28/12/2011

Tombolata WWF

Lunedì 2 gennaio 2012, alle ore 20:00, presso la sede del G.A.S. di Aversa (Guppo Acquisti Solidali) si terrà la tradizionale tombolata WWF. La sede è ubicata nella traversa di fronte al supermercato LIDL (zona ponte mezzotta).

L’iniziativa è rivolta sia ai soci che non e nasce come opportunità di autofinanziamento dell'associazione di volontariato. Durante la tombolata metteremo in palio i premi che i partecipanti porteranno direttamente da casa: un modo per riutilizzare ed allungare la vita di oggetti usati e/o regali natalizi come libri, cd, dvd, agende dell'anno nuovo etc.

La tombolata sarà anche l’occasione per scambiarsi gli auguri e brindare al 2012, dichiarato dall'ONU anno internazionale dell'energia sostenibile per tutti.

N.B. Per tutti coloro che porteranno i doni, ricordiamo di impacchettarli riutilizzando la carta dei regali ricevuti durante le feste. Inoltre, per evitare il consumo di plastica, ognuno dei partecipanti porti da casa il prorpio bicchiere di vetro per il brindisi

Non mancate!!

 

21/12/2011

Aversa città sostenibile

Ad Aversa è possibile pensare ad un nuovo modello di sviluppo, più attento al benessere dei cittadini attraverso la sostenibilità ambientale delle azioni e delle scelte. Lo sviluppo sostenibile ad Aversa deve essere declinato nella visione politica futura della città. Deve essere parte integrante e quindi prerequisito della politica e non più una semplice “ciliegina” da apporre, quando serve, per “rinverdire” una gestione che di sostenibile ha poco o nulla. Le scelte in campo di urbanistica, mobilità, gestione dei rifiuti, energia, e così via devono avere tutte un filo comune che vada nella direzione della bellezza, dell’armonia con l’ambiente e della felicità dei cittadini a partire dai più piccoli e dai più bisognosi. Solo così si può attuare il modello di sviluppo sostenibile. Partendo da una nuova sensibilità nell’operare la gestione della città.

Iniziando dall’urbanistica si può dire che essa, in quanto “arte di organizzare e gestire gli agglomerati urbani”, deve contemperare nello spazio (ambiente) desideri, esigenze e diritti dei cittadini. Cittadini che, tuttavia, possono, come singoli o in forma organizzata, esprimere anche desideri illegittimi, ad esempio appropriarsi di spazi destinati ad uso pubblico o praticando l’abuso edilizio. L’urbanistica, rispettosa dell’ambiente e dei diritti dei cittadini, deve necessariamente discernere tra richieste legittime e richieste illegittime.

In questo senso messaggi del genere costituiscono delle linee guida chiare per un’Amministrazione che non ricerca semplicemente la mediazione degli interessi ma che sia anche attenta al risultato delle mediazioni, ovvero alla qualità ambientale e civica che ne risulta.

Il passaggio fondamentale del miglioramento e protezione dell’ambiente urbano, non è una novità, lo si attua con strumenti urbanistici di pianificazione territoriale, prima era denominato Piano Regolatore Generale (P.R.G.), ora Piano Urbanistico Comunale (P.U.C.). Per quanto attiene a questo strumento generale si deve avere una maggiore attenzione a quelle che sono le esigenze ambientali di miglioramento della qualità della vita nell’ambito “dell’ecosistema urbano”. La pianificazione territoriale ed urbanistica deve tener conto non solo della città come agglomerato di edifici pubblici e privati, abitazioni, costruzioni industriali e produttive, strade, aree di sosta, piazze ed aree verdi agricole sparse qua e la ma deve guardare alla città come ecosistema. Così come le Scienze ci insegnano l’ecosistema è un insieme di esseri viventi (non solo l’essere umano) che vivono ed interagiscono tra loro e con l’ambiente fisico (aria, acqua, suolo, edifici, strade e così via), seguendo delle specifiche relazioni biologiche, chimiche e fisiche.

