28/01/2009

Controlli inceneritore di Acerra

SINTESI DELLA RELAZIONE DI ALESSANDRO GATTO (RESPONSABILE DEL SETTORE RIFIUTI WWF CAMPANIA) ALLA RIUNIONE DI INSEDIAMENTO DELLA COMMISSIONE DI CONTROLLO DELL'INCENERITORE DI ACERRA (NA) del 26 gennaio 2009.

Si ringrazia il dott. Luigi Montano che ha voluto invitare anche il WWF a questa Commissione di controllo sanitario ed ambientale della futura attività dell'inceneritore di Acerra (NA). Quindi si conferma l'adesione ufficiale del WWF a questa Commissione.

Per quanto riguarda la posizione sugli inceneritori, ed in particolare su quello di Acerra, il WWF da sempre si è battuto contro l'incenerimento dei rifiuti, preferendo metodologie di trattamento dei rifiuti meno inquinanti e cosiddette "a freddo" e ad Acerra il WWF è stato fin dall'inizio al fianco dei cittadini.

Nello specifico si ricorda che per quanto riguarda il controllo delle emissioni atmosferiche inquinanti si dovrà chiedere il monitoraggio non solo dei soliti agenti che vengono misurati (ad es. diossine (PCDD), furani (PCDF), policlorobifenili (PCB), monossido di carbonio (CO), anidride carbonica (CO2), ossidi dell'azoto (NOx), ossidi dello zolfo (SOx), PM 10), ma anche di altri agenti inquinanti come gli idrocarburi (idrocarburi totali, idrocarburi incombusti e soprattutto gli idrocarburi aromatici policiclici), molti tipi di metalli pesanti, particolato di vario diametro (soprattutto quello di dimensioni inferiore ad un micron, le cosiddette nanoparticelle), molti altri tipi di ossidi e così via.

Quindi analisi molto più approfondite. Inoltre altro tipo di monitoraggio che si chiede è l'analisi chimico-merceologica del tipo di rifiuto che entra nell'inceneritore (cioè sarà vero CDR o rifiuto tal quale???). Infine si è chiesto che venga effettuato un monitoraggio chimico e fisico sulle acque di scarico (che servono per "lavare" i fumi prodotti dall'impianto) e di conoscere la "rintracciabilità" del destino finale (quali discariche o dove e come verranno trattate???) delle ceneri e scorie varie che vengo comunque prodotte dall'impianto e che sono circa il 30% in peso di ciò che entra nell'inceneritore.

Alla fine dell'incontro si è convenuto che ogni realtà associativa indicasse una rosa di nomi di esperti affinché potessero seguire tecnicamente e scientificamente i lavori della commissione in futuro.

Di Alessandro Gatto 

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22/01/2009

Seminario: Reinventare la rinascita di un territorio

Il 24 gennaio, alle 15:30, presso l’Aula Consiliare del Comune di Castel Volturno, il WWF sarà presente con Alessandro Gatto al convegno-dibattito “Reinventare la Rinascita di un Territorio”, organizzato dall’Associazione “Bagnara che Vive”.

Interverranno: Francesco Nuzzo (Sindaco di Castel Volturno), Lucia Esposito (assessore provinciale all’ambiente), Alessandro Gatto (responsabile del settore rifiuti del WWF Camapnia), Valerio Bocconi (assessore all’ecologia del Comune di Castel Volturno), Antonio Scalzone (Ex Sindaco Comune di Castelvolturno), Sergio Marcello (Vicesindaco Comune di Castel Volturno)

Durante l’incontro saranno affrontate le seguenti tematiche:

- lavori di riqualificazione della località a seguito dell’Accordo di Programma;

- attivazione del servizio ordinario di raccolta dei rifiuti, raccolta differenziata degli stessi e questione ambiente in generale;

- fenomeno erosivo che ha riguardato in modo drammatico quasi due chilometri di spiaggia;

- sistema di trasporti da e per Castel Volturno centro;

- sicurezza;

- rilancio economico.

19/01/2009

Aversa, otto pini da abbattere in via Caravaggio

Per il Comune sono instabili e rischiano di cadere. Residenti e ambientalisti chiedono un rinvio

Da Il Mattino, 19/01/2009 (di Anna Sgueglia)

Saranno abbattuti a partire da oggi gli otto pini che in filare costeggiano via Caravaggio. La notizia si è diffusa nella giornata di ieri con degli avvisi attaccati ai fusti degli alberi destinati ad essere sradicati.

