08/01/2012
AMBIENTE E SALUTE TRA NAPOLI E CASERTA.
Il fenomeno dello sversamento abusivo di rifiuti pericolosi nelle nostre campagne ha causato e sta causando danni irreparabili alla salute delle popolazioni del territorio che si trova a cavallo tra le province di Napoli e Caserta (in particolare Giugliano e agro aversano).
Quello dei rifiuti, si sa, è un affare di milioni di euro, soprattutto quando si tratta di rifiuti tossico-nocivi prodotti da industrie, per lo più del nord Italia e nord Europa, che non intendono smaltirli seguendo le vie legali, troppo costose, e che si sono affidati e che si affidano tuttora ai cosiddetti ecomafiosi, cioè i criminali dell’ambiente, che hanno compromesso seriamente la salute dell’ambiente e quindi di tutte le persone che vivono soprattutto nel territorio dell’agro aversano e dell’area giuglianese. Infatti il territorio a nord di Napoli è pieno zeppo di tonnellate e tonnellate di rifiuti pericolosi per la salute dell’ambiente e degli esseri umani che ci vivono. Secondo le indagini degli inquirenti i territori suddetti costituiscono le localizzazioni più estese e più pericolose di tutta Italia. Nel territorio dell’agro aversano e del litorale domizio si contano più di 163000 (centosessantatremila) aree inquinate. Si tratta di una rete di suoli, di cave, di laghetti artificiali ed altri invasi usati come discariche illegali dove sono sversati e molto spesso bruciati rifiuti solidi di ogni genere insieme a rifiuti di estrema pericolosità, senza che vi sia alcuna coibentazione tesa ad evitare che venissero contaminate le falde acquifere e i suoli circostanti gli scarichi abusivi. Alcune delle sostanze tossiche sversate nell’ambiente sono: polveri da abbattimento dei fumi dell’industria siderurgica e metallurgica, ceneri da combustione olio minerale, morchie oleose, morchie di verniciatura, pitture e vernici di scarto contenenti solventi organici alogenati e non alogenati, fanghi da trattamento acque di processo di depurazione di industrie chimiche ed acque reflue industriali, inchiostri da scarto, melme acide, fanghi di potabilizzazione e chiarificazione delle acque e l’elenco potrebbe ancora continuare a lungo, includendo probabilmente anche rifiuti radioattivi e di pericolosità estrema. Le vittime di tutto questo losco affare sono l’ambiente massacrato da un lato e le persone avvelenate dall’altro. Il territorio interessato dalle bombe ecologiche delle cave e dei laghi artificiali ricolmi di rifiuti ha subito profonde modifiche ecologiche e strutturali che non verranno certo risanate in tempi brevi. Si tratta soprattutto di falde acquifere inquinate da veleni (metalli pesanti, idrocarburi, sostanze non biodegradabili e persistenti nelle catene alimentari, come ad esempio le diossine, i furani, policlorobifenili, ecc.) che non si sa nemmeno con esattezza quali effetti negativi possono sviluppare ai danni della salute di tutti gli esseri viventi (esseri umani inclusi ovviamente). Molti di questi agenti inquinanti presenti nel territorio dell’agro aversano hanno un alto potere mutageno (che induce mutazioni del codice del DNA), cancerogeno (che induce la formazione di cancro) e teratogeno (che induce malformazioni fetali).
