15/10/2011

Comunicato stampa sull'inceneritore a Giugliano

"Siamo assolutamente contrari – dichiara Alessandro Gatto, presidente regionale del Wwf Campania - al via libera della provincia di Napoli alla costruzione di un impianto tra Giugliano e Villa Literno per smaltire le 'ecoballe' di Taverna del Re". Innanzitutto perché il Wwf è contrario ad ogni forma di incenerimento dei rifiuti per evitare ulteriori inquinamenti dell’atmosfera, del suolo e delle acque che potrebbero essere evitati con soluzioni diverse dall’incenerimento. Poi perché quelle “ecoballe” contengono rifiuti non meglio definiti. Si tratta di rifiuti non omogenei e indifferenziati. Potrebbero esserci anche grosse quantità di rifiuti pericolosi o che diventano pericolosi durante la combustione.

La provincia di Napoli ha approvato un documento, spedito alla Regione Campania, dove conferma la scelta del presidente Stefano Caldoro viene invitato ad attivarsi per la realizzazione di un inceneritore che andrà ulteriormente a peggiorare le condizioni ambientali di un territorio già pesantemente inquinato da rifiuti tossici e rifiuti ordinari".

"Un territorio – continua Stefano Franciosi, presidente del Wwf Lago Patria - quello di Giuglliano e di Villa Literno già pesantemente provato da tantissimi fattori di inquinamento ambientale. Nel documento della provincia di Napoli abbiamo appreso che c’è esigenza che la Regione Campania, o un Commissario all’uopo nominato dal Presidente della Regione, predisponga in tempi brevissimi, oltre a tutte le azioni necessarie a chiarire gli aspetti giuridico-amministrativi relativi alla definizione della 'proprietà' di tali rifiuti, anche un avviso per la manifestazione d’interesse alla realizzazione di un impianto di trattamento termico per lo smaltimento dell’intero ammontare di tali rifiuti".

"Da questo si evince – conclude Francesco Autiero, presidente del Wwf agro aversano - come sia ancora tutta da definire anche la strada corretta da seguire. Non vorremmo che si facessero 'forzature' per imporre, ancora una volta, una scelta fallimentare e sbagliata nonché nociva e pericolosa per la salute dei cittadini e dell’ambiente".

23/06/2009

Recupero funa selvatica: Gheppio

Questa mattina ci è stato consegnato un esemplare femmina di Gheppio (Falco tinnunculus), un piccolo falco che non riesce a volare e che è stato recuperato a Giugliano in Campania (NA) in seguito ad uno schianto avvenuto contro i vetri di uno stabile nei pressi della stazione ferroviaria.
L’uccello purtroppo ha difficoltà nel tenere il capo eretto e presenta anche un deficit alla vista, probabilmente ha riscontrato un forte trauma in seguito all’urto avvenuto mentre stava cacciando un altro uccello; tra l’altro in queste condizioni non riesce ad alimentarsi, neanche in modo forzato. Faremo tutto il possibile comunque per salvarlo e riabilitarlo.

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Il gheppio è uno dei rapaci più diffusi e più piccoli nell'Europa centrale, misura, infatti, appena 35 centimetri di lunghezza per 70-90 centimetri di apertura alare. Ha colore bruno-rossiccio e macchie scure sul dorso. Più che in altre specie, i gheppi mostrano un marcato dimorfismo sessuale. La caratteristica più notevole è che i maschi hanno la testa di colore grigio chiaro, le femmine invece sono uniformemente di colore rosso mattone. In entrambi i sessi le zampe sono gialle, mentre gli artigli sono neri.
L'epiteto specifico del nome scientifico, tinnunculus, tradotto letteralmente significa "che risuona", "che tintinna"; ciò è probabilmente dovuto al suo verso, che assomiglia ad un ti ti ti ti. Come tutti i falconiformi, il gheppio è dotato di 15 vertebre nel collo che gli permettono di girare il capo di 180° e di osservare appollaiati su un albero una preda fino a 220° senza doversi muovere. Si nutre roditori, insetti vari, lucertole, piccoli serpenti ed uccelli, quali storni, passeri ed allodole.
Molti conoscono il gheppio poiché ha conquistato le città come proprio ambiente e si caratterizza per il suo originale volo oscillante; a differenza di altri rapaci, infatti, sbatte le ali frequentemente. Ma la caratteristica più evidente è il cosiddetto volo a "Spirito Santo", durante il quale si mantiene totalmente fermo in aria, con piccoli battiti di ali e con la coda aperta a ventaglio, sfruttando il vento per mantenersi stabile ed osservare il suolo in cerca di prede.