30/11/2009

Partecipazione al convegno "I Prodotti Tipici di Terra di Lavoro"

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Sabato 5 dicembre 2009 parteciperemo come partner al convegno “I Prodotti Tipici di Terra di Lavoro” organizzato dall’Associazione Cuochi Normanni presso l’Istituto Alberghiero di Aversa.

Alessandro Gatto terrà una relazione dal titolo “La tutela della biodiversità agroalimentare dell’agro aversano”. (Clicca qui per leggere la relazione) 

L’evento, destinato agli addetti ai lavori e alle istituzioni, è organizzato in collaborazione con l’I.P.S.S.A.R.T. “R. Drengot” di Aversa, la Seconda Università di Napoli, Agrisviluppo Azienda Speciale Camera di Commercio di Caserta, l’Associazione per i Siti Reali e le Residenze Borboniche Onlus, l’Associazione Pianeta Cultura, il Touring Club Italiano Aversa, il WWF Agro Aversano-Napoli nord e litorale Domizio, l’Associazione Spaghettitaliani, il Lions Club Aversa Città Normanna, l’Associazione Meduc, Italia Nostra. E’ inoltre prevista la presenza dei sindaci dell’Agro Aversano e di Caserta, Regione Campania, Provincia di Caserta, Unione Industriali Caserta, Camera di Commercio Italo-Ellenica di Atene, Camera di Commercio di Caserta - sezione Turismo, Società Geografica Italiana, Corpo Forestale, ecc.

 

Programma del Convegno:

 

9:30 – Apertura Lavori

Introduzione del Dott. Nino Cannavale - Presidente Associazione Cuochi Normanni

Saluto della Dott.ssa Preziosa Diana - Preside I.P.S.S.A.R.T.  R. Drengot di Aversa

Saluti delle Istituzioni presenti

10:30 – Interventi dei relatori

- Prof.ssa Simonetta Conti – Docente di Geografia Seconda Università di Napoli: Terra di Lavoro nel tempo e nello spazio

- Dott. Giuseppe Falco – Presidente Agrisviluppo, azienda speciale Camera di Commercio di Caserta: I prodotti tipici di Terra di Lavoro: caratteristiche e peculiarità

- Dott. Sergio D’Ottone – Console per Aversa del Touring Club Italiano: I prodotti tipici quali elementi di attrazione turistica del territorio

- Dott. Alessandro Gatto, biologo e referente WWF Agro aversano-Napoli nord e litorale Domizio: La tutela della biodiversità agroalimentare dell’agro aversano.

- Prof.ssa Giovanna Campaniello - I.P.S.S.A.R.T.  R. Drengot di Aversa: Il coordinamento tra Istituzioni, associazioni e aziende per orientare la formazione dei giovani al fine di valorizzare le tipicità locali

- Dott. Alessandro Manna, Presidente Associazione per i Siti Reali e le Residenze Borboniche Onlus: Carditello, metafora della decadenza, opportunità per il territorio

- Dott. Paolo Mandato, Presidente Associazione Pianeta Cultura: Reali Cacce in Terra di Lavoro

Modera il Dott. Filippo Mincione, consulente aziendale per l’internazionalizzazione e la promozione di prodotti tipici campani all’estero

12:00 – Tavola Rotonda: Strategie di Promozione delle tipicità di Terra di Lavoro

Durante la tavola rotonda saranno presentati un Evento aperto al pubblico da realizzare nella Reggia di Carditello (a cura dei promotori del Convegno) ed il Progetto per la creazione dell'Osservatorio sul turismo ad Aversa (a cura del Touring Club Italiano di Aversa)

Modera Luigi Farina, presidente dell’Associazione Spaghettitaliani

13:00 – Pranzo di gala a base di prodotti tipici

Ogni portata sarà preceduta da una introduzione a cura dell’Associazione Cuochi Normanni che spiegheranno le origini storiche dei prodotti utilizzati e ringrazieranno l’azienda che lo ha offerto.

 

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29/11/2009

Lettera aperta ai candidati a Sindaco di Lusciano

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Egregi Candidati,

l’Associazione di volontariato “WWF Agro Aversano-Napoli nord e Litorale Domizio”, da sempre attenta alle problematiche ambientali del comune di Lusciano, ha seguito con interesse i programmi elettorali relativi all’ambiente presentati nelle ultime settimane.

