rascato della libreria Quarto Stato, il giornalista Nicola Rosselli, insieme a…tanti altri...
Tra i soci WWF più assidui che in quegli anni frequentarono l’associazione – e che si aggiungono a quelli già menzionati - ricordo i seguenti, tutti a me carissimi: Nicola della Vecchia, Marco Muratori, Fulvio Spatarella, Gino Corvino, Ernesto Panarella e Mariella Panarella, Mimmo Mottola, Massimo Maggiobello, Annarita Jodice, Pasquale Pandolfi, Loredana d’Amore, Francesco Modestia, Sonia Panìco, Renato D’Auria e Gena Rotunno, Carla Cammisa, Annamaria Cammisa, Raffaele Liguori, Salvatore Mottola, Enrico Griffo e Vittorio Scaringia.
Anche qua i nomi sono citati in ordine sparso e spero di non essermi dimenticato molti degli amici di quel tempo.
Tutti i soci, gli amici ed i frequentatori del WWF sono stati importanti, dal primo all’ultimo e lo sono ancora oggi: tra i soci si va da quello spesso timido e silenzioso ma attento a quello che definisco “socio meteora” che ti piomba in sede, critica tutto e tutti e vorrebbe cambiare il mondo… poi, accortosi che non è possibile… sparisce.
Ma soprattutto preziosissimi sono quelli che si rendono disponibili sempre ma anche solo al momento giusto, ed anche solo con un consiglio, con una osservazione costruttiva.
Il mio augurio sincero ed i più vivi complimenti vanno a tutti voi che siete ancora impegnati nelle attività del WWF ad Aversa, a Francesco Autiero, che guida brillantemente l’ultima generazione di soci e ad Alessandro Gatto, del quale sono orgoglioso come un fratello maggiore, instancabile, puro, impagabile e straordinario: ci vorrebbe un libro solo per Alessandro !!!
Naturalmente, tutto questo e tutte le iniziative pro natura realizzate in quegli anni – ma anche nuove amicizie e qualche matrimonio - non ci sarebbero mai stati se non avessi iniziato a percorrere questa strada insieme a Carlo Chiatto, per me un altro vero, caro, fratello…
Claudio Bovino
PS - Ah, …dimenticavo…naturalmente l’esame di Storia del Diritto Romano io e Carlo non lo facemmo più, o meglio lo facemmo ma distanza di un po’ di mesi, separatamente: nel frattempo, però avevamo vissuto insieme una avventura bellissima e della quale andrò, o meglio “andremo” - aggiunge Carlo, col quale abbiamo scritto insieme, al telefono, alcune parti di questa lettera - sempre orgogliosi contenti di averla vissuta.
Claudio Bovino e Carlo Chiatto
12:28
Scritto da: Francesco Autiero
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10/09/2009
Petizione popolare
Vi invitiamo a firmare e a diffondere la petizione popolare promossa dalle Associazioni della federazione “Assocampaniafelix” a sostegno della tutela della salute pubblica dei cittadini delle Province di Napoli e Caserta.
Una volta raccolte le firme contattateci in modo da provvedere al ritiro.
Clicca qui per scaricare la petizione.
18:06
Scritto da: Francesco Autiero
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29/05/2009
Aversa: le associazioni incontrano l'assessore all'ambiente
“Aversa può essere pulita? Forse”. E’ l’augurio che si sono fatti nel lasciarsi dopo l’incontro di mercoledì 27 maggio l’assessore all’Ambiente Luciano Luciano ed i dirigenti delle associazioni cittadine Co.Sa.Dir.Ci, WWF e Legambiente.
Le associazioni ringraziano l’assessore “per l’onestà intellettuale nell’ammettere le grandi difficoltà che incontra quotidianamente per cercare di assicurare una discreta pulizia della città. Innanzitutto si è discusso della raccolta differenziata che, in base a quanto sostenuto dallo stesso Luciano, dovrebbe partire ad ottobre con il ‘porta a porta’”.