Vediamo qui di seguito alcuni dei suggerimenti pratici che potrebbero essere utili alla declinazione pratica delle politiche di sviluppo sostenibile ad Aversa.

 

  1. Piano rifiuti: innanzitutto si deve applicare il concetto della decrescita felice alla produzione di rifiuti. Meno sprechi, meno consumismo e meno usa e getta si traduce in meno rifiuti e più felicità per i cittadini. Ma la riduzione dei rifiuti si attua con dei piani strategici in cui si fissano tempi e modi precisi su come si perseguono gli obiettivi prefissati. Un esempio di strategia per la riduzione degli imballaggi a perdere in plastica è la “casa dell’acqua pubblica”: il comune potrebbe mettere in piedi un progetto in cui si realizzano uno o più punti vendita di acqua pubblica adeguatamente depurata ed offerta al prezzo politico di 5 centesimi al litro. Ovviamente la distribuzione deve essere con il sistema delle bottiglie riutilizzabili più e più volte. Altri esempi potrebbero essere di incentivare e favorire tutti quei commercianti che volessero sceglierela distribuzione delle merci con i sistemi alla spina, sfusi, senza imballaggi o con il sistema del vuoto a rendere. Poi si passa alla raccolta differenziata “porta a porta” con l’unico obiettivo del riciclaggio della materia.  
  2. Piano mobilità: Obiettivo di “demotorizzazione ragionata” del 10% di strade e piazze di Aversa (cioè creazione di aree pedonali o a traffico limitato ai residenti e mezzi di soccorso, realizzando, al contempo una serie di servizi integrativi e di supporto (aree di sosta, mezzi di trasporto pubblici, piste ciclabili, e così via) a tale provvedimento che non sia un mero divieto al transito ma che possa coniugare esigenze e richieste di tutti i fruitori della città).
  3. Piano del verde: Più aree verdi ed alberi in città che siano orientate alla scelta delle specie autoctone. Questo punto potrebbe sembrare per molti professionisti del settore e per molti cittadini al massimo come elemento decorativo e di miglioramento estetico del paesaggio urbano. Ma questo è l’ultimo degli elementi di valutazione dell’importanza del verde in una città. In primo luogo si deve entrare nell’ottica che un albero in più, un prato in più, un’area verde in più in un ambiente urbano fa bene alla salute delle persone che vivono quel contesto, sia di passaggio, sia stabilmente. Basti pensare che un solo leccio (la caratteristica quercia sempreverde mediterranea) riesce a produrre una quantità di ossigeno, nell’arco del periodo di luce di una giornata (cioè durante il periodo fotosintetico), utile a soddisfare le esigenze di sana respirazione di ben otto esseri umani adulti. Lo stesso numero di alberi riescono ad assorbire una quantità di inquinamento atmosferico elevatissima, sottraendo sostanze dannose alla respirazione umana dall’atmosfera. L’elenco dei benefici degli alberi e del verde è davvero enorme e per brevità lo omettiamo in questa sede ma basti pensare, ancora, alla regolazione del microclima offerto dal mondo vegetale, del ciclo delle acque e così via, si intende subito che il valore dell’incremento delle aree verdi è di vitale importanza per una città.
  4. Piano di regolamentazione delle acque: Questo piano deve essere pensato in funzione delle stagioni di maggiore caduta di acque meteoriche (piogge). Un approccio culturale sulla regolamentazione delle acque deve essere sempre presente nelle scelte e nella pianificazione urbanistica che tenga conto del rispetto dell’ambiente. In questo senso l’intero territorio comunale deve essere suddiviso in base alla permeabilità del suolo. L’obiettivo è di bilanciare la quantità di territorio a substrato permeabile (suolo agricolo, suolo di aree verdi, suolo adibito ad attività sportive all’aperto e così via) e quella a substrato impermeabile (suolo coperto da edifici, piazze, parcheggi, strade e così via). Potrebbe essere utile, ad esempio, pavimentare le aree di sosta ed altre aree pubbliche con le “mattonelle forate” che lascino crescere l’erba e che consentano la permeazione dell’acqua meteorica.
  5. Piani di recupero del centro storico. Il piano di recupero del centro storico nasce con la legge 457/1978, come espressione di una elevata sensibilità verso il patrimonio architettonico dei centri storici alla cui bellezza ed armonia facevano riscontro periferie sempre più anonime e sempre meno vivibili. Il recupero del centro storico deve essere visto, sul serio, come portatore di benefici sociali in termini di incremento della qualità della vita e di rinascita ambientale che sia rispettosa delle particolarità urbanistiche, architettoniche e paesaggistiche tipiche di un luogo. In questo senso al recupero del centro storico, in timida fase di attuazione da parte delle istituzioni (Comune, Chiesa, ecc.), deve essere sostenuta anche quella realizzata da soggetti privati.
  6. Sistema di trasporto urbano pubblico: Questo punto rientra nel discorso del Piano Urbano del traffico (P.U.T.). Sembra davvero indispensabile implementare e capillarizzare un sistema efficiente di trasporto pubblico teso a disincentivare l’uso del mezzo privato.  E’ ovvio che se il cittadino trovi più conveniente spostarsi con il mezzo pubblico o, meglio ancora, con la bicicletta all’interno del tessuto urbano, si ottengono forti ripercussioni positive sulla riduzione dell’inquinamento atmosferico, dell’inquinamento acustico e della congestione del traffico veicolare. In questo senso è indispensabile pensare ad una rete di piste ciclabili e un sistema integrato bici-treno, bici-autobus e bici-metro.
  7. Piano energetico comunale: che privilegi e diffonda l’efficientamento energetico, le corrette coibentazioni per il risparmio energetico sia per il riscaldamento, sia per il raffrescamento, le fonti energetiche alternative (solare fotovoltaico e solare termico). Perché non sostenere, laddove possibile, anche il microeolico, e così via. Potremmo suggerire, per l’illuminazione stradale, l’istallazione di nuove luci “a led”, una tecnologia innovativa ed efficace sul fronte del risparmio energetico. Con le lampade a led, infatti, si può ottenere un risparmio di consumi energetici fino al 51% che corrisponde alla diminuzione di anidride carbonica, ad una maggiore durata delle lampade e a minori costi di manutenzione.

