24/01/2012

Corso di Agricoltura Sinergica

Le associazioni Gruppo Acquisti Solidali “La tavola Rotonda” e WWF Agro Aversano-Napoli nord e Lit. Domizio organizzano un corso di “agricoltura sinergica”.

Il corso, gratuito ed aperto a tutti, inizierà lunedì 30 Gennaio (ore 20.30) e si svolgerà presso la sede del G.A.S. La tavola Rotonda (Via degli anemoni, Aversa – zona ponte Mezzotta – di fronte ipermercato Lidl).

L’agricoltura sinergica è un metodo di coltivazione che cerca di riprodurre l’autofertilità dei boschi e dei terreni riducendo al minimo gli interventi sul suolo e favorendo la sinergia tra flora e microfauna.

Si basa sul principio che, mentre la terra fa crescere le piante, le piante stesse creano suolo fertile attraverso i propri "essudati radicali" (i residui organici rilasciati) e la loro attività chimica svolta con microrganismi, batteri e funghi.

Attraverso questo modo di coltivazione viene restituito alla terra, in termini energetici, più di quanto si prende.

Ecco i principi fondamentali:

  • Fertilizzazione continua del suolo tramite una copertura organica permanente.
  • Coltivazione di specie annuali in associazione a colture complementari, con l'integrazione d'alberi azoto-fissatori.
  • Assenza d'aratura o di qualsiasi altro tipo di disturbo del suolo: il suolo si lavora da solo.
  • Il suolo si aera da solo se noi evitiamo di provocarne il compattamento.

 

I prodotti ottenuti con questa pratica hanno una diversa qualità, un diverso sapore e una maggiore resistenza agli agenti patogeni.

In un terreno gestito dal G.A.S. di Aversa lo scorso autunno è stato seminato un grano antico (Germanella) recuperato da una piccola comunità di Montella (AV); a giugno, quindi, si dovrebbe riuscire a produrre pane a “km zero”.

Il corso (teorico e pratico) avrà, per la prima parte, una cadenza bisettimanale; non sono previsti obblighi di frequenza.

Durante il primo incontro verrà presentato il programma.

Non mancate!

 

Per ulteriori info:

Francesco Autiero (WWF) – cell. 3331850946

Nicola Ciccarelli (G.A.S.) – cell. 3355621438

08/01/2012

AMBIENTE E SALUTE TRA NAPOLI E CASERTA.

SI DEVONO FAR PRESTO LE BONIFICHE !!!

Il fenomeno dello sversamento abusivo di rifiuti pericolosi nelle nostre campagne ha causato e sta causando danni irreparabili alla salute delle popolazioni del territorio che si trova a cavallo tra le province di Napoli e Caserta (in particolare Giugliano e agro aversano).

Quello dei rifiuti, si sa, è un affare di milioni di euro, soprattutto quando si tratta di rifiuti tossico-nocivi prodotti da industrie, per lo più del nord Italia e nord Europa, che non intendono smaltirli seguendo le vie legali, troppo costose, e che si sono affidati e che si affidano tuttora ai cosiddetti ecomafiosi, cioè i criminali dell’ambiente, che hanno compromesso seriamente la salute dell’ambiente e quindi di tutte le persone che vivono soprattutto nel territorio dell’agro aversano e dell’area giuglianese. Infatti il territorio a nord di Napoli è pieno zeppo di tonnellate e tonnellate di rifiuti pericolosi per la salute dell’ambiente e degli esseri umani che ci vivono. Secondo le indagini degli inquirenti i territori suddetti costituiscono le localizzazioni più estese e più pericolose di tutta Italia. Nel territorio dell’agro aversano e del litorale domizio si contano più di 163000 (centosessantatremila) aree inquinate. Si tratta di una rete di suoli, di cave, di laghetti artificiali ed altri invasi usati come discariche illegali dove sono sversati e molto spesso bruciati rifiuti solidi di ogni genere insieme a rifiuti di estrema pericolosità, senza che vi sia alcuna coibentazione tesa ad evitare che venissero contaminate le falde acquifere e i suoli circostanti gli scarichi abusivi. Alcune delle sostanze tossiche sversate nell’ambiente sono: polveri da abbattimento dei fumi dell’industria siderurgica e metallurgica, ceneri da combustione olio minerale, morchie oleose, morchie di verniciatura, pitture e vernici di scarto contenenti solventi organici alogenati e non alogenati, fanghi da trattamento acque di processo di depurazione di industrie chimiche ed acque reflue industriali, inchiostri da scarto, melme acide, fanghi di potabilizzazione e chiarificazione delle acque e l’elenco potrebbe ancora continuare a lungo, includendo probabilmente anche rifiuti radioattivi e di pericolosità estrema. Le vittime di tutto questo losco affare sono l’ambiente massacrato da un lato e le persone avvelenate dall’altro. Il territorio interessato dalle bombe ecologiche delle cave e dei laghi artificiali ricolmi di rifiuti ha subito profonde modifiche ecologiche e strutturali che non verranno certo risanate in tempi brevi. Si tratta soprattutto di falde acquifere inquinate da veleni (metalli pesanti, idrocarburi, sostanze non biodegradabili e persistenti nelle catene alimentari, come ad esempio le diossine, i furani, policlorobifenili, ecc.) che non si sa nemmeno con esattezza quali effetti negativi possono sviluppare ai danni della salute di tutti gli esseri viventi (esseri umani inclusi ovviamente). Molti di questi agenti inquinanti presenti nel territorio dell’agro aversano hanno un alto potere mutageno (che induce mutazioni del codice del DNA), cancerogeno (che induce la formazione di cancro) e teratogeno (che induce malformazioni fetali).

Sono stati condotti degli studi (studio sull’incidenza dei tumori in Provincia di Caserta, commissionato dalla Protezione Civile, ed eseguito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), dall’Istituto Superiore di Sanità, dal Consiglio Nazionale Ricerche (CNR), dall’Agenzia Regionale per l’Ambiente della Campania (ARPAC) e dall’Osservatorio Epidemiologico Regionale) in cui si è messo in evidenza che le popolazioni che vivono nella parte meridionale della Provincia di Caserta (l’agro aversano appunto) ed alcuni comuni della parte nord della Provincia di Napoli si caratterizzano per un elevato livello di mortalità per tumore dello stomaco, dei reni, del fegato, della trachea, dei bronchi e dei polmoni. Si nota, inoltre, sia negli uomini, sia nelle donne, un aumento esponenziale del rischio di mortalità e di morbilità per neoplasie. In alcuni comuni della Provincia di Caserta (lo studio non cita tutti i comuni dell’agro aversano ma indica con il comune di Aversa coinvolti tutti i comuni dell’agro che sono direttamente confinanti con Aversa, quindi Frignano, S. Marcellino, Trentola Ducenta, Lusciano, Parete, Carinaro, Teverola, Casaluce, Gricignano d’Aversa, Cesa) si registra un aumento del rischio di contrarre una patologia tumorale del 19% negli uomini e del 23% nelle donne. Lo studio precisa che l’aumento dell’insorgenza di alcuni tipi di tumori in particolare che si registra in queste zone è direttamente riconducibile alla presenza di inquinamento dovuto a discariche illegali di rifiuti industriali pericolosi e di pratiche di smaltimento illegali, come l’incenerimento in aperta campagna, che sono frequentissime in questo territorio. A tal proposito si chiede al Presidente della Regione Campania, On. Stefano Caldoro, di dare priorità assoluta ad un piano di bonifica del territorio suddetto.

 

Dott. Alessandro Gatto

Presidente WWF Campania