08/01/2012
AMBIENTE E SALUTE TRA NAPOLI E CASERTA.
Il fenomeno dello sversamento abusivo di rifiuti pericolosi nelle nostre campagne ha causato e sta causando danni irreparabili alla salute delle popolazioni del territorio che si trova a cavallo tra le province di Napoli e Caserta (in particolare Giugliano e agro aversano).
Quello dei rifiuti, si sa, è un affare di milioni di euro, soprattutto quando si tratta di rifiuti tossico-nocivi prodotti da industrie, per lo più del nord Italia e nord Europa, che non intendono smaltirli seguendo le vie legali, troppo costose, e che si sono affidati e che si affidano tuttora ai cosiddetti ecomafiosi, cioè i criminali dell’ambiente, che hanno compromesso seriamente la salute dell’ambiente e quindi di tutte le persone che vivono soprattutto nel territorio dell’agro aversano e dell’area giuglianese. Infatti il territorio a nord di Napoli è pieno zeppo di tonnellate e tonnellate di rifiuti pericolosi per la salute dell’ambiente e degli esseri umani che ci vivono. Secondo le indagini degli inquirenti i territori suddetti costituiscono le localizzazioni più estese e più pericolose di tutta Italia. Nel territorio dell’agro aversano e del litorale domizio si contano più di 163000 (centosessantatremila) aree inquinate. Si tratta di una rete di suoli, di cave, di laghetti artificiali ed altri invasi usati come discariche illegali dove sono sversati e molto spesso bruciati rifiuti solidi di ogni genere insieme a rifiuti di estrema pericolosità, senza che vi sia alcuna coibentazione tesa ad evitare che venissero contaminate le falde acquifere e i suoli circostanti gli scarichi abusivi. Alcune delle sostanze tossiche sversate nell’ambiente sono: polveri da abbattimento dei fumi dell’industria siderurgica e metallurgica, ceneri da combustione olio minerale, morchie oleose, morchie di verniciatura, pitture e vernici di scarto contenenti solventi organici alogenati e non alogenati, fanghi da trattamento acque di processo di depurazione di industrie chimiche ed acque reflue industriali, inchiostri da scarto, melme acide, fanghi di potabilizzazione e chiarificazione delle acque e l’elenco potrebbe ancora continuare a lungo, includendo probabilmente anche rifiuti radioattivi e di pericolosità estrema. Le vittime di tutto questo losco affare sono l’ambiente massacrato da un lato e le persone avvelenate dall’altro. Il territorio interessato dalle bombe ecologiche delle cave e dei laghi artificiali ricolmi di rifiuti ha subito profonde modifiche ecologiche e strutturali che non verranno certo risanate in tempi brevi. Si tratta soprattutto di falde acquifere inquinate da veleni (metalli pesanti, idrocarburi, sostanze non biodegradabili e persistenti nelle catene alimentari, come ad esempio le diossine, i furani, policlorobifenili, ecc.) che non si sa nemmeno con esattezza quali effetti negativi possono sviluppare ai danni della salute di tutti gli esseri viventi (esseri umani inclusi ovviamente). Molti di questi agenti inquinanti presenti nel territorio dell’agro aversano hanno un alto potere mutageno (che induce mutazioni del codice del DNA), cancerogeno (che induce la formazione di cancro) e teratogeno (che induce malformazioni fetali).