Dott. Alessandro Gatto

(Presidente del WWF Campania)

11/12/2011

NO DEL WWF ALL’INCENERITORE A GIUGLIANO IN CAMPANIA (NA)

SI AGLI IMPIANTI DI COMPOSTAGGIO E PER IL RICICLAGGIO - Siamo assolutamente contrari – dichiara Alessandro Gatto, presidente regionale del WWF Campania - al via libera della provincia di Napoli e della regione Campania alla costruzione di un impianto di incenerimento dei rifiuti a Giugliano per smaltire le “ecoballe” di “Taverna del Re” o altro tipo di rifiuto. Innanzitutto perché il WWF è contrario ad ogni forma di incenerimento dei rifiuti per evitare ulteriori inquinamenti dell’atmosfera, del suolo e delle acque che potrebbero essere evitati con soluzioni diverse dall’incenerimento (Riduzione dei rifiuti, riciclaggio degli stessi e compostaggio della frazione “umida”). Poi perché quelle “ecoballe” contengono rifiuti non meglio definiti. Si tratta di rifiuti non omogenei e indifferenziati. Potrebbero esserci anche grosse quantità di rifiuti pericolosi o che diventano pericolosi durante la combustione.

Ancora una volta, in Campania, assistiamo solo al dibattito sugli inceneritori e mai sugli impianti di compostaggio per il trattamento dei rifiuti umidi che sono fondamentali per ottimizzare la raccolta differenziata.