All'origine del provvedimento, secondo quanto recita la nota a firma del dirigentepini.jpg dell'area lavori pubblici, Ciro Navarra, l'inserimento degli alberi «nella classe D» ossia a rischio di schianto. Le operazioni per l'abbattimento dei pini piantati con l'autorizzazione dei condomini alla fine degli anni '60 a parco Coppola, allora parco privato, dureranno sette giorni lavorativi nel corso dei quali, recita l'avviso «si invita la cittadinanza ad agevolare il corso delle attività, non parcheggiando le auto nell'area di intervento».

Quello di via Caravaggio è solo l'ultimo provvedimento che investe un campo delicato, quale quello del verde pubblico in cui gli interventi di manutenzione sembrano ridotti al lumicino, mentre i sempre più frequenti provvedimenti drastici come la recente potatura radicale degli alberi del parco Pozzi accendono polemiche. E all'abbattimento dei pini di via Caravaggio dovrebbe far seguito un analogo provvedimento previsto per alcune palme attaccate dal punteruolo rosso, come era già accaduto tempo fa in piazza Municipio.

«L'indirizzo è quello di recuperare tutte le piante che posso essere recuperate» sostiene l'assessore al ramo De Chiara. Intanto, come prevede il Regolamento per la tutela e l'incremento del verde urbano approvato ormai 10 anni fa, lì dove non è possibile salvare le piante bisognerebbe reintegrarle con nuovi alberi. Per Alessandro Gatto del direttivo regionale del WWF «i più adatti sarebbero i lecci, mentre i pini con le loro radici subsuperficiali possono dare problemi al manto stradale, ma senza voler essere estremisti del verde e tenendo conto dei problemi di sicurezza, gli abbattimenti vanno fatti con criterio».

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03/01/2009

Il WWf sulle potature al parco Pozzi

Potatura selvaggia per gli alberi del parco Pozzi.

Protestano i frequentatori dell’area pubblica e le associazioni ambientaliste dell’Aversano.

Da Il Mattino, 02/01/2009 (di Anna Sgueglia)

Querce ed alberi sempreverdi potati drasticamente riaccendono le polemiche sul parco Pozzi che, nonostante i lavori di riqualificazione e per molti proprio a causa di questi interventi, sembra sempre più lontano dall’immagine di oasi di relax quale dovrebbe essere.

Ultima in ordine di tempo, la denuncia dei Maratoneti di Aversa che in una nota diramata dal loro rappresentante, Salvatore Abbate, si dicono <<delusi dal comportamento del primo cittadino normanno che ha dato disposizione di potare querce ed alberi secolari a zero. Quest’estate centinaia di cittadini dove andranno in cerca di refrigerio? E tutta la legna dov’è finita?>> si chiedono i maratoneti che stanno valutando l’ipotesi di rivolgersi anche alla procura della repubblica.

Sulla potatura radicale degli alberi, da tempo lancia moniti anche il WWF cittadino. Per il potature parco pozzi.JPGpresidente Francesco Autiero <<le capozzature così radicali possono indebolire la pianta e certamente ostacolarla nella sua azione fondamentale di termoregolazione del microclima e assorbimento dell’ inquinamento>>. In città esiste anche un Regolamento per la tutela e l’incremento del verde urbano approvato dal consiglio comunale nel febbraio 1997.

Al momento resta l’unico riferimento normativo in materia, ricorda Alessandro Gatto del direttivo regionale dell’associazione ambientalista>>. Il regolamento al capitolo “potature” prevede che non si vada al di là di sfrondature o rimonda, eliminazione dei rami secchi. Sulla potatura degli alberi ci sono diverse scuola di pensiero, ma il taglio drastico ha più senso quando si parla di alberi da frutto, non per il verde urbano>>.

Per il vicesindaco con delega al settore, Nicola De Chiara, la potatura degli alberi del parco Pozzi nasce da problemi di messa in sicurezza dell’area verde. <<Evidentemente non c’erano altre strade da seguire per tutelare l’incolumità dei frequentatori del parco>>. Per questo motivo  novità potrebbero riguardare i pini che insistono su via Andreozzi. <<Sono pini altissimi che pare siano malati –continua De Chiara- per cui ho chiesto al settore agricoltura della provincia il consulto di un agronomo fitopatologo che possa verificarne le condizioni di salute. Se fosse necessario, per garantire la sicurezza, i pini malati potrebbero essere abbattuti. Per quanto riguarda la legna mi risulta che sia rimasta lì tanto che per alcuni roghi è stato necessario l’intervento ripetuto dei vigili del fuoco>>.

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