Sono stati condotti degli studi (studio sull’incidenza dei tumori in Provincia di Caserta, commissionato dalla Protezione Civile, ed eseguito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), dall’Istituto Superiore di Sanità, dal Consiglio Nazionale Ricerche (CNR), dall’Agenzia Regionale per l’Ambiente della Campania (ARPAC) e dall’Osservatorio Epidemiologico Regionale) in cui si è messo in evidenza che le popolazioni che vivono nella parte meridionale della Provincia di Caserta (l’agro aversano appunto) ed alcuni comuni della parte nord della Provincia di Napoli si caratterizzano per un elevato livello di mortalità per tumore dello stomaco, dei reni, del fegato, della trachea, dei bronchi e dei polmoni. Si nota, inoltre, sia negli uomini, sia nelle donne, un aumento esponenziale del rischio di mortalità e di morbilità per neoplasie. In alcuni comuni della Provincia di Caserta (lo studio non cita tutti i comuni dell’agro aversano ma indica con il comune di Aversa coinvolti tutti i comuni dell’agro che sono direttamente confinanti con Aversa, quindi Frignano, S. Marcellino, Trentola Ducenta, Lusciano, Parete, Carinaro, Teverola, Casaluce, Gricignano d’Aversa, Cesa) si registra un aumento del rischio di contrarre una patologia tumorale del 19% negli uomini e del 23% nelle donne. Lo studio precisa che l’aumento dell’insorgenza di alcuni tipi di tumori in particolare che si registra in queste zone è direttamente riconducibile alla presenza di inquinamento dovuto a discariche illegali di rifiuti industriali pericolosi e di pratiche di smaltimento illegali, come l’incenerimento in aperta campagna, che sono frequentissime in questo territorio. A tal proposito si chiede al Presidente della Regione Campania, On. Stefano Caldoro, di dare priorità assoluta ad un piano di bonifica del territorio suddetto.
Dott. Alessandro Gatto
Presidente WWF Campania
10:28
Scritto da: Francesco Autiero
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11/12/2011
NO DEL WWF ALL’INCENERITORE A GIUGLIANO IN CAMPANIA (NA)
SI AGLI IMPIANTI DI COMPOSTAGGIO E PER IL RICICLAGGIO - Siamo assolutamente contrari – dichiara Alessandro Gatto, presidente regionale del WWF Campania - al via libera della provincia di Napoli e della regione Campania alla costruzione di un impianto di incenerimento dei rifiuti a Giugliano per smaltire le “ecoballe” di “Taverna del Re” o altro tipo di rifiuto. Innanzitutto perché il WWF è contrario ad ogni forma di incenerimento dei rifiuti per evitare ulteriori inquinamenti dell’atmosfera, del suolo e delle acque che potrebbero essere evitati con soluzioni diverse dall’incenerimento (Riduzione dei rifiuti, riciclaggio degli stessi e compostaggio della frazione “umida”). Poi perché quelle “ecoballe” contengono rifiuti non meglio definiti. Si tratta di rifiuti non omogenei e indifferenziati. Potrebbero esserci anche grosse quantità di rifiuti pericolosi o che diventano pericolosi durante la combustione.
Ancora una volta, in Campania, assistiamo solo al dibattito sugli inceneritori e mai sugli impianti di compostaggio per il trattamento dei rifiuti umidi che sono fondamentali per ottimizzare la raccolta differenziata.
La realizzazione di un eventuale inceneritore a Giugliano è pura follia, perché andrebbe ulteriormente a peggiorare le condizioni ambientali di un territorio già pesantemente inquinato da ogni sorta di rifiuti tossici. Un territorio - continua Stefano Franciosi, presidente del WWF Lago Patria - quello di Giugliano e di Villa Literno, già continuamente martoriato da tantissimi episodi di disastro ambientale ed in attesa da più di dieci anni solo di una urgente bonifica.
Comunicato stampa del WWF Italia: inceneritori soluzione giurassica >>
22:57
Scritto da: Francesco Autiero
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08/12/2011
Sì agli impianti di compostaggio
Basta parlare solo di inceneritori. Il WWF chiede di attivare immediatamente gli impianti di compostaggio in Campania !
In Campania si continua a parlare solo ed esclusivamente degli impianti di incenerimento, inquinanti, antieconomici e conflittuali con una buona raccolta differenziata rivolta al riciclaggio della materia prima. Ora Basta! Nessuno vuole davvero risolvere il problema a Napoli e in Campania! Cosa emerge da ogni incontro e da ogni analisi della situazione rifiuti a Napoli e in Campania? Che mancano gli impianti di compostaggio!
