06/10/2011

Rifiuti: gli inceneritori sono una soluzione giurassica

Come ci chiede l’UE, occorre innanzitutto puntare su prevenzione e riciclo, anche in Campania

Il WWF ricorda che gli inceneritori non sono l’unica soluzione per un ciclo dei rifiuti efficiente

“La gestione dei rifiuti non può essere risolta con un’unica soluzione, tanto più se l’unica misura individuata è l’inceneritore. Una corretta politica richiede innanzitutto un programma di prevenzione, come ce lo chiede l’Unione Europea, e un sistema di riciclaggio che, per quanto riguarda i rifiuti urbani, deve raggiungere il 50% di plastica, metalli, vetro e carta, arrivando così ad una percentuale complessiva di raccolta differenziata del 65%. Di fronte a questi obiettivi, si può dire che ormai l’incenerimento dei rifiuti rappresenta una soluzione jurassica”. Così Stefano Leoni, presidente del WWF Italia interviene nel dibattito sulla gestione dei rifiuti in Campania.

“Come dimostra l’esperienza di Acerra – continua Leoni - per realizzare un inceneritore occorrono 10 anni e questo significa che dobbiamo prendere atto dell’esistenza di discariche di ecoballe di cui non conosciamo la composizione attuale, tantomeno potremo conoscerne quella che avranno nel 2020. Ci sembra quindi che la politica dell’inceneritore sia non solo a dir poco azzardata per la salute umana e per l’ambiente ma soprattutto un enorme spreco di soldi dei cittadini”.

Il WWF Campania da anni si occupa dei rifiuti puntanto di riduzione e riciclo.

17:20 Scritto da: pandaaversa (Webmaster) in Rifiuti | Link permanente | Commenti (0) | Tag: inceneritore acerra, wwf rifiuti, wwf campania rifiuti, wwf acerra | |  Facebook | |

03/06/2010

1' Convegno "Rifiuti, salute e stili di vita"

Locandina web.jpgIl “WWF Agro Aversano-Napoli nord e Litorale Domizio” in partnership con le Associazioni di volontariato “AVIS Carinaro” e “Sinistra 2000”, organizza un convegno dal titolo “RIFIUTI, SALUTE E STILI DI VITA” con medici ed esperti del settore ambiente per discutere dei rischi per la salute connessi all’inquinamento da rifiuti e delle strategie di miglioramento della qualità della vita.

 

L’incontro si terrà a Carinaro, l’11 Giugno 2010, alle ore 18:00, presso la sala conferenze della Chiesa di Sant’Eufemia.

 

Interverranno: dott. Alessandro Gatto (presidente del WWF Campania), dott. Antonio Marfella (Oncologo, Tossicologo presso l’Istituto G. Pascale di Napoli).

Apertura del poeta Sossio Bencivenga.

Modera l’incontro: dott. Francesco Autiero (presidente del WWF Agro Aversano-Napoli nord e Litorale Domizio).

 

Siete tutti invitati a partecipare. Non mancate!

 

La brochure dell'evento >>

Il manifesto >>

L'opuscolo "Meno e meglio" >>

12 Giugno 2010: riuscito il 1' Convegno "Rifiuti, salute e stili di vita"

Il primo convegno "RIFIUTI SALUTE E STILI DI VITA", organizzato dal WWF Agro Aversano-Napoli nord e Litorale Domizio, dichiara il dott. Francesco Autiero, Presidente del WWF locale e moderatore dell'incontro, ha visto la partecipazione di un centinaio di persone a Carinaro, presso la sala convegni della Chiesa di S. Eufemia.
Tra gli altri si è avuto anche il contributo del Sindaco di Carinaro, dott. Mario Masi e di Assessori e consiglieri dello stesso comune, oltre che di tanti cittadini di tutto il comprensorio aversano e nord napoletano.
L'apertura dei lavori è stata eseguita da Sossio Bencivenga, storico attivista volontario del WWF, che ha recitato una bellissima poesia ambientalista e poi un discorso generale sullo stato di distruzione del nostro ambiente.
Si è discusso del problema sanitario legato all'inquinamento da rifiuti tossici e speciali sversati nel territorio dell'agro aversano e nell'area di Giugliano.
Gli interventi prima del dott. Alessandro Gatto (biologo ambientale e Presidente del WWF Campania) e poi del dott. Antonio Marfella (Oncologo e farmacologo dell'Istituto Pascale di Napoli), hanno evidenziato come il problema dell'inquinamento ambientale sia strettamente correlato all'aumento di alcune patologie.
Gatto ha illustrato l'impegno esattamente ventennale del WWF nell'agro aversano e nell'area a nord di Napoli per cercare di denunciare e frenare il fenomeno dello sversamento abusivo di rifiuti e dello smaltimeto illecito degli stessi (con pratiche pericolosissime come l'incenerimento e lo sversamento in discariche non specializzati di rifiuti pericolosi e speciali).
Marfella, invece si è soffermato sull'analisi dell'incidenza di alcuni tipi di tumori che stanno aumentando esponenzialmente proprio nei territori dell'avesano e del nord napoletano. Questi tumori, ha spiegato Marfella, sono di chiara matrice ambientale, come ad esempio il tumore alla vescica.
Il convegno aveva anche il senso di portare qualche proposta operativa per la soluzione anche parziale del problema. In primo luogo è stato distribuito l'opuscolo "Meno e Meglio" (allegato al presente comunicato), per offrire spunti pratici a tutti i cittadini per iniziare pratiche quotidiane di riduzione dei rifiuti.
Poi è stato concluso l'incontro da Alessandro Gatto con la proposta dell'agricoltura "NO FOOD", ossia il progetto di riconvertire le zone inquinate dei territori dell'aversano e del giuglianese da agricole per la produzione di alimenti per uso umano e/o animale (PRO FOOD) verso un agricoltura che non sia più destinata all'alimentazione umana e/o animale (NO FOOD), come ad esempio canapa, lino, cotone, pioppeti, fiori, ecc. per contniuare un'economia agricola tendando anche di offrire un parziale inizio di bonifica dei territori inquinati che altrimenti dovrebbero restare incolti ed improduttivi.

