17/06/2011

Parchi ad Aversa: il commento del WWF

QUANTO TEMPO CI VUOLE PER INAUGURARE IL PARCO DI VIA ATELLANA AD  AVERSA ???

DOPO ILPARCO “BALSAMO” QUANTO TEMPO DOVRANNO ASPETTARE ANCORA I CITTADINI AVERSANI ???

 

L’apertura di nuove aree verdi ad Aversa è di fondamentale importanza per una città che ha gravi carenze di spazi vitali del genere.

Chiediamo al Sindaco di Aversa, quanto tempo ancora si dovrà aspettare per l’inaugurazione del parco posto in via atellana, ultimato da tanto tempo e mai aperto al pubblico ???

I cittadini di Aversa hanno tanto bisogno delle aree verdi e la prova è stata l’apertura del parco “Balsamo”, posto accanto alla nuova Chiesa di S. Teresa del Bambin Gesù (zona Aversa sud), dove sono accorsi bambini, con mamme, papà e nonni felici e soddisfatti di una ordinarietà che ad Aversa sembra straordinaria: alberi, panchine, erba dove poter rotolarsi e giocare al pallone o semplicemente dove correre e girare in bici senza paura di automobili e di altri pericoli che si trovano per strada. Ma la gestione di queste aree è davvero esauriente ???
A noi del WWF, pare di  no, Signor Sindaco, e lo diciamo sempre nell’ottica costruttiva e mai polemica o critica fine a se stessa.

Al parco Balsamo, ad esempio, il controllo dell’area appare carente, le erbe spontanee non vengono regolarmente falciate, l’ingresso ai diversamente abili non sufficientemente agevole. L’area dove ci sono le “giostrine” dovrebbe essere pavimentata, laddove non si riesce a formare l’erba per il frequente calpestio, di un materiale (tipo “mateco”) idoneo ad evitare che i bambini possano ferirsi se cadono per terra. Quindi si deve aprire il dibattito sulla gestione delle aree verdi di Aversa e chiediamo che questi argomenti vengano discussi con le associazioni, i comitati ed i gruppi di cittadini interessati.

 

 

- Dott. Francesco Autiero, presidente WWF agro aversano     

- Dott. Alessandro Gatto, presidente regionale WWF Campania

14/06/2011

Il WWF sulla raccolta differenziata ad Aversa

SUGGERIMENTI DEL WWF PER MIGLIORARE LA RACCOLTA DIFFERENZIATA “PORTA A PORTA”AD AVERSA: CHIEDIAMO AL SINDACO ED ALL’ASSESSORE AL RAMO DI INTRODURRE SUBITO NUOVI CONTENITORI PER CARTA E PLASTICA!!!

 

Offriamo al Sindaco ed all’assessore all’ecologia di Aversa dei suggerimenti per migliorare la raccolta differenziata, con il metodo del “porta a porta”ad Aversa. Il WWF vuole offrire un supporto tecnico gratuito per ottimizzare il servizio, considerato che a noi interessa solo che decolli correttamente la raccolta e nient’altro.

Abbiamo notato che attualmente il servizio, laddove è partito, è dotato di un solo contenitore dove c’è scritto all’esterno la dicitura “ORGANICO” che in effetti deve accogliere la frazione organica, cioè putrescibile o biodegradabile dei rifiuti solidi urbani. Siamo convinti, invece, che il servizio di raccolta differenziata porta a porta deve avvalersi di altre due tipologie di contenitori, uno giallo (per esempio considerato che la busta della frazione in oggetto è di colore giallo) per la plastica e multimateriale riciclabile ed uno bianco per carta e cartone, evitando la pratica di dover lasciare per terra i sacchetti differenziati che sono preda di animali randagi e imbrattano comunque il suolo cittadino in maniera insostenibile. Inoltre suggeriamo, per ottimizzare le spese, di applicare un secondo adesivo con la scritta “INDIFFERENZIATO” e con i giorni di conferimento sullo stesso contenitore dove oggi c’è scritto solo “ORGANICO”, in modo da utilizzare lo stesso contenitore che possa accogliere un giorno l’umido ed un altro giorno l’indifferenziato, così come recita il calendario già consegnato alle famiglie.

 

Aversa, 14/06/2011

 

- Dott. Francesco Autiero, presidente WWF Agro Aversano

- Dott. Alessandro Gatto, presidente regionale WWF Campania

13/06/2011

Recuperato un gheppio in difficoltà

Salvato e liberato il gheppio delle foto,
grazie all'amico Carlo Chiatto

gheppio chiatto.JPG gheppio chiatto 2.JPG gheppio chiatto 1.JPG 

04/06/2011

Na al ritorno del nucleare al Garigliano

NO DEL WWF AL RITORNO DEL NUCLEARE IN ITALIA !!!

NO!!! A QUALSIASI FORMA DI UTILIZZO DEL SITO DEL GARIGLIANO PER NUOVA CENTRALE NUCLEARE O SITO DI DEPOSITO DELLE SCORIE.