“A tal proposito, dopo la richiesta di un confronto pubblico su questi temi - dichiara Domenico Mottola, vice presidente dell’associazione ambientalista – richiesta respinta da uno dei quattro candidati, abbiamo preparato un documento in cui presentiamo delle proposte che, ci auguriamo, vengano prese in seria considerazione dall’amministrazione che guiderà Lusciano”.

Secondo Francesco Autiero ed Alessandro Gatto, rispettivamente presidente dell'associazione e responsabile del settore rifiuti del WWF Campania “nel corso degli ultimi anni è stata in parte compromessa la qualità della vita e della salute dei cittadini luscianesi. Noi crediamo che solo attraverso una seria programmazione di interventi si possa iniziare un processo rivolto al rispetto ed al recupero del territorio.

Come già avvenuto durante la gestione commissariale, il WWF sarà sempre disponibile, attraverso le proprie competenze ed i propri volontari, a collaborare con le istituzioni, chiunque sia il candidato vincitore”.

 

Di seguito le nostre proposte:

 

1) Potenziamento e miglioramento della raccolta differenziata “porta a porta” con l’introduzione della tariffa puntuale, calcolata su una base relativa alla sommatoria dei seguenti parametri: superficie dell’abitazione, numero dei componenti del nucleo familiare, dalla quale vengono sottratti i rifiuti conferiti attraverso i secchi della raccolta domiciliare, contrassegnati da codice a barre per l’identificazione della famiglia.

2) Realizzazione di nuove aree verdi in città che siano orientate verso la scelta di specie autoctone. Un albero in più, un prato in più, un’area verde in più in un ambiente urbano fa bene alla salute delle persone che vivono quel contesto, sia di passaggio, sia stabilmente. Basti pensare che un solo leccio (la caratteristica quercia sempreverde mediterranea) riesce a produrre una quantità di ossigeno in un giorno utile a soddisfare le esigenze di sana respirazione di ben otto esseri umani adulti e sottraendo, al contempo, sostanze dannose alla respirazione umana dall’atmosfera.

3) Miglioramento del sistema di trasporto urbano pubblico e “demotorizzazione ragionata” del 10% di strade e piazze, cioè creazione di aree pedonali o a traffico limitato ai residenti e mezzi di soccorso, realizzando, al contempo una serie di servizi integrativi e di supporto (aree di sosta, mezzi di trasporto pubblici, piste ciclabili, e così via) a tale provvedimento che non sia un mero divieto al transito ma che possa coniugare esigenze e richieste di tutti i fruitori della città.

4) Piano di regolamentazione delle acque pensato in funzione delle stagioni di maggiore caduta di acque meteoriche (piogge). In questo senso l’intero territorio comunale deve essere suddiviso in base alla permeabilità del suolo. L’obiettivo è di bilanciare la quantità di territorio a substrato permeabile e quella a substrato impermeabile. Potrebbe essere utile, ad esempio, pavimentare le aree di sosta ed altre aree pubbliche con le “mattonelle forate” che lascino crescere l’erba e che consentano la permeazione dell’acqua meteorica.

5) Realizzazione di un piano energetico che privilegi e diffonda le fonti energetiche alternative (solare fotovoltaico e solare termico). Potremmo suggerire, per l’illuminazione stradale ad esempio, l’istallazione di nuove luci “a led”, una tecnologia innovativa ed efficace sul fronte del risparmio energetico. Con le lampade a led, infatti, si può ottenere un risparmio di consumi energetici fino al 51% che corrisponde alla diminuzione di anidride carbonica, ad una maggiore durata delle lampade e a minori costi di manutenzione.

6) L’attuazione di un regolamento che prevede la prevenzione dell’inquinamento da onde elettromagnetiche e la riduzione dell’impatto ambientale valutando la localizzazione delle emittenti radio, di quelle televisive, degli impianti fissi per la telefonia mobile e delle linee ed impianti elettrici per il rispetto dei valori di cautela fissati nella normativa statale e per il perseguimento degli obiettivi di qualità.

7) Promozione delle colture agricole che prevedono l’abbandono o, almeno, una sostanziale diminuzione dell’uso di fitofarmaci di sintesi (agricoltura biologica e/o agricoltura a lotta integrata). Incentivi agli agricoltori che operano per il recupero del paesaggio agricolo, il cosiddetto “paesaggio rurale dell’agro aversano” che può essere quello del “vino asprinio” ad esempio.

