21/12/2011
Aversa città sostenibile
Ad Aversa è possibile pensare ad un nuovo modello di sviluppo, più attento al benessere dei cittadini attraverso la sostenibilità ambientale delle azioni e delle scelte. Lo sviluppo sostenibile ad Aversa deve essere declinato nella visione politica futura della città. Deve essere parte integrante e quindi prerequisito della politica e non più una semplice “ciliegina” da apporre, quando serve, per “rinverdire” una gestione che di sostenibile ha poco o nulla. Le scelte in campo di urbanistica, mobilità, gestione dei rifiuti, energia, e così via devono avere tutte un filo comune che vada nella direzione della bellezza, dell’armonia con l’ambiente e della felicità dei cittadini a partire dai più piccoli e dai più bisognosi. Solo così si può attuare il modello di sviluppo sostenibile. Partendo da una nuova sensibilità nell’operare la gestione della città.
Iniziando dall’urbanistica si può dire che essa, in quanto “arte di organizzare e gestire gli agglomerati urbani”, deve contemperare nello spazio (ambiente) desideri, esigenze e diritti dei cittadini. Cittadini che, tuttavia, possono, come singoli o in forma organizzata, esprimere anche desideri illegittimi, ad esempio appropriarsi di spazi destinati ad uso pubblico o praticando l’abuso edilizio. L’urbanistica, rispettosa dell’ambiente e dei diritti dei cittadini, deve necessariamente discernere tra richieste legittime e richieste illegittime.
In questo senso messaggi del genere costituiscono delle linee guida chiare per un’Amministrazione che non ricerca semplicemente la mediazione degli interessi ma che sia anche attenta al risultato delle mediazioni, ovvero alla qualità ambientale e civica che ne risulta.
Il passaggio fondamentale del miglioramento e protezione dell’ambiente urbano, non è una novità, lo si attua con strumenti urbanistici di pianificazione territoriale, prima era denominato Piano Regolatore Generale (P.R.G.), ora Piano Urbanistico Comunale (P.U.C.). Per quanto attiene a questo strumento generale si deve avere una maggiore attenzione a quelle che sono le esigenze ambientali di miglioramento della qualità della vita nell’ambito “dell’ecosistema urbano”. La pianificazione territoriale ed urbanistica deve tener conto non solo della città come agglomerato di edifici pubblici e privati, abitazioni, costruzioni industriali e produttive, strade, aree di sosta, piazze ed aree verdi agricole sparse qua e la ma deve guardare alla città come ecosistema. Così come le Scienze ci insegnano l’ecosistema è un insieme di esseri viventi (non solo l’essere umano) che vivono ed interagiscono tra loro e con l’ambiente fisico (aria, acqua, suolo, edifici, strade e così via), seguendo delle specifiche relazioni biologiche, chimiche e fisiche.
Vediamo qui di seguito alcuni dei suggerimenti pratici che potrebbero essere utili alla declinazione pratica delle politiche di sviluppo sostenibile ad Aversa.
- Piano rifiuti: innanzitutto si deve applicare il concetto della decrescita felice alla produzione di rifiuti. Meno sprechi, meno consumismo e meno usa e getta si traduce in meno rifiuti e più felicità per i cittadini. Ma la riduzione dei rifiuti si attua con dei piani strategici in cui si fissano tempi e modi precisi su come si perseguono gli obiettivi prefissati. Un esempio di strategia per la riduzione degli imballaggi a perdere in plastica è la “casa dell’acqua pubblica”: il comune potrebbe mettere in piedi un progetto in cui si realizzano uno o più punti vendita di acqua pubblica adeguatamente depurata ed offerta al prezzo politico di 5 centesimi al litro. Ovviamente la distribuzione deve essere con il sistema delle bottiglie riutilizzabili più e più volte. Altri esempi potrebbero essere di incentivare e favorire tutti quei commercianti che volessero sceglierela distribuzione delle merci con i sistemi alla spina, sfusi, senza imballaggi o con il sistema del vuoto a rendere. Poi si passa alla raccolta differenziata “porta a porta” con l’unico obiettivo del riciclaggio della materia.