 

Sono anni ormai che il WWF si batte contro ogni forma di utilizzo (militare e civile) della fissione nucleare nel mondo ed in Italia, avendo preso parte attivamente alle manifestazioni ed a tutte le attività che sfociarono con la vittoria del Referendum del 1987. Referendum sul nucleare che questo Governo vorrebbe “scippare” agli italiani con un ennesimo imbroglio. In ogni caso il WWF invita tutti i cittadini a recarsi alle urne il 12 e 13 giugno 2011 per i referendum (ci sono i quesiti sull’acqua e sul legittimo impedimento, oltre al nucleare) e ad esercitare la propria forma di partecipazione democratica diretta.

Il WWF in Campania si è occupato anche del problema della centrale nucleare del Garigliano – afferma Alessandro Gatto, Presidente regionale del WWF, innanzitutto diffondendo la corretta informazione con numerose pubblicazioni di tipo scientifico. E’ il caso di ricordare le pubblicazioni WWF di Alfredo Petteruti e di Melania Cavelli in proposito. Il WWF ha sempre aderito, inoltre, a tutte le manifestazioni di protesta locali e a tutte le forme di pressione per bonificare i luoghi, per evitare la realizzazione di una centrale a turbogas che si voleva realizzare in loco una quindicina di anni fa, insieme alle associazioni locali e così via.

Ora il problema torna alla ribalta in considerazione della paventata decisione del Governo di ritornare alla produzione di energia elettrica anche da fonte nucleare.

Il problema fondamentale è che non si sa dove stoccare le scorie nucleari che dovrebbero essere sistemate in un sito geologicamente adatto ad ospitarle per migliaia di anni (il sito deve essere esente da rischio sismico, vulcanico ed idrogeologico e per l’area del Garigliano, invece, sono presenti tutti e tre i rischi).

Innanzitutto la vecchia centrale in oggetto è di tipo "Reattore ad acqua bollente (BWR)" di 160 MegaWatt, un modello superato già nel periodo di sua realizzazione. Ma all'epoca si respirava l'ebbrezza del nucleare a tutti i costi, per raggiungere le altre potenze mondiali. I lavori per la sua realizzazione iniziarono nel 1959 e finirono nel 1964 e già nel 1963 iniziò il primo di una lunga serie di incidenti e/o malfunzionamenti più o meno gravi. Per l'esattezza gli incidenti di rilievo furono 18 fino al 1982 (anche dopo la chiusura prematura della centrale avvenuta nel 1979), ma solo nel novembre del 1980 ci fu la prima segnalazione ufficiale, ai comuni limitrofi delle Province di Caserta e Latina, di un incidente dovuto alle infiltrazioni di acqua di falda nei sotterranei della centrale dove c'erano i contenitori di stoccaggio delle resine provenienti dal sistema di purificazione delle acque del reattore della centrale. L'incidente provocò la fuoriuscita di ingenti quantità di materiale radioattivo (in particolare Cesio 137, Cesio 134 e cobalto 60). Qualche giorno dopo l'incidente si registrò la morte di 25 bufale che avevano pascolato in aree sommerse dal fiume e la moria di grossi pesci lungo il tratto di mare ove sfocia il fiume Garigliano. E’ importante, a questo punto, ricordare lo studio degli scienziati Delfanti e Papucci del 1986 sull’inquinamento da plutonio (il transuranico più pericoloso) dell’intero Golfo di Gaeta. I risultati di quello studio evidenziarono un inquinamento da 2 a 4 volte superiore alle normali deposizioni da fall-out (cioè da normale inquinamento radioattivo senza incidenti delle centrali nucleari).

Purtroppo casi simili a questo, oggetto di studi scientifici, sono innumerevoli. Così come sono innumerevoli i casi di malformazioni fetali di piante, animali ed esseri umani e di tumori ed altre patologie direttamente riconducibili all'inquinamento radioattivo, nella zona di Sessa Aurunca (CE), Cellole (CE), Castelforte (LT), Minturno (LT) e degli altri comuni vicini.

Il WWF – conclude Alessandro Gatto - torna di nuovo a chiedere alla SOGIN (la società incaricata dello smantellamento delle centrali nucleari in Italia) di rendere pubblici i dati attuali sulla presenza delle scorie radioattive stoccate presso la centrale in oggetto.

Inoltre si chiede di procedere allo smantellamento della centrale non prima di aver attentamente ascoltato tutte le esigenze delle popolazioni locali che hanno il diritto di essere più che sicure che tale impresa sia esente da qualsiasi rischio per la salute dell'essere umano, di tutte le altre forme di vita ivi presenti e dell'ambiente. A tal proposito è importante evidenziare che non esiste al mondo nessun esempio di smantellamento e ripristino “a prato verde” di centrale nucleare. Sarebbe il caso conoscere meglio questo procedimento che si vorrebbe attuare nel sito del Garigliano.

02/06/2011

Manifestazione pro referendum

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