27/11/2011

Festa dell'albero a Parete

da bloq.it

Sabato 26 novembre 2011, la città di Parete ha festeggiato la “Giornata nazionale dell’albero”, con la posa di nuove piante nel parco verde della S.M.S. “M. Basile”. Lo scopo era sensibilizzare  gli alunni sull’importanza degli alberi nella nostra vita  e dell’importanza della salvaguardia del patrimonio boschivo italiano. L’iniziativa è stata promossa dall’assessorato all’ ambiente e alla pubblica istruzione di Parete, e ha visto la partecipazione degli alunni sia della scuola media “Basile ”,  sia quelli della scuola elementare “Don Milani”.

Presenti alla manifestazione il dirigente scolastico della scuola elementare, la dott.ssa Ersilia Ambrosino, il sindaco di Parete, Raffaele Vitale, l’assessore all’ambiente e alla pubblica istruzione, Raffaele Tessitore, il dottor Francesco Autiero, del WWF agro aversano, la dott.ssa Flora Della Valle, dirigente della regione Campania del settore tecnico-amministrativo provinciale Forestale Caserta, mentre era assente ingiustificata, il dirigente della scuola media Basile, la dott.ssa Rosaria Barone, e nessuna figura  istituzionale è stata delegata a rappresentarla. Erano presenti, inoltre, due agenti in rappresentanza del Corpo forestale dello Stato.

Dopo i saluti iniziali del sindaco, Raffaele Vitale, ha preso la parola l’assessore all’ambiente e alla pubblica istruzione, Raffaele Tessitore, che ha spiegato ai ragazzi l’importanza dell’evento, con una breve storia sulla festa dell’albero. È, poi, intervenuta la dott.ssa Flora Della Valle, che ha spiegato ai ragazzi  quanto sia fondamentale tutelare il patrimonio boschivo italiano. Con l’aiuto del collaboratore scolastico, Esposito Alberto, il dott. Francesco Autiero del WWF agro-aversano e dell’assessore Tessitore,  gli alunni sono stati coinvolti nella piantumazione di  piante autoctone, come il leccio. Infine il dottor Autier ha spiegato ai giovanissimi l’importanza del riciclo e del riuso per la salvaguardia degli alberi e più in generale dell’ambiente che li circonda.

La scolaresca presente ha partecipato con grande entusiasmo e interesse all’evento,  soprattutto alla piantumazione, ringraziando poi l’amministrazione e l’assessore Tessitore  con una serie di cartelloni tematici e recitando filastrocche e poesie sull’ importanza dell’albero.

17/06/2011

Parchi ad Aversa: il commento del WWF

QUANTO TEMPO CI VUOLE PER INAUGURARE IL PARCO DI VIA ATELLANA AD  AVERSA ???

DOPO ILPARCO “BALSAMO” QUANTO TEMPO DOVRANNO ASPETTARE ANCORA I CITTADINI AVERSANI ???

 

L’apertura di nuove aree verdi ad Aversa è di fondamentale importanza per una città che ha gravi carenze di spazi vitali del genere.

Chiediamo al Sindaco di Aversa, quanto tempo ancora si dovrà aspettare per l’inaugurazione del parco posto in via atellana, ultimato da tanto tempo e mai aperto al pubblico ???

I cittadini di Aversa hanno tanto bisogno delle aree verdi e la prova è stata l’apertura del parco “Balsamo”, posto accanto alla nuova Chiesa di S. Teresa del Bambin Gesù (zona Aversa sud), dove sono accorsi bambini, con mamme, papà e nonni felici e soddisfatti di una ordinarietà che ad Aversa sembra straordinaria: alberi, panchine, erba dove poter rotolarsi e giocare al pallone o semplicemente dove correre e girare in bici senza paura di automobili e di altri pericoli che si trovano per strada. Ma la gestione di queste aree è davvero esauriente ???
A noi del WWF, pare di  no, Signor Sindaco, e lo diciamo sempre nell’ottica costruttiva e mai polemica o critica fine a se stessa.