Le associazioni hanno chiesto di riattivare la Consulta per l’Ambiente, da troppo tempo inoperosa. “Aversa non è pulita da decenni per le responsabilità degli amministratori, dei dipendenti comunali e dei cittadini. - continuano le tre associazioni in una nota congiunta - Aversa potrà tornare ad essere veramente e continuativamente pulita se gli amministratori smetteranno di arruolare clienti, promettendo privilegi e favorendo i fannulloni, se i dipendenti comunali, a cominciare dalla Polizia municipale, si decideranno a svolgere la loro funzione come avviene nelle città civili d’Italia e d’Europa e se i cittadini riprenderanno ad essere rispettosi della decenza prima ancora che delle leggi. Tutta una serie di comportamenti incivili possono e devono essere sanzionati quotidianamente. Bisogna controllare il territorio sia con mezzi tecnologici che con più personale”. Da qui la richiesta delle tre associazioni di un migliore utilizzo dei Vigili Urbani come la istituzione degli “Ausiliari dell’Ambiente”.
“Ma i cittadini – aggiungono ancora i rappresentanti di Cosadirci, WWF e Legambiente - vogliono anche maggiore attenzione alla loro casa comune: dotazione di cestini gettacarte, di cicchiere nelle strade più trafficate, utilizzo di mezzi per la pulizia ed il lavaggio delle strade, dei marciapiedi, delle piazze e delle fogne, il riposizionamento di idonei contenitori per i rifiuti, la difesa e l’incremento del verde. Molte di queste cose sono state promesse dall’assessore Luciano come imminenti. Da parte nostra - concludono - controlleremo che dalle promesse si passi ai fatti”.
23:00
Scritto da: Francesco Autiero
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14/05/2009
Aversa: a quando la consulta per l'ambiente?
Il Co.Sa.Dir.Ci. ed il WWF chiedono al Sindaco di Aversa di ricostituire e riconvocare al più presto la Consulta Comunale per la difesa dell'ambiente. Si tratta di una commissione consultiva già esistente, che però non viene convocata da troppo tempo. Ne fanno parte i portavoce di alcune Associazioni Cittadine che si occupano di ambiente e di salvaguardia del territorio.
Già da diversi mesi stiamo chiedendo, dichiarano i Dirigenti del CO.SA.DIR.CI. e del WWF, di poterci riunire in maniera ufficiale, alla presenza del Sindaco, dei suoi delegati (gli Assessori con le deleghe al settore ambiente e verde urbano) e dei Consiglieri Comunali che fanno parte delle commissioni consiliari che si interessano dell'ambiente.
A tutt’oggi, continuano gli esponenti delle due Associazioni, non abbiamo avuto nessuna convocazione, sebbene ci fossero state svariate promesse da parte del Sindaco e dei due Assessori al ramo "ambiente ed ecologia" e "verde urbano" di una prossima convocazione.
I temi ambientali da trattare in consulta dell'ambiente sono davvero tanti e preoccupanti, per i quali, al momento, si adombrano solo promesse di soluzione proiettate in un prossimo futuro. Alla Consulta per l’ambiente possono partecipare tutte le Associazioni regolarmente iscritte all’Albo Comunale, ed aventi nel loro statuto l’obiettivo o gli obiettivi di salvaguardare l’ambiente, di occuparsi di ecologia e di protezione del territorio e della natura. E’ uno strumento di alta partecipazione democratica e costruttiva per l’intera città.
La mentalità discriminatoria ed un comportamento autoreferenziale di chi fa politica ad Aversa non ha dato sinora alcun frutto. Anche per questo il CO.SA.DIR.CI. ed il WWF non vogliono più accettare un confronto che si esaurisca in posizioni distanti o peggio contrapposte. I problemi della città sono tanti, le Amministrazioni non riescono a risolverne nessuno e le nostre Associazioni, quotidianamente sollecitate dai cittadini inferociti per la città sporca ed invivibile, chiedono un incontro chiarificatore con l’Amministrazione ed i Consiglieri Comunali. La gente è stufa e non si rivolge neanche più a chi ha eletto. E questo è un segnale che non può essere trascurato.