- Piano mobilità: Obiettivo di “demotorizzazione ragionata” del 10% di strade e piazze di Aversa (cioè creazione di aree pedonali o a traffico limitato ai residenti e mezzi di soccorso, realizzando, al contempo una serie di servizi integrativi e di supporto (aree di sosta, mezzi di trasporto pubblici, piste ciclabili, e così via) a tale provvedimento che non sia un mero divieto al transito ma che possa coniugare esigenze e richieste di tutti i fruitori della città).
- Piano del verde: Più aree verdi ed alberi in città che siano orientate alla scelta delle specie autoctone. Questo punto potrebbe sembrare per molti professionisti del settore e per molti cittadini al massimo come elemento decorativo e di miglioramento estetico del paesaggio urbano. Ma questo è l’ultimo degli elementi di valutazione dell’importanza del verde in una città. In primo luogo si deve entrare nell’ottica che un albero in più, un prato in più, un’area verde in più in un ambiente urbano fa bene alla salute delle persone che vivono quel contesto, sia di passaggio, sia stabilmente. Basti pensare che un solo leccio (la caratteristica quercia sempreverde mediterranea) riesce a produrre una quantità di ossigeno, nell’arco del periodo di luce di una giornata (cioè durante il periodo fotosintetico), utile a soddisfare le esigenze di sana respirazione di ben otto esseri umani adulti. Lo stesso numero di alberi riescono ad assorbire una quantità di inquinamento atmosferico elevatissima, sottraendo sostanze dannose alla respirazione umana dall’atmosfera. L’elenco dei benefici degli alberi e del verde è davvero enorme e per brevità lo omettiamo in questa sede ma basti pensare, ancora, alla regolazione del microclima offerto dal mondo vegetale, del ciclo delle acque e così via, si intende subito che il valore dell’incremento delle aree verdi è di vitale importanza per una città.
- Piano di regolamentazione delle acque: Questo piano deve essere pensato in funzione delle stagioni di maggiore caduta di acque meteoriche (piogge). Un approccio culturale sulla regolamentazione delle acque deve essere sempre presente nelle scelte e nella pianificazione urbanistica che tenga conto del rispetto dell’ambiente. In questo senso l’intero territorio comunale deve essere suddiviso in base alla permeabilità del suolo. L’obiettivo è di bilanciare la quantità di territorio a substrato permeabile (suolo agricolo, suolo di aree verdi, suolo adibito ad attività sportive all’aperto e così via) e quella a substrato impermeabile (suolo coperto da edifici, piazze, parcheggi, strade e così via). Potrebbe essere utile, ad esempio, pavimentare le aree di sosta ed altre aree pubbliche con le “mattonelle forate” che lascino crescere l’erba e che consentano la permeazione dell’acqua meteorica.
- Piani di recupero del centro storico. Il piano di recupero del centro storico nasce con la legge 457/1978, come espressione di una elevata sensibilità verso il patrimonio architettonico dei centri storici alla cui bellezza ed armonia facevano riscontro periferie sempre più anonime e sempre meno vivibili. Il recupero del centro storico deve essere visto, sul serio, come portatore di benefici sociali in termini di incremento della qualità della vita e di rinascita ambientale che sia rispettosa delle particolarità urbanistiche, architettoniche e paesaggistiche tipiche di un luogo. In questo senso al recupero del centro storico, in timida fase di attuazione da parte delle istituzioni (Comune, Chiesa, ecc.), deve essere sostenuta anche quella realizzata da soggetti privati.
- Sistema di trasporto urbano pubblico: Questo punto rientra nel discorso del Piano Urbano del traffico (P.U.T.). Sembra davvero indispensabile implementare e capillarizzare un sistema efficiente di trasporto pubblico teso a disincentivare l’uso del mezzo privato. E’ ovvio che se il cittadino trovi più conveniente spostarsi con il mezzo pubblico o, meglio ancora, con la bicicletta all’interno del tessuto urbano, si ottengono forti ripercussioni positive sulla riduzione dell’inquinamento atmosferico, dell’inquinamento acustico e della congestione del traffico veicolare. In questo senso è indispensabile pensare ad una rete di piste ciclabili e un sistema integrato bici-treno, bici-autobus e bici-metro.