8) L’avvio di progetti di bonifiche del territorio, anche attraverso l’adozione di tecniche agricole dedicate come ad esempio le colture “no-food”, che possono dare sia uno sviluppo agroeconomico che una parziale bonifica dei terreni inquinati grazie alle proprietà fitoestrattive degli inquinanti da parte di alcune specie vegetali.

 

In definitiva, il WWF chiede che la tutela dell’ambiente sia al centro delle responsabilità di chiunque governi e legiferi, garantendo la difesa di un bene di primaria ed insostituibile importanza.

 

 

Rassegna stampa:

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24/11/2009

Recuperato un altro Gheppio

In data 23 Novembre 2009 il nostro attivista e vice presidente Mimmo Mottola ha recuperato un esemplare ferito di Gheppio (Falco tinnunculus) grazie alla segnalazione del giornalista Paolo Ventriglia de “Il Mattino”.

Il gheppio è stato trasportato presso l’Ospedale Frullone di Napoli dov'è presente l'Unità Operativa Veterinaria dell'ASL NA1: tel. 0812549596 – via Toscanella (Zona Ospedaliera).

 

Numerose sono purtroppo le segnalazioni di questi importantissimi rapaci che riportano ferite causate, nella maggior parte dei casi, da colpi di armi da fuoco.

A tutti gli animali recuperati si cerca sempre di ridare la libertà in natura, ma bisogna considerare che ciò spesso è difficile e che, a causa delle lesioni riportate, per molti di loro si prefigura un futuro in gabbia a memoria dell’umana crudeltà e dell’arroganza dei bracconieri del nostro territorio.

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18/11/2009

Recupero Gheppio

In data 16 Novembre la nostra attivista Anna Maria De Rosa ha recuperato e trasportato un esemplare femmina di Gheppio (Falco tinnunculus) presso l’Ospedale Veterinario “Frullone” di Napoli. Il falchetto, a cui è stato dato il nome di “Pina”, è stato trovato a Grazzanise (CE): presentava una frattura alle ali che gli impediva di volare.

Adesso verrà sottoposto alle cure dei veterinari dell’Ospedale Frullone, che, lo ricordiamo, si tratta di un centro veterinario dell’ASL NA1 dove vengono gratuitamente curati gli animali feriti, sia domestici che selvatici. Il centro si trova in via Toscanella (Zona Ospedaliera), tel: 0812549596.

 

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Il gheppio è uno dei rapaci più diffusi e più piccoli nell'Europa centrale, misura, infatti, appena 35 centimetri di lunghezza per 70-90 centimetri di apertura alare. Ha colore bruno-rossiccio e macchie scure sul dorso. Più che in altre specie, i gheppi mostrano un marcato dimorfismo sessuale. La caratteristica più notevole è che i maschi hanno la testa di colore grigio chiaro, le femmine invece sono uniformemente di colore rosso mattone. In entrambi i sessi le zampe sono gialle, mentre gli artigli sono neri.

L'epiteto specifico del nome scientifico, tinnunculus, tradotto letteralmente significa "che risuona", "che tintinna"; ciò è probabilmente dovuto al suo verso, che assomiglia ad un ti ti ti ti. Come tutti i falconiformi, il gheppio è dotato di 15 vertebre nel collo che gli permettono di girare il capo di 180° e di osservare appollaiati su un albero una preda fino a 220° senza doversi muovere. Si nutre roditori, insetti vari, lucertole, piccoli serpenti ed uccelli, quali storni, passeri ed allodole.

Molti conoscono il gheppio poiché ha conquistato le città come proprio ambiente e si caratterizza per il suo originale volo oscillante; a differenza di altri rapaci, infatti, sbatte le ali frequentemente. Ma la caratteristica più evidente è il cosiddetto volo a "Spirito Santo", durante il quale si mantiene totalmente fermo in aria, con piccoli battiti di ali e con la coda aperta a ventaglio, sfruttando il vento per mantenersi stabile ed osservare il suolo in cerca di prede.

 

Al fine di una maggiore e puntuale informazione si ricorda che la fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato e pertanto soggetta a regime giuridico tipico di questi beni.

15/11/2009

Osservazioni al PUC di Aversa

SUGGERIMENTI DI “ECOLOGIA URBANA APPLICATA” AD AVERSA

L’urbanistica, in quanto “arte di organizzare e gestire gli agglomerati urbani”, deve contemperare nello spazio (ambiente) desideri, esigenze e diritti dei cittadini.