20:00
Scritto da: Francesco Autiero
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18/04/2009
Aversa: Cosadirci e WWF chiedono un incontro con l'Amministrazione
Il Comitato Civico "Co.Sa.Dir.Ci.”
e l’associazione ambientalista “WWF Agro
Aversano-Napoli nord e Litorale Domizio” intendono incontrare l’Amministrazione Comunale per confrontarsi su alcune tematiche “scottanti” dell’attuale realtà cittadina punteggiata da troppe condizioni di degrado ambientale, di diseconomia e di invivibilità.
Il Co.Sa.Dir.Ci., rappresentato da Gennaro Mariniello, ed il WWF, dal presidente Francesco Autiero e dal responsabile regionale del settore rifiuti Alessandro Gatto, affermano: <<Operiamo ad Aversa da circa 20 anni, partecipando a discussioni, dibattiti, confronti, portando avanti tante denunzie e soprattutto donando un numero notevole di proposte, inascoltate dalle Amministrazioni di turno che, pur se elette dai cittadini, non hanno prestato adeguata attenzione alle aspettative ed alle istanze degli stessi.
Desideriamo chiedere un incontro chiarificatore per sapere - e far conoscere all’opinione pubblica – cosa si intende fare per affrontare i problemi ambientali della città.
Come abbiamo più volte sostenuto i problemi ambientali di Aversa condizionano tutta la vita cittadina e costano tantissimo agli Aversani obbligati a versare tasse e gabelle sempre più esagerate, senza ricevere servizi neanche decenti.
In primis attendiamo dall’Amministrazione Comunale segnali concreti e coerenti soprattutto riguardo al problema della sporcizia urbana: la TARSU non è una tassa per tenere Aversa pulita – e Aversa pulita non è - ma una delle tante tasse destinate all’inefficienza della macchina comunale. Le condizioni di degrado sono intollerabili per qualsiasi comunità, a maggior ragione se i cittadini devono pagare molto di più per ricevere molto di meno, anche rispetto a chi vive a distanza di pochi chilometri da Aversa.
E poi le nostre Associazioni sostengono da sempre che gli Aversani non possono esimersi dal fare la raccolta differenziata. In molte parti della Campania si fa da tanti anni con soddisfazione di tutti, sia delle Amministrazioni che delle cittadinanze. Ecco perché chiediamo all’Amministrazione un incontro propositivo e costruttivo per uscire seriamente da questa vergogna, eliminare tutti gli ostacoli – umani e materiali - che ostacolano condizioni normali ed igieniche di vita cittadina e far pagare meno tasse a tutti.>>
19:06
Scritto da: Francesco Autiero
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19/01/2009
Aversa, otto pini da abbattere in via Caravaggio
Per il Comune sono instabili e rischiano di cadere. Residenti e ambientalisti chiedono un rinvio
Da Il Mattino, 19/01/2009 (di Anna Sgueglia)
Saranno abbattuti a partire da oggi gli otto pini che in filare costeggiano via Caravaggio. La notizia si è diffusa nella giornata di ieri con degli avvisi attaccati ai fusti degli alberi destinati ad essere sradicati.
All'origine del provvedimento, secondo quanto recita la nota a firma del dirigente
dell'area lavori pubblici, Ciro Navarra, l'inserimento degli alberi «nella classe D» ossia a rischio di schianto. Le operazioni per l'abbattimento dei pini piantati con l'autorizzazione dei condomini alla fine degli anni '60 a parco Coppola, allora parco privato, dureranno sette giorni lavorativi nel corso dei quali, recita l'avviso «si invita la cittadinanza ad agevolare il corso delle attività, non parcheggiando le auto nell'area di intervento».
Quello di via Caravaggio è solo l'ultimo provvedimento che investe un campo delicato, quale quello del verde pubblico in cui gli interventi di manutenzione sembrano ridotti al lumicino, mentre i sempre più frequenti provvedimenti drastici come la recente potatura radicale degli alberi del parco Pozzi accendono polemiche. E all'abbattimento dei pini di via Caravaggio dovrebbe far seguito un analogo provvedimento previsto per alcune palme attaccate dal punteruolo rosso, come era già accaduto tempo fa in piazza Municipio.