- Piano energetico comunale: che privilegi e diffonda l’efficientamento energetico, le corrette coibentazioni per il risparmio energetico sia per il riscaldamento, sia per il raffrescamento, le fonti energetiche alternative (solare fotovoltaico e solare termico). Perché non sostenere, laddove possibile, anche il microeolico, e così via. Potremmo suggerire, per l’illuminazione stradale, l’istallazione di nuove luci “a led”, una tecnologia innovativa ed efficace sul fronte del risparmio energetico. Con le lampade a led, infatti, si può ottenere un risparmio di consumi energetici fino al 51% che corrisponde alla diminuzione di anidride carbonica, ad una maggiore durata delle lampade e a minori costi di manutenzione.
Dott. Alessandro Gatto
(Presidente del WWF Campania)
19:05 Scritto da: Francesco Autiero in WWF | Link permanente | Commenti (0) | Tag: aversa, wwf aversa, wwf agro aversano, wwf alessandro gatto | |
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08/03/2010
Quando partirà la raccolta differenziata ad Aversa?
Quando partirà la raccolta differenziata, con il metodo del “porta a porta” e/o di prossimità ad Aversa? Quanto tempo ancora dovranno aspettare gli aversani affinché inizi questo modello di civiltà applicato alla raccolta dei rifiuti? VORREMO CONOSCERE PROPRIO IL GIORNO PRECISO, visto che era stato promesso che nel mese di marzo 2010 sarebbe partito il servizio su tutta la città con la nuova ditta che dovrà subentrare al posto dell’ex consorzio Geo Eco, confluito poi nel consorzio unico voluto dal Governo Nazionale all’indomani della profonda crisi emergenziale del recente passato.
Rivolgiamo questa semplice domanda al Signor Sindaco di Aversa ed alla Sua Amministrazione comunale, non tanto in chiave polemica o critica, ma semplicemente per sapere con chiarezza quando entrerà in vigore il progetto voluto dall’attuale Amministrazione comunale di cui si è tanto parlato attraverso i mezzi di comunicazione.
Siamo convinti, noi del WWF, che gli aversani sono più che pronti ad iniziare questo scatto di civiltà, vista l’enorme affluenza che si è registrata (con un recente progressivo calo di affluenza) presso i due siti (per favore non chiamiamoli isole ecologiche, che sono tutt’altro) provvisori di raccolta differenziata (presso il vecchio istituto scolastico abbandonato in Piazza Don Diana e l’altro presso il Palazzetto dello sport).
Più passa il tempo e più la popolazione, ovviamente, si stancherà di fare questo tipo di raccolta differenziata, perché il sistema ideale è conferire i rifiuti separati nei pressi della propria abitazione, così come sta funzionando in tante altre città della Campania, anche più grandi e complicate di Aversa. Inoltre è indispensabile che si attui la politica premiante per chi meglio fa la raccolta differenziata. Ci sono vari sistemi per poter premiare i cittadini e le famiglie che si comportano bene: soprattutto riducendo l’enorme tassa sui rifiuti che vediamo aumentare di anno in anno sempre più. Quella che oggi è una tassa imposta senza tener presente della tipologia di famiglia e dei sistemi di riduzione a monte dei rifiuti e della raccolta differenziata che si applica in quel nucleo familiare, deve diventare una TARIFFA (oggi questa competenza è affidata alle province, in ogni caso è indispensabile avviare una “pressione politica” adeguata per ottenere il metodo di tariffazione più moderno e democratico), che si calcola in base ad una serie di fattori scientificamente misurabili, senza furbizie ovviamente. Ben vengano anche la creazione di vere e proprie ISOLE ECOLOGICHE ad Aversa perché se ne ha davvero bisogno. Anche su queste isole gradiremmo conoscere i tempi di realizzazione. Le risposte a queste domande devono essere fornite pubblicamente dall’Amministrazione, affinché tutti gli aversani possano apprendere con chiarezza.
Per esempio si potrebbe organizzare un incontro pubblico, una giornata di divulgazione sulla raccolta differenziata o altro/i evento/i del genere.
Stiamo ancora aspettando, Signor Sindaco, e potremo esaltare il Suo operato solo quando vedremo concretamente i fatti. Al momento ci sono solo buone intenzioni.