Sono stati condotti degli studi (studio sull’incidenza dei tumori in Provincia di Caserta, commissionato dalla Protezione Civile, ed eseguito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), dall’Istituto Superiore di Sanità, dal Consiglio Nazionale Ricerche (CNR), dall’Agenzia Regionale per l’Ambiente della Campania (ARPAC) e dall’Osservatorio Epidemiologico Regionale) in cui si è messo in evidenza che le popolazioni che vivono nella parte meridionale della Provincia di Caserta (l’agro aversano appunto) ed alcuni comuni della parte nord della Provincia di Napoli si caratterizzano per un elevato livello di mortalità per tumore dello stomaco, dei reni, del fegato, della trachea, dei bronchi e dei polmoni. Si nota, inoltre, sia negli uomini, sia nelle donne, un aumento esponenziale del rischio di mortalità e di morbilità per neoplasie. In alcuni comuni della Provincia di Caserta (lo studio non cita tutti i comuni dell’agro aversano ma indica con il comune di Aversa coinvolti tutti i comuni dell’agro che sono direttamente confinanti con Aversa, quindi Frignano, S. Marcellino, Trentola Ducenta, Lusciano, Parete, Carinaro, Teverola, Casaluce, Gricignano d’Aversa, Cesa) si registra un aumento del rischio di contrarre una patologia tumorale del 19% negli uomini e del 23% nelle donne. Lo studio precisa che l’aumento dell’insorgenza di alcuni tipi di tumori in particolare che si registra in queste zone è direttamente riconducibile alla presenza di inquinamento dovuto a discariche illegali di rifiuti industriali pericolosi e di pratiche di smaltimento illegali, come l’incenerimento in aperta campagna, che sono frequentissime in questo territorio. A tal proposito si chiede al Presidente della Regione Campania, On. Stefano Caldoro, di dare priorità assoluta ad un piano di bonifica del territorio suddetto.
Dott. Alessandro Gatto
Presidente WWF Campania
10:28
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26/11/2011
Cavità sotterranee, sos bonifica
23:13
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29/10/2011
RIFIUTI NELLE PIAZZOLE DI EMERGENZA SULLE SUPERSTRADE TRA NAPOLI E CASERTA.
Il WWF torna a denunciare – dichiara Alessandro Gatto, presidente regionale del WWF Campania – l’abbandono assurdo di enormi quantità di rifiuti urbani e speciali sversati nelle piazzole di emergenza delle superstrade tra Napoli e Caserta, in particolare sull’asse tra le uscite "Aversa nord" ed "Aversa sud".
Spesso, poi, questi rifiuti vengono dati alle fiamme provocando un grave inquinamento dell’atmosfera.Le quantità di rifiuti sono talmente esagerate che le automobili trovano grandi difficoltà a fermarsi per eventuali emergenze, perché le piazzole sono completamente occupate da rifiuti, anche ingombranti. E’ assurdo – continua Francesco Autiero, presidente del WWF Agro aversano-Napoli nord e Lit. Domizio – pensare che cittadini si carichino in automobile sacchetti della spazzatura o peggio ancora frigoriferi, materassi e vecchi mobili per poi andarli a scaricare in queste piazzole di emergenza delle superstrade. Chiediamo alle Autorità competenti di bonificare immediatamente queste piazzole per consentire la sosta di emergenza alle automobili e per evitare che i soliti ignoti appicchino fuochi velenosi a questi rifiuti.

12:27
Scritto da: Francesco Autiero
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08/10/2009
Denuncia per discarica abusiva a Sant'Antimo
Questa è una delle tante denunce che presentiamo agli organi competenti; vi invitiamo a segnalarci ed inviarci foto di altre discariche abusive presenti sul nostro territorio, l'indirizzo e-mail è wwfaversa@alice.it.
Al Signor Procuratore della Repubblica di Napoli
Al Signor Sindaco del Comune di Sant’Antimo (NA)
All'A.R.P.A. Campania
e per conoscenza
Al Comando Stazione Carabinieri di Sant’Antimo (NA)
Sant’Antimo, 8 Ottobre 2009
OGGETTO: denuncia di discarica abusiva.
I soci dell’Associazione ambientalista “WWF Agro Aversano-Napoli nord e Litorale Domizio” segnalano agli organi in indirizzo quanto segue:
in via E. Ferrari, via 2 Novembre e via C. Colombo del Comune di Sant’Antimo (NA), sussistono discariche di rifiuti abbandonati, tra queste si rileva la presenza di Eternit, pneumatici ed ingombranti. [Si allegano foto]
Si segnala quanto sopra affinché ciascun organo in indirizzo possa compiere gli accertamenti a lui demandati istituzionalmente ai sensi della legge n. 22/97 e succ. mod., nonché delle leggi sanitarie al fine di disporre opportuni interventi di bonifica.
