18/11/2009

Recupero Gheppio

In data 16 Novembre la nostra attivista Anna Maria De Rosa ha recuperato e trasportato un esemplare femmina di Gheppio (Falco tinnunculus) presso l’Ospedale Veterinario “Frullone” di Napoli. Il falchetto, a cui è stato dato il nome di “Pina”, è stato trovato a Grazzanise (CE): presentava una frattura alle ali che gli impediva di volare.

Adesso verrà sottoposto alle cure dei veterinari dell’Ospedale Frullone, che, lo ricordiamo, si tratta di un centro veterinario dell’ASL NA1 dove vengono gratuitamente curati gli animali feriti, sia domestici che selvatici. Il centro si trova in via Toscanella (Zona Ospedaliera), tel: 0812549596.

 

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Il gheppio è uno dei rapaci più diffusi e più piccoli nell'Europa centrale, misura, infatti, appena 35 centimetri di lunghezza per 70-90 centimetri di apertura alare. Ha colore bruno-rossiccio e macchie scure sul dorso. Più che in altre specie, i gheppi mostrano un marcato dimorfismo sessuale. La caratteristica più notevole è che i maschi hanno la testa di colore grigio chiaro, le femmine invece sono uniformemente di colore rosso mattone. In entrambi i sessi le zampe sono gialle, mentre gli artigli sono neri.

L'epiteto specifico del nome scientifico, tinnunculus, tradotto letteralmente significa "che risuona", "che tintinna"; ciò è probabilmente dovuto al suo verso, che assomiglia ad un ti ti ti ti. Come tutti i falconiformi, il gheppio è dotato di 15 vertebre nel collo che gli permettono di girare il capo di 180° e di osservare appollaiati su un albero una preda fino a 220° senza doversi muovere. Si nutre roditori, insetti vari, lucertole, piccoli serpenti ed uccelli, quali storni, passeri ed allodole.

Molti conoscono il gheppio poiché ha conquistato le città come proprio ambiente e si caratterizza per il suo originale volo oscillante; a differenza di altri rapaci, infatti, sbatte le ali frequentemente. Ma la caratteristica più evidente è il cosiddetto volo a "Spirito Santo", durante il quale si mantiene totalmente fermo in aria, con piccoli battiti di ali e con la coda aperta a ventaglio, sfruttando il vento per mantenersi stabile ed osservare il suolo in cerca di prede.

 

Al fine di una maggiore e puntuale informazione si ricorda che la fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato e pertanto soggetta a regime giuridico tipico di questi beni.