La realizzazione di un eventuale inceneritore a Giugliano è pura follia, perché andrebbe ulteriormente a peggiorare le condizioni ambientali di un territorio già pesantemente inquinato da ogni sorta di rifiuti tossici. Un territorio - continua Stefano Franciosi, presidente del WWF Lago Patria -  quello di Giugliano e di Villa Literno, già continuamente martoriato da tantissimi episodi di disastro ambientale ed in attesa da più di dieci anni solo di una urgente bonifica.

Comunicato stampa del WWF Italia: inceneritori soluzione giurassica >>

08/12/2011

Sì agli impianti di compostaggio

Basta parlare solo di inceneritori. Il WWF chiede di attivare immediatamente gli impianti di compostaggio in Campania !

In Campania si continua a parlare solo ed esclusivamente degli impianti di incenerimento, inquinanti, antieconomici e conflittuali con una buona raccolta differenziata rivolta al riciclaggio della materia prima. Ora Basta! Nessuno vuole davvero risolvere il problema  a Napoli e in Campania! Cosa emerge da ogni incontro e da ogni analisi della situazione rifiuti a Napoli e in Campania? Che mancano gli impianti di compostaggio!

Impianti che permetterebbero

  • di non caricare gli impianti Stir del materiale più problematico,
  • di produrre una  Frazione Organica Stabilizzata (FOS) di  buona qualità,
  • di produrre  fertilizzante naturale tanto necessario all’agricoltura della Campania,
  • di ridurre sensibilmente la formazione del biogas e del percolato.

I comuni hanno problemi economici per il trasferimento dell’organico raccolto in maniera differenziata in altre regioni: in media sopportano un  costo superiore a 160 euro a tonnellata che si ridurrebbe del 70% se fossero attivi impianti in regione.

In provincia di Caserta esiste un impianto di compostaggio nel territorio del comune S. Tammaro praticamente pronto e non lo si vuole mettere in funzione. PERCHE’ ???

E cosa fanno gli enti preposti?  Creano i commissari per gli impianti di incenerimento, che nessuno vuole (li vogliono solo quelli che ovviamente ci lucrano con questi impianti), e continuano con la politica “provvisoria”, non conforme alle direttive europee , delle discariche!

Ancora si propongono discariche nel cuore dei due parchi nazionali della Campania (Vesuvio e Cilento).

La discarica di Chiaiano e tutte le altre della Regione Campania sono in esaurimento. E i nostri amministratori si limitano solo ad evidenziare che l’ennesima emergenza si appresta ad arrivare.

Siamo stanchi di questo inganno e di questa politica miope nei confronti  degli interessi dei cittadini!!! Politica che, con inceneritori e discariche, non farà altro che continuare ad inquinare il territorio, l’aria, le acque,  puntando ad una falsa soluzione del problema.

Chiediamo al Governatore della Campania, On. Caldoro, di emanare subito un provvedimento per l’immediata attivazione degli impianti di compostaggio pronti e lo sblocco di tutte le procedure per quelli da costruire in tutta la Regione ed in particolare a Napoli!  In sei mesi potremmo capovolgere la situazione.

01/12/2011

Castel Volturno: Premio Variconi

da www.lesentinelle.org

Premio Variconi 2011 e divulgazione del Quaderno nr. 1/11 “Studi e approfondimenti Oasi dei Variconi”

Per l'Anno della Biodiversità, l'Ente Riserve naturali regionali Foce Volturno - Costa Licola - Lago Falciano ha istituito il Premio Variconi 2011, aperto a tutti, ma in particolare alle scolaresche.

