04/06/2011
Na al ritorno del nucleare al Garigliano
NO DEL WWF AL RITORNO DEL NUCLEARE IN ITALIA !!!
NO!!! A QUALSIASI FORMA DI UTILIZZO DEL SITO DEL GARIGLIANO PER NUOVA CENTRALE NUCLEARE O SITO DI DEPOSITO DELLE SCORIE.
Sono anni ormai che il WWF si batte contro ogni forma di utilizzo (militare e civile) della fissione nucleare nel mondo ed in Italia, avendo preso parte attivamente alle manifestazioni ed a tutte le attività che sfociarono con la vittoria del Referendum del 1987. Referendum sul nucleare che questo Governo vorrebbe “scippare” agli italiani con un ennesimo imbroglio. In ogni caso il WWF invita tutti i cittadini a recarsi alle urne il 12 e 13 giugno 2011 per i referendum (ci sono i quesiti sull’acqua e sul legittimo impedimento, oltre al nucleare) e ad esercitare la propria forma di partecipazione democratica diretta.
Il WWF in Campania si è occupato anche del problema della centrale nucleare del Garigliano – afferma Alessandro Gatto, Presidente regionale del WWF, innanzitutto diffondendo la corretta informazione con numerose pubblicazioni di tipo scientifico. E’ il caso di ricordare le pubblicazioni WWF di Alfredo Petteruti e di Melania Cavelli in proposito. Il WWF ha sempre aderito, inoltre, a tutte le manifestazioni di protesta locali e a tutte le forme di pressione per bonificare i luoghi, per evitare la realizzazione di una centrale a turbogas che si voleva realizzare in loco una quindicina di anni fa, insieme alle associazioni locali e così via.
Ora il problema torna alla ribalta in considerazione della paventata decisione del Governo di ritornare alla produzione di energia elettrica anche da fonte nucleare.
Il problema fondamentale è che non si sa dove stoccare le scorie nucleari che dovrebbero essere sistemate in un sito geologicamente adatto ad ospitarle per migliaia di anni (il sito deve essere esente da rischio sismico, vulcanico ed idrogeologico e per l’area del Garigliano, invece, sono presenti tutti e tre i rischi).
Innanzitutto la vecchia centrale in oggetto è di tipo "Reattore ad acqua bollente (BWR)" di 160 MegaWatt, un modello superato già nel periodo di sua realizzazione. Ma all'epoca si respirava l'ebbrezza del nucleare a tutti i costi, per raggiungere le altre potenze mondiali. I lavori per la sua realizzazione iniziarono nel 1959 e finirono nel 1964 e già nel 1963 iniziò il primo di una lunga serie di incidenti e/o malfunzionamenti più o meno gravi. Per l'esattezza gli incidenti di rilievo furono 18 fino al 1982 (anche dopo la chiusura prematura della centrale avvenuta nel 1979), ma solo nel novembre del 1980 ci fu la prima segnalazione ufficiale, ai comuni limitrofi delle Province di Caserta e Latina, di un incidente dovuto alle infiltrazioni di acqua di falda nei sotterranei della centrale dove c'erano i contenitori di stoccaggio delle resine provenienti dal sistema di purificazione delle acque del reattore della centrale. L'incidente provocò la fuoriuscita di ingenti quantità di materiale radioattivo (in particolare Cesio 137, Cesio 134 e cobalto 60). Qualche giorno dopo l'incidente si registrò la morte di 25 bufale che avevano pascolato in aree sommerse dal fiume e la moria di grossi pesci lungo il tratto di mare ove sfocia il fiume Garigliano. E’ importante, a questo punto, ricordare lo studio degli scienziati Delfanti e Papucci del 1986 sull’inquinamento da plutonio (il transuranico più pericoloso) dell’intero Golfo di Gaeta. I risultati di quello studio evidenziarono un inquinamento da 2 a 4 volte superiore alle normali deposizioni da fall-out (cioè da normale inquinamento radioattivo senza incidenti delle centrali nucleari).
Purtroppo casi simili a questo, oggetto di studi scientifici, sono innumerevoli. Così come sono innumerevoli i casi di malformazioni fetali di piante, animali ed esseri umani e di tumori ed altre patologie direttamente riconducibili all'inquinamento radioattivo, nella zona di Sessa Aurunca (CE), Cellole (CE), Castelforte (LT), Minturno (LT) e degli altri comuni vicini.
Il WWF – conclude Alessandro Gatto - torna di nuovo a chiedere alla SOGIN (la società incaricata dello smantellamento delle centrali nucleari in Italia) di rendere pubblici i dati attuali sulla presenza delle scorie radioattive stoccate presso la centrale in oggetto.
Inoltre si chiede di procedere allo smantellamento della centrale non prima di aver attentamente ascoltato tutte le esigenze delle popolazioni locali che hanno il diritto di essere più che sicure che tale impresa sia esente da qualsiasi rischio per la salute dell'essere umano, di tutte le altre forme di vita ivi presenti e dell'ambiente. A tal proposito è importante evidenziare che non esiste al mondo nessun esempio di smantellamento e ripristino “a prato verde” di centrale nucleare. Sarebbe il caso conoscere meglio questo procedimento che si vorrebbe attuare nel sito del Garigliano.
12:14 Scritto da: pandaaversa (Webmaster) in Nucleare | Link permanente | Commenti (0) | Tag: nucleare garigliano, scorie nuclearei sessa aurunca, no al nucleare | |
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