02/02/2009

Parco Pozzi: le norme non prevedono potature selvagge

Il Parco Pozzi è spogliato quasi completamente del verde senza ragione.

Da Il Mattino, 02/02/2009 (di Nicola Rosselli)

Al centinaio di querce secolari sottoposte a potatura radicale si aggiungono anche una decina di altre piante dello stesso tipo inspiegabilmente abbattute e con esse anche qualche pino.

Siamo alla "macelleria naturalistica" nel parco pozzi di Aversa e le associazioni ambientaliste fanno sentire, anche se irrimediabilmente in ritardo, la propria voce. «Non c'è bisogno di essere grandi esperti in materia di piante o nel settore giuridico. Ad Aversa il consiglio comunale ha approvato, circa dieci anni fa, su nostra proposta un regolamento che tutela il verde e dovrebbe anche farlo applicare». Ad affermarlo Alessandro Gatto, aversano, del direttivo regionale del Wwf, che intende far luce sulla kafkiana vicenda delle querce secolari ridotte a scheletrici fusti, presenti nel Parco Pozzi. Una potatura radicale che ha fatto gridare allo scandalo buona parte della città, mentre si registra il solito silenzio da parte dell'amministrazione, se si eccettua una promessa di "accertamenti" da parte dell'assessore al ramo Nicola de Chiara.

Lo stesso de Chiara, da quanto si è appreso, avrebbe convocato per oggi il responsabile del settore a cui fa capo il "verde urbano", il dirigente comunale Ciro Navarra. «Al momento - continua Gatto - quell'atto del consiglio comunale rimane l'unico riferimento normativo in materia. Il regolamento al capitolo "potature" prevede che non si vada al di là di sfrondature o rimonda, eliminazione dei rami secchi. Sulla potatura degli alberi ci sono diverse scuola di pensiero, ma il taglio drastico ha più senso quando si parla di alberi da frutto, non per il verde urbano».

Insomma, per l'esponente dell'associazione ambientalista sembrerebbero esserci forti dissonanze tra quanto avvenuto nel parco Pozzi, dove quelle querce potrebbe essere irrimediabilmente perdute, e quanto prevede il regolamento tutt'ora vigente e che «solo un ulteriore passaggio in consiglio comunale potrebbe modificare. Circostanza che fino ad oggi non si è verificata». Gatto conclude ricordando che ha chiesto da tempo all'assessore de Chiara di convocare la consulta per l'ambiente dove discutere di quanto è avvenuto.

Ma, intanto, ieri mattina, nel parco Pozzi, quei pochi che vi si aggiravano nello scenario di degrado e desolazione, lontano anni luce da come la Regione Campania lo aveva consegnato all'amministrazione comunale nel 1990, si recitava una sorta di ossessiva giaculatoria: «Questa amministrazione sembra che valuti gli alberi come nemici da abbattere». L'opinione pubblica aversana, ma soprattutto i frequentatori del parco Pozzi, in massima parte anziani e praticanti il footing, sono convinti che dietro tutto questo ci sia, al di là delle voci che vogliono alcuni interessati alla legna, una scarsa sensibilità verso il verde. In pochi mesi sono stati tagliati pini in via Caravaggio, querce in piazza Mazzini fino allo scempio di queste ultime settimane. Che il verde fosse divenuta un'ossessione per il centro destra aversano?

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19/01/2009

Aversa, otto pini da abbattere in via Caravaggio

Per il Comune sono instabili e rischiano di cadere. Residenti e ambientalisti chiedono un rinvio

Da Il Mattino, 19/01/2009 (di Anna Sgueglia)

Saranno abbattuti a partire da oggi gli otto pini che in filare costeggiano via Caravaggio. La notizia si è diffusa nella giornata di ieri con degli avvisi attaccati ai fusti degli alberi destinati ad essere sradicati.

All'origine del provvedimento, secondo quanto recita la nota a firma del dirigentepini.jpg dell'area lavori pubblici, Ciro Navarra, l'inserimento degli alberi «nella classe D» ossia a rischio di schianto. Le operazioni per l'abbattimento dei pini piantati con l'autorizzazione dei condomini alla fine degli anni '60 a parco Coppola, allora parco privato, dureranno sette giorni lavorativi nel corso dei quali, recita l'avviso «si invita la cittadinanza ad agevolare il corso delle attività, non parcheggiando le auto nell'area di intervento».

Quello di via Caravaggio è solo l'ultimo provvedimento che investe un campo delicato, quale quello del verde pubblico in cui gli interventi di manutenzione sembrano ridotti al lumicino, mentre i sempre più frequenti provvedimenti drastici come la recente potatura radicale degli alberi del parco Pozzi accendono polemiche. E all'abbattimento dei pini di via Caravaggio dovrebbe far seguito un analogo provvedimento previsto per alcune palme attaccate dal punteruolo rosso, come era già accaduto tempo fa in piazza Municipio.

«L'indirizzo è quello di recuperare tutte le piante che posso essere recuperate» sostiene l'assessore al ramo De Chiara. Intanto, come prevede il Regolamento per la tutela e l'incremento del verde urbano approvato ormai 10 anni fa, lì dove non è possibile salvare le piante bisognerebbe reintegrarle con nuovi alberi. Per Alessandro Gatto del direttivo regionale del WWF «i più adatti sarebbero i lecci, mentre i pini con le loro radici subsuperficiali possono dare problemi al manto stradale, ma senza voler essere estremisti del verde e tenendo conto dei problemi di sicurezza, gli abbattimenti vanno fatti con criterio».

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