«L'indirizzo è quello di recuperare tutte le piante che posso essere recuperate» sostiene l'assessore al ramo De Chiara. Intanto, come prevede il Regolamento per la tutela e l'incremento del verde urbano approvato ormai 10 anni fa, lì dove non è possibile salvare le piante bisognerebbe reintegrarle con nuovi alberi. Per Alessandro Gatto del direttivo regionale del WWF «i più adatti sarebbero i lecci, mentre i pini con le loro radici subsuperficiali possono dare problemi al manto stradale, ma senza voler essere estremisti del verde e tenendo conto dei problemi di sicurezza, gli abbattimenti vanno fatti con criterio».
- Archivio WWF sul verde ad Aversa >>
23:00
Scritto da: Francesco Autiero
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03/01/2009
Il WWf sulle potature al parco Pozzi
Potatura selvaggia per gli alberi del parco Pozzi.
Protestano i frequentatori dell’area pubblica e le associazioni ambientaliste dell’Aversano.
Da Il Mattino, 02/01/2009 (di Anna Sgueglia)
Querce ed alberi sempreverdi potati drasticamente riaccendono le polemiche sul parco Pozzi che, nonostante i lavori di riqualificazione e per molti proprio a causa di questi interventi, sembra sempre più lontano dall’immagine di oasi di relax quale dovrebbe essere.
Ultima in ordine di tempo, la denuncia dei Maratoneti di Aversa che in una nota diramata dal loro rappresentante, Salvatore Abbate, si dicono <<delusi dal comportamento del primo cittadino normanno che ha dato disposizione di potare querce ed alberi secolari a zero. Quest’estate centinaia di cittadini dove andranno in cerca di refrigerio? E tutta la legna dov’è finita?>> si chiedono i maratoneti che stanno valutando l’ipotesi di rivolgersi anche alla procura della repubblica.
Sulla potatura radicale degli alberi, da tempo lancia moniti anche il WWF cittadino. Per il presidente Francesco Autiero <<le capozzature così radicali possono indebolire la pianta e certamente ostacolarla nella sua azione fondamentale di termoregolazione del microclima e assorbimento dell’ inquinamento>>. In città esiste anche un Regolamento per la tutela e l’incremento del verde urbano approvato dal consiglio comunale nel febbraio 1997.
Al momento resta l’unico riferimento normativo in materia, ricorda Alessandro Gatto del direttivo regionale dell’associazione ambientalista>>. Il regolamento al capitolo “potature” prevede che non si vada al di là di sfrondature o rimonda, eliminazione dei rami secchi. Sulla potatura degli alberi ci sono diverse scuola di pensiero, ma il taglio drastico ha più senso quando si parla di alberi da frutto, non per il verde urbano>>.
Per il vicesindaco con delega al settore, Nicola De Chiara, la potatura degli alberi del parco Pozzi nasce da problemi di messa in sicurezza dell’area verde. <<Evidentemente non c’erano altre strade da seguire per tutelare l’incolumità dei frequentatori del parco>>. Per questo motivo novità potrebbero riguardare i pini che insistono su via Andreozzi. <<Sono pini altissimi che pare siano malati –continua De Chiara- per cui ho chiesto al settore agricoltura della provincia il consulto di un agronomo fitopatologo che possa verificarne le condizioni di salute. Se fosse necessario, per garantire la sicurezza, i pini malati potrebbero essere abbattuti. Per quanto riguarda la legna mi risulta che sia rimasta lì tanto che per alcuni roghi è stato necessario l’intervento ripetuto dei vigili del fuoco>>.
- Archivio WWF sul verde ad Aversa >>.
17:06
Scritto da: Francesco Autiero
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26/11/2008
Sottosuolo, chiediamo una mappa dei rischi
da "Il Mattino", 25.11.08 (di Paolo Ventriglia)
«Le città sul vuoto, interi centri storici con infiniti reticoli di cavità a rischio. Da anni se ne fa solo un gran parlare, ma concretamente non è stato fatto neanche un monitoraggio per avviare un eventuale intervento preventivo di verifica dello stato di salute delle numerose cavità di tufo, scavate un tempo per ricavare pietre per i palazzi, in uso, ancora oggi, per conservare il vino, e presenti su buona parte del territorio dell’Agro aversano (sono maggiormente interessati i comuni di Aversa, Lusciano, Parete e Trentola Ducenta». A denunciarne la pericolosità è il vice presidente del WWF Agro Aversano-Napoli nord e litorale domizio, Domenico Mottola, che sottolinea «è necessario realizzare una cartografia del sottosuolo che permetta non solo una corretta pianificazione e gestione del territorio, ma anche il recupero di un patrimonio storico di così grande importanza».