Il premio riguarda tre tematiche:
A- Fotografia
B- Pittura
C- Narrativa (racconti - poesie - idee progettuali)

 PremioVariconi

 

Al convegno che si terrà sabato 3 dicembre presso la Sala Consiliare Rega al Comune di Castel Volturno, saranno presentati tutti i lavori e ai vincitori saranno consegnate le pergamene e i premi.
A tutti i presenti verrà inoltre distribuito un CD contenente le foto e gli articoli della giornata del 27 maggio scorso e il quaderno n.1 della collana dell'Ente Riserve per l'anno 2011

 

PROGRAMMA
SABATO 3 DICEMBRE 2011

Ore 9,00 -Benvenuto

Arch. Amelia Caivano - Presidente Ente Riserva
On.le Domenico Zinzi - Presidente Provincia di Caserta

Interventi

Dott.ssa Flora Della ValleDirigente STAPF Caserta

Prof. Alfonso Caprio
Storia di una palude

Dott. Alessio Usai - naturalista
“Sulla rotta delle migrazioni” e pratica di inanellamento

Dott. Francesco Autiero - Presidente WWF Agro Aversano-Napoli nord e Lit. Domizio
Considerazioni sulla Flora nell’area umida

Arch. Alessandro Ciambrone - Vice Presidente Club UNESCO Caserta
Il sistema dei paesaggi delle acque dalla risorsa locale al Patrimonio Mondiale

Prof. Teresa CoronellaDirigente scolastico del G.Garibaldi di Castel Volturno

11,30 Coffee break

12,00 Associazione Le Sentinelle
Paola Castelli
Attività nell’Oasi

Massimiliano Ive
Guida all’Oasi

Germano Ferraro
Pratica al birdwatching

Discussioni
WWF
A.R.CA.
Ardea
Lega Ambiente

Chiusura dei Lavori
Arc. Amelia Caivano: Sviluppo e prospettive - Divulgazione del quaderno nr. 1/11

Premiazione e attestati

13,00 Buffet

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Nota: Massimiliano Ive

 

Non poteva che concludersi positivamente il bilancio della Kermesse “Premio Variconi 2011” anno della Biodiversità. In una sala consiliare G. Rega, addobbata a festa, è stato presentato il lavoro svolto in un anno dall’Ente Riserve foce del Volturno, Costa Licola, Lago di Falciano del Massico, rappresentato dall’architetto Amelia Caivano, nonché dai gruppi di lavoro caratterizzati dalle associazioni locali: Villaggi Globali con Raffaele Cortile Daniele ManzoA.R:CA.con Anna De Vita, ed Elena Pera, e non solo, raggruppate attorno al tavolo istituzionale dell'Ass.ne Le Sentinelle Onlus di Castel Volturno, associazione rappresentata dalla presidente Paola Castelli e dai delegati Teresa Baiano, Germano Ferraro, Giuseppe Valletta, Giuseppe Ferraro e Massimiliano Ive.

La kermesse in questione è stata l’occasione per presentare alla nutrita platea, il Volume 1/11 del Quaderno “Variconi” - “Studi e approfondimenti” sulla riserva naturale e regionale di Castel Volturno. Il programma proposto e organizzato dall'arch. Amelia Caivano ha visto iniziare i lavori intorno alle 10.30. Grazie al videoproiettore offerto dal commerciante della “Bottega degli antichi Sapori”, Antimo Vertaldi è stato possibile presentare al pubblico la locandina dell’evento, le foto e i video sui Variconi.

Gli interventi che si sono succeduti in sala hanno trattato argomenti di ampio respiro, principalmente caratterizzati, sullo sviluppo di progetti e recupero del e per l’ambiente. La scaletta degli interventi è stata galvanizzata da una carrellata di dialoghi con il pubblico. Dopo la presidente Caivano hanno preso la parola la presidente del Club Unesco Caserta, nonchè Assessore alla cultura della provincia di Caserta, la professoressa Jolanda Capriglione, in rappresentanza anche del presidente della Provincia di Caserta, Domenico Zinzi, la quale ha offerto un’ampia panoramica sull’attività svolta quest’anno dal Club Unesco, mediante anche l’iniziativa della Summer School “Dialoghi sul paesaggio” che ha rilanciato, promosso a livello mondiale studi e progetti sul sistema dei Laghetti Hyppo Kampos e Oasi dei Variconi – per quanto concerne Castel Volturno.