Dott. Francesco Autiero, presidente WWF Agro Aversano-Napoli nord e Litorale Domizio
Dott. Alessandro Gatto, referente del Settore rifiuti del WWF Campania
13:23 Scritto da: Francesco Autiero in Rifiuti | Link permanente | Commenti (0) | Tag: raccolta differenziata aversa, differenziata aversa, rifiuti aversa, wwf agro aversano | |
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01/07/2009
Partecipazione AWOP Festival
La nostra associazione è partner di un evento che si svolgerà a Villaricca (NA) il 3-4-5
luglio: l’AWOP Festival. Si tratta di una rassegna di tutte le arti nel nome della pace, in cui si svolgeranno concerti, performance ed esposizioni di opere di ogni genere (poesia, pittura, cinema, fumetti). Un messaggio lanciato da una terra patria delle ecomafie e degli abusi di ogni tipo, che vuole rinascere attraverso l'arte e la cultura.
La manifestazione si svolgerà nel centro storico dalle 10:00 alle 24:00; presso il nostro stand (presente dopo le 18:00 di venerdì e domenica nel cortine della biblioteca comunale) ci occuperemo di sensibilizzazione alla raccolta differenziata. Venite a trovarci!
20:35 Scritto da: Francesco Autiero in Stand in Piazza | Link permanente | Commenti (1) | Tag: awop festival villaricca, festival villaricca, wwf napoli nord, wwf napoli, wwf agro aversano | |
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14/05/2009
Aversa: a quando la consulta per l'ambiente?
Il Co.Sa.Dir.Ci. ed il WWF chiedono al Sindaco di Aversa di ricostituire e riconvocare al più presto la Consulta Comunale per la difesa dell'ambiente. Si tratta di una commissione consultiva già esistente, che però non viene convocata da troppo tempo. Ne fanno parte i portavoce di alcune Associazioni Cittadine che si occupano di ambiente e di salvaguardia del territorio.
Già da diversi mesi stiamo chiedendo, dichiarano i Dirigenti del CO.SA.DIR.CI. e del WWF, di poterci riunire in maniera ufficiale, alla presenza del Sindaco, dei suoi delegati (gli Assessori con le deleghe al settore ambiente e verde urbano) e dei Consiglieri Comunali che fanno parte delle commissioni consiliari che si interessano dell'ambiente.
A tutt’oggi, continuano gli esponenti delle due Associazioni, non abbiamo avuto nessuna convocazione, sebbene ci fossero state svariate promesse da parte del Sindaco e dei due Assessori al ramo "ambiente ed ecologia" e "verde urbano" di una prossima convocazione.
I temi ambientali da trattare in consulta dell'ambiente sono davvero tanti e preoccupanti, per i quali, al momento, si adombrano solo promesse di soluzione proiettate in un prossimo futuro. Alla Consulta per l’ambiente possono partecipare tutte le Associazioni regolarmente iscritte all’Albo Comunale, ed aventi nel loro statuto l’obiettivo o gli obiettivi di salvaguardare l’ambiente, di occuparsi di ecologia e di protezione del territorio e della natura. E’ uno strumento di alta partecipazione democratica e costruttiva per l’intera città.
La mentalità discriminatoria ed un comportamento autoreferenziale di chi fa politica ad Aversa non ha dato sinora alcun frutto. Anche per questo il CO.SA.DIR.CI. ed il WWF non vogliono più accettare un confronto che si esaurisca in posizioni distanti o peggio contrapposte. I problemi della città sono tanti, le Amministrazioni non riescono a risolverne nessuno e le nostre Associazioni, quotidianamente sollecitate dai cittadini inferociti per la città sporca ed invivibile, chiedono un incontro chiarificatore con l’Amministrazione ed i Consiglieri Comunali. La gente è stufa e non si rivolge neanche più a chi ha eletto. E questo è un segnale che non può essere trascurato.
20:00 Scritto da: Francesco Autiero in Appelli e Comunicati, Rifiuti | Link permanente | Commenti (0) | Tag: cosadirci aversa, wwf agro aversano, consulta ambiente aversa | |
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