Impianti che permetterebbero
- di non caricare gli impianti Stir del materiale più problematico,
- di produrre una Frazione Organica Stabilizzata (FOS) di buona qualità,
- di produrre fertilizzante naturale tanto necessario all’agricoltura della Campania,
- di ridurre sensibilmente la formazione del biogas e del percolato.
I comuni hanno problemi economici per il trasferimento dell’organico raccolto in maniera differenziata in altre regioni: in media sopportano un costo superiore a 160 euro a tonnellata che si ridurrebbe del 70% se fossero attivi impianti in regione.
In provincia di Caserta esiste un impianto di compostaggio nel territorio del comune S. Tammaro praticamente pronto e non lo si vuole mettere in funzione. PERCHE’ ???
E cosa fanno gli enti preposti? Creano i commissari per gli impianti di incenerimento, che nessuno vuole (li vogliono solo quelli che ovviamente ci lucrano con questi impianti), e continuano con la politica “provvisoria”, non conforme alle direttive europee , delle discariche!
Ancora si propongono discariche nel cuore dei due parchi nazionali della Campania (Vesuvio e Cilento).
La discarica di Chiaiano e tutte le altre della Regione Campania sono in esaurimento. E i nostri amministratori si limitano solo ad evidenziare che l’ennesima emergenza si appresta ad arrivare.
Siamo stanchi di questo inganno e di questa politica miope nei confronti degli interessi dei cittadini!!! Politica che, con inceneritori e discariche, non farà altro che continuare ad inquinare il territorio, l’aria, le acque, puntando ad una falsa soluzione del problema.
Chiediamo al Governatore della Campania, On. Caldoro, di emanare subito un provvedimento per l’immediata attivazione degli impianti di compostaggio pronti e lo sblocco di tutte le procedure per quelli da costruire in tutta la Regione ed in particolare a Napoli! In sei mesi potremmo capovolgere la situazione.
09:09
Scritto da: Francesco Autiero
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22/11/2011
ANCORA ROGHI DI RIFIUTI AD AVERSA!!!
IL WWF CHIEDE UN INTERVENTO DECISIVO PER DEBELLARE QUESTO PERICOLOSO FENOMENO !!
Nella mattinata del 21.11.2011, alla periferia sud di Aversa - dichiara Alessandro Gatto, presidente regionale del WWF Campania – nei pressi di via dei glicini (zona “ponte mezzotta”) è stato sviluppato un enorme rogo di rifiuti speciali di plastiche delle serre utilizzate in agricoltura, ed altre sostanze sintetiche (vedi foto allegata). Con l’incenerimento si liberano nell’aria intensi fumi neri, ricchi di sostanze tossiche e spesso cancerogene, con i quali si producono- aggiunge Francesco Autiero Presidente WWF Agro Aversano- GAS AD EFFETTO SERRA (ANIDRIDE CARBONICA, OSSIDI DI ZOLFO E DI AZOTO ECC.), POI SI PRODUCE MONOSSIDO DI CARBONIO CHE IN ELEVATE CONCENTRAZIONI PUO' PORTARE ALLA MORTE PER INSUFFICIENZA RESPIRATORIA MA IN DOSI ANCHE MINIME PUO' PORTARE GRAVI DISTURBI RESPIRATORI; POI C'E' IL PARTICOLATO/PULVISCOLO (P.M. 10 ED ALTRI DI VARIA GRANDEZZA) CHE E' COSTITUITO DA MICROPARTICELLE INCOMBUSTE CHE PROVOCANO GRAVI DISTURBI ALL'APPARATO RESPIRATORIO FINO AL PROCESSO DI CANCEROGENESI. INOLTRE SI PRODUCONO I FAMIGERATI IDROCARBURI AROMATICI (BENZENE) E IDROCARBURI AROMATICI POLICICLICI (COMPOSTI DERIVATI DAL BENZENE E DA ALTRI ELEMENTI) CHE SONO MUTAGENI, CANCEROGENI E TERATOGENI. POI SI PRODUCONO DIOSSINE, FURANI E TUTTA UNA SERIE INFINITA DI MOLECOLE TOSSICHE E PERICOLOSE
Nel suolo e nelle falde inoltre vengono rilasciate ingenti quantità di scorie chimiche pericolosissime per la salute dell’ambiente e dell’uomo mettendo a rischio anche l’intero indotto agro alimentare della nostra zona.