Cittadini che, tuttavia, possono, come singoli o in forma organizzata, esprimere anche desideri illegittimi, ad esempio appropriarsi di spazi destinati ad uso pubblico o praticando l’abuso edilizio. L’urbanistica, rispettosa dell’ambiente e dei diritti dei cittadini, deve necessariamente discernere tra richieste legittime e richieste illegittime.

In questo senso messaggi del genere costituiscono delle linee guida chiare per l’Amministrazione che non ricerca semplicemente la mediazione degli interessi ma che sia anche attenta al risultato delle mediazioni, ovvero alla qualità ambientale e civica che ne risulta.

Il passaggio fondamentale del miglioramento e protezione dell’ambiente urbano, non è una novità, lo si attua con strumenti urbanistici di pianificazione territoriale, prima era denominato Piano Regolatore Generale (P.R.G.), ora Piano Urbanistico Comunale (P.U.C.). Per quanto attiene ai suggerimenti a questo strumento generale si chiede una maggiore attenzione a quelle che sono le esigenze ambientali di miglioramento della qualità della vita nell’ambito “dell’ecosistema urbano”. In primo luogo si chiede che la pianificazione territoriale ed urbanistica tenga conto non solo della città come agglomerato di edifici pubblici e privati, abitazioni, costruzioni industriali e produttive, strade, aree di sosta, piazze ed aree verdi agricole sparse qua e la ma si guardi alla città come ecosistema. Così come le Scienze ci insegnano l’ecosistema è un insieme di esseri viventi (non solo l’essere umano) che vivono ed interagiscono tra loro e con l’ambiente fisico (aria, acqua, suolo, edifici, strade e così via), seguendo delle specifiche relazioni biologiche, chimiche e fisiche.

Vediamo qui di seguito alcuni dei suggerimenti pratici che potrebbero essere utili allo sviluppo di una politica di “ecologia urbana applicata” ad Aversa.

1. Obiettivo di “demotorizzazione ragionata” del 10% di strade e piazze di Aversa (cioè creazione di aree pedonali o a traffico limitato ai residenti e mezzi di soccorso, realizzando, al contempo una serie di servizi integrativi e di supporto (aree di sosta, mezzi di trasporto pubblici, piste ciclabili, e così via) a tale provvedimento che non sia un mero divieto al transito ma che possa coniugare esigenze e richieste di tutti i fruitori della città).

2. Più aree verdi ed alberi in città che siano orientate alla scelta delle specie autoctone. Questo punto potrebbe sembrare per molti professionisti del settore e per molti cittadini al massimo come elemento decorativo e di miglioramento estetico del paesaggio urbano. Ma questo è l’ultimo degli elementi di valutazione dell’importanza del verde in una città. In primo luogo si deve entrare nell’ottica che un albero in più, un prato in più, un’area verde in più in un ambiente urbano fa bene alla salute delle persone che vivono quel contesto, sia di passaggio, sia stabilmente. Basti pensare che un solo leccio (la caratteristica quercia sempreverde mediterranea) riesce a produrre una quantità di ossigeno, nell’arco del periodo di luce di una giornata (cioè durante il periodo fotosintetico), utile a soddisfare le esigenze di sana respirazione di ben otto esseri umani adulti. Lo stesso numero di alberi riescono ad assorbire una quantità di inquinamento atmosferico elevatissima, sottraendo sostanze dannose alla respirazione umana dall’atmosfera. L’elenco dei benefici degli alberi e del verde è davvero enorme e per brevità lo omettiamo in questa sede ma basti pensare, ancora, alla regolazione del microclima offerto dal mondo vegetale, del ciclo delle acque e così via, si intende subito che il valore dell’incremento delle aree verdi è di vitale importanza per una città.

3. Piano di regolamentazione delle acque. Questo piano deve essere pensato in funzione delle stagioni di maggiore caduta di acque meteoriche (piogge). Un approccio culturale sulla regolamentazione delle acque deve essere sempre presente nelle scelte e nella pianificazione urbanistica che tenga conto del rispetto dell’ambiente. In questo senso l’intero territorio comunale deve essere suddiviso in base alla permeabilità del suolo. L’obiettivo è di bilanciare la quantità di territorio a substrato permeabile (suolo agricolo, suolo di aree verdi, suolo adibito ad attività sportive all’aperto e così via) e quella a substrato impermeabile (suolo coperto da edifici, piazze, parcheggi, strade e così via). Potrebbe essere utile, ad esempio, pavimentare le aree di sosta ed altre aree pubbliche con le “mattonelle forate” che lascino crescere l’erba e che consentano la permeazione dell’acqua meteorica.

