23/06/2009

Recupero funa selvatica: Gheppio

Questa mattina ci è stato consegnato un esemplare femmina di Gheppio (Falco tinnunculus), un piccolo falco che non riesce a volare e che è stato recuperato a Giugliano in Campania (NA) in seguito ad uno schianto avvenuto contro i vetri di uno stabile nei pressi della stazione ferroviaria.
L’uccello purtroppo ha difficoltà nel tenere il capo eretto e presenta anche un deficit alla vista, probabilmente ha riscontrato un forte trauma in seguito all’urto avvenuto mentre stava cacciando un altro uccello; tra l’altro in queste condizioni non riesce ad alimentarsi, neanche in modo forzato. Faremo tutto il possibile comunque per salvarlo e riabilitarlo.

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Il gheppio è uno dei rapaci più diffusi e più piccoli nell'Europa centrale, misura, infatti, appena 35 centimetri di lunghezza per 70-90 centimetri di apertura alare. Ha colore bruno-rossiccio e macchie scure sul dorso. Più che in altre specie, i gheppi mostrano un marcato dimorfismo sessuale. La caratteristica più notevole è che i maschi hanno la testa di colore grigio chiaro, le femmine invece sono uniformemente di colore rosso mattone. In entrambi i sessi le zampe sono gialle, mentre gli artigli sono neri.
L'epiteto specifico del nome scientifico, tinnunculus, tradotto letteralmente significa "che risuona", "che tintinna"; ciò è probabilmente dovuto al suo verso, che assomiglia ad un ti ti ti ti. Come tutti i falconiformi, il gheppio è dotato di 15 vertebre nel collo che gli permettono di girare il capo di 180° e di osservare appollaiati su un albero una preda fino a 220° senza doversi muovere. Si nutre roditori, insetti vari, lucertole, piccoli serpenti ed uccelli, quali storni, passeri ed allodole.
Molti conoscono il gheppio poiché ha conquistato le città come proprio ambiente e si caratterizza per il suo originale volo oscillante; a differenza di altri rapaci, infatti, sbatte le ali frequentemente. Ma la caratteristica più evidente è il cosiddetto volo a "Spirito Santo", durante il quale si mantiene totalmente fermo in aria, con piccoli battiti di ali e con la coda aperta a ventaglio, sfruttando il vento per mantenersi stabile ed osservare il suolo in cerca di prede.

11/06/2009

Recupero pappagallo "Ara ararauna"

Questa mattina abbiamo recuperato un pappagallo appartenente alla specie Ara ararauna (Ara giallo-blu) presso il convento francescano “S. Maria degli Angeli” di MaranoPhoto-0538.jpg di Napoli. L’ara, un esemplare maschio di circa 4 anni, si trovava in una voliera all’interno del convento ed era allevato dai padri francescani i quali ci hanno contattato perché intenzionati a garantire all’animale una sistemazione migliore. Le operazioni di recupero sono state condotte da Francesco Autiero a dal dottore veterinario Adriano Argenio, direttore dell’Oasi WWF Lago di Conza (AV), che si occuperà anche del trasferimento presso il Centro Recupero Animali Selvatici Esotici (CRASE) del WWF a Semproniano (GR).

Ara_ararauna.jpgL'Ara Ararauna è un pappagallo originario del Sud America, può raggiungere i 90 cm totali di lunghezza e presenta un piumaggio con colorazioni diverse che vanno dal giallo al blu, un becco molto robusto (ad uncino) ed un carattere vivace e curioso. Conduce una vita abbastanza lunga: alcuni esemplari possono arrivare fino a 80 anni di età.
E' una specie ancora comune, ma tendenzialmente in declino a causa della cattura per il commercio, ma soprattutto a causa della distruzione della foresta tropicale.