NON E' UN CASO SE LE MORTALITA' PER TUMORI NELLA NOSTRA ZONA SONO SALITI A LIVELLI IMPRESSIONANTI.
E’ ORA DI DIRE BASTA!
Affinchè si prendano seri provvedimenti contro coloro che quotidianamente appiccano incendi di rifiuti speciali il WWF chiede un intervento serio, programmato e strategico – concludono Alessandro Gatto e Francesco Autiero - da parte delle forze dell'ordine , si chiede altresì alla magistratura competente un'azione forte per frenare e "se possibile" debellare questo micidiale fenomeno che attenta la salute dei cittadini tutti , procedendo anche a fare dei controlli a monte dei processi produttivi, quindi non solo alla fine quando diventa molto più difficile scovare questi killer dell’ambiente.
Il WWF si appella anche al SINDACO di Aversa, attraverso il corpo dei Vigili Urbani a riqualificare le aree inquinate e soprattutto ad agire a scopo preventivo per evitare che perdurino le condizioni degli incenerimenti e degli smaltimenti abusivi dei rifiuti.

19:50
Scritto da: Francesco Autiero
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14/11/2011
Proiezione di Campania infelix
Le associazioni “WWF Agro Aversano-Napoli nord e Litorale Domizio” e "AVIS Carinaro”, in collaborazione con il Comune di Carinaro, organizzano la proiezione del film-documentario “Campania infelix” di Ivana Corsale, regista siculo-americana che nel 2010 ha girato le scene nel cosiddetto “Triangolo della Morte”: Acerra-Nola-Marigliano.
Protagonisti del documentario-verità Gennaro Esposito, il medico ambientalista impegnato nella battaglia a difesa della salute dei cittadini; Bruna Gambardella, insegnante di Saviano imbottita di policlorobifenili; Gennaro Allocca, avvocato di Roccarainola promotore di mille battaglie legali contro le ecomafie; Alessandro Cannavacciuolo, il figlio del pastore di Acerra morto di cancro al polmone nel 2008, avvelenato da 250 picogrammi di diossina. E poi tanti altri cittadini-attori di questo disastro ambientale, che hanno voluto esprimere le loro emozioni e portare la loro testimonianza.
L'obiettivo del documentario è quello di dare spazio alle voci del popolo e di esplorare il rapporto tra la gente e la loro terra e capire perchè queste persone non vanno via. C'è qualcosa di misterioso che lega queste persone alla propria terra, anche se martoriata e in ginocchio da anni".
La proiezione si terrà sabato 19 novembre, ore 17:00, presso la sala consiliare del comune di Carinaro. Seguirà dibattito.
Interverranno:
dr. Mario Masi – Sindaco di Carinaro
dr. Alessandro Gatto – WWF Campania
dr. Gennaro Esposito – Associazione Medici per l’Ambiente - Fed. Assocampaniafelix
Introduce:
dr. Francesco Autiero – WWF Agro Aversano-Napoli nord e Lit. Domizio

21:51
Scritto da: Francesco Autiero
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30/10/2011
LETTERA APERTA AL NOSTRO POPOLO AVVELENATO
LA RIFIUTI CONNECTION HA UCCISO L’ANIMA DELLA SOCIETA’ DELL’AGRO AVERSANO-GIUGLIANESE, DI QUEL TERRITORIO CHE PUO’ ESSERE DENOMINATO ANCHE MAREMMA LITERNINA
Di Alessandro Gatto*
30-10-2011
L’agro aversano-giuglianese,che può essere denominato anche maremma liternina, oggi ha un aspetto tenue con colori che sanno d’autunno che fa confondere la memoria dello scarico di veleni occultati da chi non vuole la vita e predica un futuro di morte e distruzione. Superficialmente sembra tutto dimenticato. Ma una nuvola di fumo nero di rifiuti bruciati ci riporta con i piedi per terra e torniamo nel peggiore girone dell’inferno dantesco. La campagna è dipinta dai colori tipici della stagione del momento, si riescono anche ad osservare aironi quali testimoni di un ecosistema che fu, che è stridente con la presenza di microdiscariche in ogni dove e con il colore torbido e l’odore mefitico di quei canali che dovevano raccogliere le acque meteoriche per la bonifica dei territori limitrofi: tutti concentrati poi nei fetidi Regi Lagni, canale borbonico frutto della canalizzazione di un antico fiume, il Clanio, che scorreva una decina di chilometri più a sud attraversando l’agro aversano per poi sfociare nel lago Patria. Ma ora siamo ben consapevoli anche di ciò che non si vede e che fa paura proprio per l’insidia nascosta che ne rappresenta. Il terreno ha ingoiato, suo malgrado, il vomito velenoso delle industrie del nord Italia che nel frattempo hanno fatto P.I.L. ed hanno aumentata la cosiddetta “ricchezza”. Ma ricchezza non è forse avere aria pulita, acqua non inquinata, cibi sani ed un ambiente ricco di biodiversità e di paesaggi che accarezzano l’anima portandoci armonia interiore ???