13:26
Scritto da: Francesco Autiero
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12/11/2008
Rifiuti speciali a Casaluce
Nel pomeriggio di sabato 8 Novembre, su segnalazione del medico di base Giacomo Campanile, siamo stati a Casaluce (CE), in Via Consortile Piro, dove da più di un anno si verifica uno sversamento illegale di rifiuti speciali. Erano presenti Alessandro Gatto, Francesco Autiero, lo stesso dott. Campanile, il giornalista Antonio Graziano ed i ragazzi del sito internet “La terra dei fuochi”.
Via Consortile Piro, in località Chiaito, tra i comuni di Teverola e Casaluce, è una stradina di quattro chilometri, percorsa per una consistente lunghezza da un collettore fognario che sfocia nei Regi Lagni. Lungo i margini della strada sono presenti numerosi cumuli di “tritovagliatura”, la cui esatta composizione risulta di difficile identificazione. Alcuni di questi cumuli sono stati recentemente posti sotto sequestro e coperti con teli di plastica o terreno, in attesa che giunga la bonifica. Oltre a questo materiale di risulta, probabilmente scarti di lavorazioni industriali, sono presenti in zona anche numerosi pneumatici, lastre di eternit e diversi rifiuti ingombranti.
Via Consortile Piro attraversa campi agricoli dove si coltivano i prodotti tipici del territorio; i contadini esasperati e preoccupati per la loro salute e per quella dei prodotti agro-alimentari, hanno già segnalato in passato la presenza di queste discariche abusive e dei numerosi incendi che sistematicamente vengono appiccati.
All’epoca del fascismo, il territorio compreso tra Casaluce e Teverola veniva chiamato “Fertilia”, a testimonianza della straordinaria fertilità di queste terre, che oggi continuano ad essere agricole: non ci sono industrie, ma ci sono gli scarti di quest’ultime.
22:00
Scritto da: Francesco Autiero
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10/10/2008
Denuncia sullo stato della Riserva dei Variconi
Pubblichiamo la denuncia del WWF sullo stato della Riserva dei Variconi (Castel Volturno) presentata da Raffaele Griffo al Corpo delle Guardie Forestali ed al Sindaco Francesco Nuzzo.
"La presente segnalazione ha lo scopo di porre l’attenzione e di rappresentare la situazione e le anomalie attualmente esistenti all’interno della riserva dei Variconi. Dopo la richiesta fatta all’Ente parco dalla nostra associazione in merito alle attività di monitoraggio della riserva, abbiamo effettuato una serie di sopralluoghi rilevando numerose irregolarità.
Riferendoci prima di tutto all’ingresso principale, vicino alla foce del fiume Volturno (20 metri circa
prima del cancello d’ingresso, parallelamente all’argine del fiume), abbiamo notato una stradina sterrata il cui ingresso è impedito solo da un filo di acciaio ed un lucchetto, utilizzato presumibilmente da privati che usano questa strada per accedere con degli autoveicoli all’interno dell’area protetta.
Inoltre abbiamo riscontrato che nel viale che conduce al “Lido Milanese” vi sono numerose lacerazioni e aperture nella rete di recinzione che delimita e protegge il territorio della riserva. In particolare abbiamo constatato che è stato eliminato un tratto di recinzione per circa 3 metri ed è stata realizzata una stradina per consentire l’ingresso ai mezzi dell’Esercito che utilizzano quell’area per far brillare mine e bombe inesplose. Riteniamo inconcepibile che sia stata concessa una simile autorizzazione che mette in serio pericolo l’ecosistema dell'area ed in modo particolare la sopravvivenza del volatili, allontanandoli da uno dei pochi specchi d’acqua utilizzabili nelle loro lunghe migrazioni.
Pertanto chiediamo l’immediata revoca dell’autorizzazione data, la chiusura dello squarcio realizzato nella rete di recinzione o, in subordine, la realizzazione di un cancello che impedisca a chiunque l’accesso all’interno del parco e il perpetrarsi dello scarico di calcinacci e rifiuti di ogni genere."
13:40
Scritto da: Francesco Autiero
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