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19/02/2009

Manifestazione a Napoli per un piano "Rifiuti Zero"

CAMPANIA: ADDIO ALLA RACCOLTA DIFFERENZIATA?

Domani pomeriggio, ore 17:00, parteciperemo a Napoli (piazza del Gesù) ad una importante manifestazione internazionale per un piano “Rifiuti Zero” esteso a tutta la Campania. Dopo la frettolosa recente apertura delle mega-discariche di Savignano Irpino, Sant’Arcangelo Trimonte e, per ultima, Chiaiano è sempre più evidente quanto scellerate siano le scelte di indirizzo dei vari Decreti Rifiuti in termini di spaventoso sperpero di danaro pubblico, nocività e aggressione selvaggia ed indiscriminata alle residue risorse agricolo-pastorizie della regione.

Il piano rifiuti governativo che si vuole attuare in Campania prevede impianti che a regime  saranno in grado di bruciare quasi tutti i rifiuti solidi urbani (RSU) prodotti in regione. Non si prevede quindi di portare la raccolta differenziata agli standard europei, ma di mantenerla all’attuale e assolutamente insufficiente 11%.

E’ quindi la fine della raccolta differenziata? Questo si chiede il WWF in occasione il V incontro internazionale Rifiuti Zero promosso da ZWIA_ZERO WASTE INTERNATIONAL ALLIANCE e GAIA_GLOBAL ANTI-INCINERATOR ALLIANCE e  appoggiato dal WWF,  in corso a Napoli in questi giorni.

“Stiamo ascoltando, in questo Convegno, esperienze importanti, da tutto il mondo, di una corretta gestione dei rifiuti, , mentre a noi campani, drogati dalla emergenza subita, tentano di farci passare come unica soluzione discariche ed inceneritori. Di fatto non vediamo nessun altro impegno e sbocco per le tante pratiche di differenziata che si stanno realizzando nella Regione” ha dichiarato Ornella Capezzuto presidente del WWF Campania.

Tutta la normativa comunitaria e italiana è fondata su pochi principi chiari che si possono così riassumere: va in discarica (o all’incenerimento con recupero energetico) tutto quello che non è altrimenti recuperabile. Nel momento in cui un piano di gestione prevede un sistema basato, anche in futuro, su impianti d’incenerimento di dimensioni tali da assorbire la gran parte dei rifiuti prodotti e si autorizzano per legge questi impianti a smaltire il tal quale, di fatto si afferma che riduzione dei rifiuti, riciclaggio e recupero dei materiali non servono a niente. Peraltro chi pensa di bruciare 2.500.000 di tonnellate di RSU dovrebbe spiegare cosa pensa di fare delle almeno 800.000 tonnellate annue di ceneri e scorie prodotte da questi impianti, molte delle quali anche tossiche e nocive…

I dati APAT per la Campania dicono che ben oltre il 30%  dei rifiuti è composto da materie organiche e vegetali, quasi 25% da carta, quasi il 7% da vetro, non meno dell’11% da plastiche, oltre il 6% da tessili, il 5% da materiali legnosi, oltre il 3% da oggetti in metallo. Potenzialmente quindi attraverso la raccolta differenziata e il recupero dei materiali è possibile immaginare una drastica riduzione dei rifiuti da destinarsi a smaltimento. “Oggi si può dire che in prospettiva rischiamo di essere in una situazione paradossalmente ancora più delicata dove non ci sarà più alcun interesse a fare raccolta differenziata. Tutti gli inceneritori previsti, se realizzati, dovranno essere alimentati con l’intera produzione rifiuti delle Regione.

Si tratta di uno scacco matto, non solo alla raccolta differenziata ma anche a quel buon senso che in Europa governa le modalità di gestione e trattamento di rifiuti che possono costiture una risorsa, ma che in Italia continuano ad essere un affare per i soliti noti” ha scritto Gaetano Benedetto, Co-Direttore Generale del WWF Italia.