Nulla di nuovo, sia chiaro, ma oggi si attraversa un momento di frustrazione di fronte anche ad una bonifica tanto promessa quanto attesa. Ma le parti sanno bene che non è possibile ritornare “a prato verde”, prendendo in prestito un termine usato nel processo di dismissione delle centrali nucleari. Ma il “prato verde” non è possibile. E’ un sogno che affonda le sue radici in un attaccamento alla speranza del miglioramento a tutti i costi. E chi ha sganciato queste bombe ecologiche lo sapeva. Era consapevole del disastro ambientale che stava provocando ma la brama di potere travalica la certezza di consegnare un futuro a queste terre di malattie e di morte. I signori del male però si occultano nella società, così come hanno saputo nascondere quei veleni che rappresentano non solo l’inquinamento del suolo, delle acque e dell’ambiente ma soprattutto l’inquinamento della struttura stessa delle nostre comunità. Un inquinamento che si traduce in un oblio della mente e dell’anima stessa della nostra collettività che ha abdicato all’assuefazione restando sordi per scelta. Per non capire, per non soffrire di fronte all’impossibilità a cambiare lo stato dei fatti. Il territorio dell’agro aversano-giuglianese ha il sapore falso dell’intatto, di un luogo che non pare violato nella sua essenza più intima. Non sembra ma è distrutto da un avvelenamento invisibile e subdolo che si manifesta in maniera inquietante con la maledetta patogenesi ambientale che vede crescere esponenzialmente le vittime. Sono patologie direttamente correlate all’inquinamento ma scientificamente non c’è certezza…dicono.
Nel frattempo è meglio non parlarne più altrimenti che si deve fare ??? L’evaquazione generale di un territorio come se fosse esplosa una centrale nucleare ??? Meglio zittire quel fastidioso movimento che tenta di dire qualcosa e di urlare alle istituzioni che si deve far presto da più di vent’anni. Nel frattempo il territorio della maremma liternina conserva solo il fascino del tempo che fu, che ogni tanto la Natura dei luoghi comunque mette in evidenza. Una maremma che se ci pensiamo bene e facciamo un semplice confronto con un’altra ben più famosa maremma, quella toscana, subito ci salta in mente quale mancato sviluppo anche economico sarà perso per sempre. Oggi, solo per fare un esempio, un casolare nelle campagne della maremma toscana vale una fortuna e ci sono acquirenti di tutto il mondo a spendere in quel meraviglioso territorio. E nella maremma liternina ???
La risposta è semplice e banale: non vale niente. Ma questa è una campagna fertile e ricca che riuscirà sicuramente a rivivere un futuro meraviglioso ma solo dopo un tempo non più utile a chi vive oggi e nell’immediato futuro.
*Presidente del WWF Campania
12:31
Scritto da: Francesco Autiero
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29/10/2011
RIFIUTI NELLE PIAZZOLE DI EMERGENZA SULLE SUPERSTRADE TRA NAPOLI E CASERTA.