Cavità artificiali accusate di provocare solo gravi tragedie e danni alla collettività. «Si dimentica, però, che si è aggredito in modo ossessivo ed irrazionale il proprio territorio – aggiunge Mottola -, abbandonando gli ambienti sotterranei al loro destino, senza, peraltro, comprendere che tutto è strettamente legato all’evoluzione del territorio in superficie. E infatti, se da un lato i privati non si curano affatto di conoscere le caratteristiche del sottosuolo su cui fonderanno le proprie case, dall’altra parte neanche le Amministrazioni locali prestano alcuna attenzione alla tutela dello stesso sottosuolo, trascurando, soprattutto, la manutenzione delle reti di sottoservizi, principali responsabili dei dissesti associati a cavità nel sottosuolo». Insomma, è necessario realizzare una sorta di piano regolatore del sottosuolo in modo da evitare in futuro altre tragedie.
20:00
Scritto da: Francesco Autiero
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28/10/2008
Seminario a Castel Volturno: "Reti ecologiche sui beni sottratti alla camorra"
Mercoledì 29 Ottobre 2008 si terrà a Castel Volturno
un seminario sulle “Reti Ecologiche delle aree naturali sottratte alla camorra”. L'inizio dell’incontro è previsto per le 15:30, presso la sala del Consiglio Comunale in Piazza Municipio.
Il WWF sarà presente con Alessandro Gatto che terrà una interessante relazione dal titolo: “Maremma Liternina - Proposte di rinaturalizzazione e di pianificazione territoriale in reti ecologiche”.
Clicca qui per leggere la relazione.
Ricordiamo, inoltre, che la nostra Associazione WWF sta partecipando anche al corso formativo/informativo sull’uso sociale dei beni confiscati alla camorra. Il primo incontro si è svolto il 17 Ottobre, il secondo si terrà il 31 Ottobre ed il terzo il 28 Novembre presso lo sportello CSV Asso.vo.ce di Casal di Principe (C.so Umberto I, n. 151).
02/10/2008
A quando il 6° inceneritore?
A quando il 6° inceneritore? E questa la domanda provocatoria di Ornella Capezzuto, presidente del WWF Campania, all’annuncio del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
Alle accorate richieste dei cittadini di aprire un dialogo sulle soluzioni al problema rifiuti, alle richieste, più volte reiterate, di creare un tavolo di confronto con le Associazioni come il WWF, che da anni propone soluzioni alternative e sostenibili per l’ambiente e la salute, il Presidente del Consiglio risponde con uno “schiaffo in faccia”, quale è la decisione di un quinto inceneritore, un atto che non sembra tanto rispondere a esigenze di governo quanto a una sorta di dispetto e di dimostrazione di “muscoli”, di cui questa tristissima vicenda, subita dai cittadini e dal territorio campano, non ha assolutamente bisogno. Il WWF, che ha già dichiarato i quattro inceneritori proposti estremamente sovradimensionati, non capisce la necessità di questa prova di forza, chiede al Presidente del Consiglio quali sono i dati e gli esperti che hanno consigliato ancora una soluzione così sbagliata. Gli inceneritori proposti rinnegano l’opportunità di fare una Raccolta Differenziata, rivolta al recupero della materia, con percentuali minime del 50% e 60%.
Ci chiediamo ancora perché le scelte impiantistiche non vanno -con la stessa forza- agli impianti di compostaggio di cui la terra della Campania ha tanto bisogno. Ci chiediamo perché non vengano dati altrettanti finanziamenti alla filiera industriale della trasformazione delle materie seconde, perché nessuna politica viene finalizzata a favorire manufatti riciclati per la realizzazione di opere pubbliche.
19:05
Scritto da: Francesco Autiero
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| Tag: giugliano, quinto inceneritore, rifiuti berlusconi, tmb, cip6 | OKNOtizie |
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