4. Piani di recupero del centro storico. Il piano di recupero del centro storico nasce con la legge 457/1978, come espressione di una elevata sensibilità verso il patrimonio architettonico dei centri storici alla cui bellezza ed armonia facevano riscontro periferie sempre più anonime e sempre meno vivibili. Il recupero del centro storico deve essere visto, sul serio, come portatore di benefici sociali in termini di incremento della qualità della vita e di rinascita ambientale che sia rispettosa delle particolarità urbanistiche, architettoniche e paesaggistiche tipiche di un luogo. In questo senso al recupero del centro storico, in timida fase di attuazione da parte delle istituzioni (Comune, Chiesa, ecc.), deve essere sostenuta anche quella realizzata da soggetti privati.

5. Sistema di trasporto urbano pubblico. Questo punto rientra nel discorso del Piano Urbano del traffico (P.U.T.). Sembra davvero indispensabile implementare e capillarizzare un sistema efficiente di trasporto pubblico teso a disincentivare l’uso del mezzo privato.  E’ ovvio che se il cittadino trovi più conveniente spostarsi con il mezzo pubblico o, meglio ancora, con la bicicletta all’interno del tessuto urbano, si ottengono forti ripercussioni positive sulla riduzione dell’inquinamento atmosferico, dell’inquinamento acustico e della congestione del traffico veicolare. In questo senso è indispensabile pensare ad una rete di piste ciclabili e un sistema integrato bici-treno, bici-autobus e bici-metro.

6. Piano energetico comunale che privilegi e diffonda le fonti energetiche alternative (solare fotovoltaico e solare termico). Potremmo suggerire, per l’illuminazione stradale, l’istallazione di nuove luci “a led”, una tecnologia innovativa ed efficace sul fronte del risparmio energetico. Con le lampade a led, infatti, si può ottenere un risparmio di consumi energetici fino al 51% che corrisponde alla diminuzione di anidride carbonica, ad una maggiore durata delle lampade e a minori costi di manutenzione.

10/11/2009

Rassegna stampa "Amianto a San Marcellino"

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10 Novembre 2009 - da "il Corriere di Caserta"

 

Il WWF fotografa la situazione di pericolo presente sulla strada di collegamento con Casapesenna. Allarme amianto nell’ex via Vianina

 

San Marcellino (cs) – Dopo le segnalazioni dei consiglieri di opposizione con a capa Francesco D’Angiolella, adesso arriva il WWF a “denunciare uno stato di inquinamento eccezionale di tutto il territorio dell'agro aversano, che va da Villa Literno ad Orta di Atella, includendo anche il territorio di Giugliano e dell'area a nord di Napoli, perchè l'inquinamento non ha confini geografici.

In tutti questi comuni - commenta Alessandro Gatto, referente del settore rifiuti ed inquinamento del WWF Campania - si pratica smaltimento abusivo di rifiuti solidi urbani ordinari e rifiuti speciali e pericolosi, molto spesso attraverso incenerimento degli stessi in aperta campagna. Ultima zona di nuovo inquinata anche da tantissime lastre in eternit (il pericolosissimo e cancerogeno amianto) è a confine tra i comuni di S. Marcellino e Casapesenna”.

L’ex via Vianina ritorna agli onori della ribalta e sempre per lo stesso motivo. “Anche se i comuni di tanto in tanto provano a bonificare o a chiedere la bonifica dei siti inquinati, a causa di mancanza di controllo capillare del territorio, le microdiscariche abusive si riformano dopo poco tempo.

 

Si chiede fortemente - dichiara Francesco Autiero, Presidente del WWF Agro aversano-Napoli nord e Litorale Domizio - un impegno politico concreto e tangibile di tutti i Sindaci dei comuni dell'agro aversano affinché si proceda sull'implementazione dei controlli ambientali da parte delle forze dell'ordine e di pubblica sicurezza: perché stiamo parlando di pubblica sicurezza”.

E in effetti il sindaco Pasquale Carbone ha richiesto la bonifica della zona e l’ha ottenuta, ma solo in parte. “Quelle lastre – afferma il sindaco – sono lì dal dicembre del 2008, sono i residui di un lavoro fatto dalla presidenza del Consiglio che non ha più provveduto a ripulire l’aria. Abbiamo già presentato un piano all’Asl e attendiamo l’ok per lo smaltimento che faremo a nostre spese”.