Il WWF torna a denunciare – dichiara Alessandro Gatto, presidente regionale del WWF Campania – l’abbandono assurdo di enormi quantità di rifiuti urbani e speciali sversati nelle piazzole di emergenza delle superstrade tra Napoli e Caserta, in particolare sull’asse tra le uscite "Aversa nord" ed "Aversa sud".
Spesso, poi, questi rifiuti vengono dati alle fiamme provocando un grave inquinamento dell’atmosfera.Le quantità di rifiuti sono talmente esagerate che le automobili trovano grandi difficoltà a fermarsi per eventuali emergenze, perché le piazzole sono completamente occupate da rifiuti, anche ingombranti. E’ assurdo – continua Francesco Autiero, presidente del WWF Agro aversano-Napoli nord e Lit. Domizio – pensare che cittadini si carichino in automobile sacchetti della spazzatura o peggio ancora frigoriferi, materassi e vecchi mobili per poi andarli a scaricare in queste piazzole di emergenza delle superstrade. Chiediamo alle Autorità competenti di bonificare immediatamente queste piazzole per consentire la sosta di emergenza alle automobili e per evitare che i soliti ignoti appicchino fuochi velenosi a questi rifiuti.

12:27
Scritto da: Francesco Autiero
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19/10/2011
ANCORA DISCARICHE DI RIFIUTI TOSSICI NELL’AGRO AVERSANO: A VILLA LITERNO E CASTELVOLTURNO
IL WWF: SI DEVONO FAR PRESTO LE BONIFICHE !!!
Sono state scoperte nuove discariche di rifiuti tossici, nell’agro aversano, questa volta nel territorio di Villa Literno e Castelvolturno – dichiara Alessandro Gatto, Presidente regionale del WWF Campania – che hanno avvelenato le terre più belle e più fertili del nostro Paese.
Ora il WWF chiede al Presidente della Regione Campania, On. Stefano Caldoro, di far presto con le bonifiche tanto attese da decine di anni e mai veramente realizzate.
Si deve assolutamente dare una speranza di futuro a questo territorio dell’agro aversano. Una speranza per i figli di questo territorio avvelenato da quel connubio perverso tra industriali del nord Italia e criminali locali.
Non possiamo più stare a vedere o a commentare questi fatti di cronaca. Si deve far partire subito un piano per le bonifiche laddove possibile. Purtroppo siamo consapevoli che alcuni di questi veleni sversati decenni fa ma anche pochissimo tempo fa andranno ad inquinare in maniera irreversibile il suolo, le falde acquifere e le altre componenti ambientali. Per tale motivo stiamo ripetendo con forza che anche l’agricoltura in questi territori deve essere trasformata da "pro-food" a “no-food”. In altre parole in queste terre malate non si devono più coltivare piante che producono frutti destinati all’alimentazione umana o animale perché altrimenti quei veleni, talvolta anche biomagnificati (cioè l’amplificazione e l’accumulo di un determinato inquinante nelle catene alimentari), li ritroveremo nei nostri cibi. Le colture cosiddette “no-food” hanno duplice convenienza in questo caso: iniziano una parziale bonifica del suolo inquinato ed offrono al contempo la continuità agroeconomica al proprietario del terreno.
22:36
Scritto da: Francesco Autiero
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15/10/2011
Comunicato stampa sull'inceneritore a Giugliano
"Siamo assolutamente contrari – dichiara Alessandro Gatto, presidente regionale del Wwf Campania - al via libera della provincia di Napoli alla costruzione di un impianto tra Giugliano e Villa Literno per smaltire le 'ecoballe' di Taverna del Re". Innanzitutto perché il Wwf è contrario ad ogni forma di incenerimento dei rifiuti per evitare ulteriori inquinamenti dell’atmosfera, del suolo e delle acque che potrebbero essere evitati con soluzioni diverse dall’incenerimento. Poi perché quelle “ecoballe” contengono rifiuti non meglio definiti. Si tratta di rifiuti non omogenei e indifferenziati. Potrebbero esserci anche grosse quantità di rifiuti pericolosi o che diventano pericolosi durante la combustione.