Poi è stata la volta del professore e scrittore Alfonso Caprio che ha effettuato un intervento, anzi un viaggio nella storia e nella poesia sui Variconi, presentando il suo inciso “Storia di una palude”. La parola poi è subito passata alla dottoressa Flora Della Valle – Dirigente Stapf Caserta, che ha ampiamente discusso e presentato l’offerta naturalistica dei vivai forestali, nonché ha esplicitato al pubblico l’importante attività svolta dalla Regione Campania nella tutela dei parchi, delle oasi e soprattutto si è discusso di biodiversità. Poi è stata la volta del dott. Francesco Autiero, presidente del Wwf Agro Aversano-Napoli nord e litorale Domizio che mediante una videoproiezione di immagini meravigliose, ha palesato al pubblico l’importanza della flora nelle aree umide come quelle dei Variconi. Tamerici, camomille marittime e piante della macchia mediterranea sono divenute protagoniste dell’evento.

Dopo una pausa caffè, gli interventi sono stati caratterizzati: dalla video-proiezione dei progetti promossi dall’associazione Albergatori e Ristoratori del litorale Domizio, nonché delclub Unesco di Castel Volturno, dal bando delle Piazze, e dalla Sun, spiegati dall’architettoAlessandro Ciambrone che partendo dal sistema dei paesaggi delle acque “dalla risorsa locale al Patrimonio Mondiale”, ha offerto un’ampia panoramica su come potrebbe cambiare il volto di Castel Volturno, partendo proprio dai progetti del sistema delle piazze, per finire con quello dei Variconi e dei Laghetti dell’Hyppo Kampos.

Un intervento di precisazione è stato quello dell’imprenditore dell’HyppoKampos avv.Sergio Pagnozzi, che ha lanciato la “notizia smentita” del ritrovamento dei rifiuti radioattivi sotto il parcheggio della sua struttura turistica e subito dopo è stata la volta della presidente dell’associazione Le Sentinelle, Paola Castelli, che ha sintetizzato, con dovizia cronologica e di particolari, tutta l’attività svolta dall’associazione per la tutela ambientale di Castel Volturno, presentando anche il sito www.lesentinelle.org e la nuova locandina che sarà posizionata negli esercizi commerciali di Castel Volturno per promuovere i Variconi, elaborata in sinergia con Ente Riserve Foce del Volturno e Pro Loco Volturnum Castri Maris.

Poi è stata la volta della proiezione video dell’associazione Le Sentinelle con guida e commenti del presidente della Pro Loco Volturnum Castri Maris, Massimiliano Ive, che ha rilanciato l’idea progetto di recupero dei Variconi assieme al Castello e al largo San Castrese, al fine di rivalutare l’immagine turistica e la memoria storica di Castel Volturno. Alla fine degli interventi ufficiali, vi sono stati quelli delle associazioni invitate, quali l’A.R:CA. di Anna De Vita che ha annunciato la presentazione del progetto per il recupero del capanno centrale sull’Oasi dei Variconi, nonché quello dell’associazione Riviera Domizia, Vincenzo Buffardi, dell’associazione Ardea Onlus, e di Legambiente Napoli.

Prima del rinfresco, è stata data la parola al naturalista Alessio Usai che ha presentato un intervento sull’Inanellamento e sull’importanza scientifica di questa pratica, spiegandone peculiarità e particolari, nonché riproponendo l’attività sperimentale effettuata in un anno sulla Riserva dei Variconi e alla foce dei Regi Lagni. Alla fine è stata la volta dei bambini, degli alunni della scuola media G. Garibaldi, che hanno partecipato e vinto il premio Variconi 2011 anno della biodiversità. Sono state consegnate pergamene e premi attinenti alla pratica del Birdwatching.

La kermesse si è conclusa con un rinfresco elaborato dal ristorante Villa La Tortugadi Castel Volturno, con la partecipazione del cuoco Campania TeamTonino del Sole.

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