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08/11/2009

Troppe discariche abusive nell'agro aversano

IL WWF RICHIEDE UN NUOVO FORTE IMPEGNO AI SINDACI PER I CONTROLLI AMBIENTALI.

Il WWF è costretto a ritornare ancora a denunciare uno stato di INQUINAMENTO ECCEZIONALE di tutto il territorio dell'agro aversano, che va da Villa Literno ad Orta di Atella, includendo anche il territorio di Giugliano e dell'area a nord di Napoli, perchè l'inquinamento non ha confini geografici.

In tutti questi comuni - commenta Alessandro Gatto, referente del settore rifiuti ed inquinamento del WWF Campania - si pratica smaltimento abusivo di rifiuti solidi urbani ordinari e rifiuti speciali e pericolosi, molto spesso attraverso incenerimento degli stessi in aperta campagna. Ultima zona di nuovo inquinata anche da tantissime lastre in eternit (il pericolosissimo e cancerogeno amianto) è a confine tra i comuni di S. Marcellino e Casapesenna. Ma questo è solo un esempio, perchè queste discariche abusive sono tantissime e sparse un po' ovunque nelle periferie e nelle campagne dell'agro aversano.

Anche se i comuni di tanto in tanto provano a bonificare o a chiedere la bonifica dei siti inquinati, a causa di mancanza di controllo capillare del territorio, le microdiscariche abusive si riformano dopo poco tempo.

Si chiede fortemente - dichiara Francesco Autiero, Presidente del WWF Agro Aversano-Napoli nord e Litorale Domizio - un impegno politico concreto e tangibile di tutti i Sindaci dei comuni dell'agro aversano affinchè si proceda sull'implementazione dei controlli ambientali da parte delle forze dell'ordine e di pubblica sicurezza: PERCHE' STIAMO PARLANDO PROPRIO DI PUBBLICA SICUREZZA!

Non dimentichiamo mai che la salvaguardia dell'ambiente significa salvaguardia della salute pubblica.

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Discarica abusiva di amianto tra San Marcellino e Casapesenna:

 
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06/11/2009

Il WWF interroga i candidati a Sindaco di Lusciano

Da il Corriere di Caserta (06/11/2009). Di Umberto Rennella

Differenziata e rifiuti in strada. Resta alta l’attenzione per l’emergenza rifiuti che ha visto nei mesi scorsi i momenti più critici. A tenere banco nell’ultimo periodo soprattutto i rifiuti solidi urbani.
Per questi la commissione straordinaria ha predisposto un sito di raccolta nello spiazzale antistante lo stadio comunale. Una decisione che non ha convinto tutti, portando anche a diverse proteste da parte di rappresentanti politici e cittadini residenti in tale zona.
Tra le proteste dei vari residenti, il fatto che “ci sono i soliti incivili che vedono i cassoni e lasciano ogni tipo di spazzatura”.
Della raccolta dei rifiuti, in particolare della raccolta differenziata, si era anche occupato il “WWF Agro Aversano-Napoli nord e Litorale Domizio”, che aveva più volte chiesto all’amministrazione “di migliorare i servizi e di potenziare il sistema di raccolta differenziata, ricordando che il WWF mette gratuitamente a disposizione le proprie competenze ed i propri volontari al fine di migliorare la vita dei cittadini e dell’ambiente in cui vivono.”
Un aiuto già offerto al comune dal WWF che aveva proposto l’affiancamento alle forze armate locali da parte del nucleo di guardie ambientali volontarie per il controllo del territorio contro lo sversamento dei rifiuti.
Ora l’associazione, che fa capo a 32 comuni, per bocca del proprio vice presidente, il luscianese Domenico Mottola, irrompe anche nella campagna elettorale luscianese invitando i diversi candidati a tenere alta l’attenzione sui temi dell’ambiente.
L’associazione sta, infatti, premendo per un confronto pubblico durante il quale i vari candidati possano illustrare le loro idee in merito ai temi ambientali. “Abbiamo fatto un sondaggio tra i vari candidati per valutare le loro disponibilità ad un confronto pubblico per vedere i loto programmi sull’ambiente”.
Un’idea che pare abbia gia avuto il placet di tre candidati su quattro. “Tre candidai hanno sposato l’idea, uno per il momento no” – dice Mottola. “Per chiunque vincerà – ha concluso il vice presidente - il WWF è disponibile per qualsiasi tipo di collaborazione, mettendo a disposizione il proprio nome e le proprie competenze. Continuiamo insomma il discorso fatto con la commissione”.

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