La provincia di Napoli ha approvato un documento, spedito alla Regione Campania, dove conferma la scelta del presidente Stefano Caldoro viene invitato ad attivarsi per la realizzazione di un inceneritore che andrà ulteriormente a peggiorare le condizioni ambientali di un territorio già pesantemente inquinato da rifiuti tossici e rifiuti ordinari".
"Un territorio – continua Stefano Franciosi, presidente del Wwf Lago Patria - quello di Giuglliano e di Villa Literno già pesantemente provato da tantissimi fattori di inquinamento ambientale. Nel documento della provincia di Napoli abbiamo appreso che c’è esigenza che la Regione Campania, o un Commissario all’uopo nominato dal Presidente della Regione, predisponga in tempi brevissimi, oltre a tutte le azioni necessarie a chiarire gli aspetti giuridico-amministrativi relativi alla definizione della 'proprietà' di tali rifiuti, anche un avviso per la manifestazione d’interesse alla realizzazione di un impianto di trattamento termico per lo smaltimento dell’intero ammontare di tali rifiuti".
"Da questo si evince – conclude Francesco Autiero, presidente del Wwf agro aversano - come sia ancora tutta da definire anche la strada corretta da seguire. Non vorremmo che si facessero 'forzature' per imporre, ancora una volta, una scelta fallimentare e sbagliata nonché nociva e pericolosa per la salute dei cittadini e dell’ambiente".
16:12
Scritto da: pandaaversa (Webmaster)
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09/10/2011
Rifiuti tossici a Castelvolturno
TROVATI I RIFIUTI TOSSICI A CASTELVOLTURNO SEPPELLITI DIVERSI ANNI FA:
LA RIFIUTI CONNECTION E’ ANCORA ATTUALE !!!
Ricordo la prima Commissione parlamentare d’inchiesta sul traffico di rifiuti tossici provenienti dal nord verso il sud Italia ed in particolare verso un territorio, il nostro, quello del basso casertano e del napoletano che poteva essere paragonato senza esagerazione ad un paradiso.
Oggi si scopre un nuovo ma vecchio sito a Castelvolturno pieno di rifiuti pericolosi (poi della pericolosità e della natura dei rifiuti attenderemo le analisi più approfondite). Il frutto di quella che fu definita “rifiuti connection” un intreccio maledetto tra la criminalità organizzata, le organizzazioni massoniche, l’imprenditoria del nord Italia e come cerniera e collante alcuni pezzi della politica dell’epoca.
Ricordo “Pluto”, il nome che si era dato al sommergibile che avrebbe dovuto scoprire i fusti tossici ed i veleni nei laghetti di Castelvolturno. Ma fu un flop. Nulla di fatto all’epoca (1997). Così come andarono a vuoto le ricerche dei rifiuti tossici al di sotto della superstrada denominata “Nola – Villa Literno”.
Serviva qualcuno che conosceva bene i luoghi di sversamento, altrimenti sarebbe stato come cercare un ago in un pagliaio. E così è stato e così sarà ! Solo chi ha partecipato direttamente alle operazioni di massacro ambientale di quegli anni poteva sapere.
Ma ora chi farà la bonifica dei luoghi e soprattutto quando ???
Questo interrogativo ho iniziato a porlo già a partire dal 1994/1995, cioè da quando si iniziò a svelare all’opinione pubblica che il territorio che prima avevo definito paradiso nel frattempo era diventato un inferno. E i diavoli non sono solo i soliti noti, criminali del sud, ma sono soprattutto quei nomi, di industriali del nord Italia, che inchieste come “Cassiopea”, della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere (CE), avevano messo in evidenza e che nel frattempo sono stati “graziati” da una prescrizione per decorrenza termini…
08/10/2011
Dott. Alessandro Gatto
(Presidente WWF Campania)
16:33
Scritto da: pandaaversa (Webmaster)
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