20/10/2008

Recupero fauna selvatica: Civetta

La nostra sezione ospita un esemplare di Civetta (Athena noctua), un piccolo rapace1697075671.2.JPG notturno che ci è stato affidato da alcuni amici e che al momento presenta difficoltà a volare. Adesso si trova in una voliera dove verrà alimentata con pezzetti di carne cruda, sia rossa che bianca.

La civetta è una specie sedentaria e i suoi spostamenti sono principalmente dovuti alla pressione negativa dell’uomo che altera e distrugge i suoi habitat. Ha forme tozze, il capo largo ed appiattito e dei profondi occhi gialli. Il morbido piumaggio è variabile dal marrone/grigio al color sabbia, con delle macchie bianche.
Quando è incuriosita la civetta piega il busto in avanti, quasi a fare degli “inchini”: in realtà essa sta valutando la distanza dell’oggetto d’interesse. Non dorme mai così profondamente da lasciarsi sorprendere, il minimo rumore la sveglia, e vede benissimo anche di giorno. L’ottima vista, grazie ai grandi occhi posti in posizione frontale, è associata ad una elevata mobilità del collo, che permette di muovere il capo in direzione orizzontale e verticale, ruotandolo anche di 280°. Questa mobilità compensa l’incapacità di ruotare gli occhi, e le movenze del capo permettono di assumere informazioni sulla posizione di un oggetto, variando il cosiddetto punto di osservazione.

Si nutre prevalentemente di piccoli mammiferi, uccelli, anfibi ed insetti. Come molti rapaci notturni362306441.JPG è capace di ingurgitare, nella maggioranza dei casi, le prede intere. Le parti molli vengono digerite, mentre le parti dure (peli, piume, denti, ossa, gusci di insetti) vengono espulse sottoforma di “pallottole”, dette borre.

Dalla tradizione popolare la civetta è considerata un animale che porta sfortuna, al punto che molti si augurano che non canti sopra il proprio tetto. Nell'antica Grecia, invece, era considerata sacra per la dea Atena (da qui il nome scientifico del genere), dea della sapienza.

Ricorrdiamo che per la legge italiana è vietato detenere fauna selvatica perché è considerato furto ai danni dello Stato (punibile anche penalmente); segnalare e consegnare invece ai volontari delle associazioni ambientaliste animali selvatici feriti è un bel gesto di solidarietà e di civiltà.



Vedi anche il recupero a luglio dell’Upupa