Al parco Balsamo, ad esempio, il controllo dell’area appare carente, le erbe spontanee non vengono regolarmente falciate, l’ingresso ai diversamente abili non sufficientemente agevole. L’area dove ci sono le “giostrine” dovrebbe essere pavimentata, laddove non si riesce a formare l’erba per il frequente calpestio, di un materiale (tipo “mateco”) idoneo ad evitare che i bambini possano ferirsi se cadono per terra. Quindi si deve aprire il dibattito sulla gestione delle aree verdi di Aversa e chiediamo che questi argomenti vengano discussi con le associazioni, i comitati ed i gruppi di cittadini interessati.

 

 

- Dott. Francesco Autiero, presidente WWF agro aversano     

- Dott. Alessandro Gatto, presidente regionale WWF Campania

27/03/2011

Aversa, troppi alberi abbattuti: insorgono gli ambientalisti

Da Il Mattino. 26/03/2011

Aversa. «Uno sfregio al patrimonio arboreo della città». Così il responsabile del Wwf Francesco Autiero definisce l’eliminazione degli alberi – magnolie e tigli – avvenuta, qualche giorno fa, in viale Europa, a pochi metri dalla Facoltà di Architettura. «Dopo le stroncature alla radice degli storici alberi del Parco Pozzi – continua Autiero - e delle querce situate intorno al monumento di Cimarosa e dopo tanti altri ingiustificati tagli distruttivi al nostro patrimonio arboreo, ci chiediamo quali siano le motivazioni che spingono l’amministrazione comunale ad operare tali drastiche scelte. Eppure, ad Aversa esiste un regolamento del verde che obbliga a salvare le preesistenze arboree nel caso di rifacimento strade e marciapiedi. Gli alberi tagliati – tutti belli e in buona salute - potevano essere salvaguardati e i lavori di rifacimento essere eseguiti ugualmente».

Rincara la dose Arturo Pozzi per Legambiente. «Ma lo sa questa amministrazione – spiega - quanto impiega a crescere un albero e quanto prezioso sia per il nostro ambiente urbano? Inoltre ad Aversa è presente una sede dell’Ufficio fitosanitario della Regione: è stato interpellato? La verità è che vige una assoluta mancanza di professionalità degli addetti al verde urbano dell’ufficio comunale, a cui si unisce la volontà di trarre peculato da questi alberi, come legna da ardere o pregiate essenze da falegnameria».

Dell’argomento, martedì, discuterà la consulta comunale per l’ambiente, presieduta da Ciro Nugnes.

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25/07/2010

Un giardino solidale in un bene confiscato

Le associazioni "WWF Agro Aversano-Napoli nord e Litorale Domizio" e "Popoli Senza Frontiere" sono partner del progetto "Il Giardino solidale" promosso dall'Associazione "Omnia Onlus" che prevede il riutilizzo sociale di una villa con giardino confiscata alla criminalità organizzata (San Cipriano d’Aversa, via Ruffini 8).
La motivazione che ha spinto le associazioni a proporre la realizzazione del progetto è scaturita dalla riflessione che la promozione del volontariato non è solo questione di reclutare persone di buona volontà, per quanto importante sia questa azione, e quindi sviluppare il capitale umano, ma anche valorizzare il capitale sociale, culturale ed economico presente nella società civile, contaminandolo con la propria proposta culturale e valoriale, di cittadinanza attiva e solidale. Tutto questo può accadere a partire dall’uso sociale dei Beni confiscati alla criminalità organizzata (L.109/96), attivando processi di riappropriazione da parte dell’intera società civile di quel “capitale” che la criminalità ha sottratto al nostro martoriato territorio.
Il progetto prevede, infatti, una serie di iniziative da attivare sul giardino annesso alla villa confiscata, finalizzate alla realizzazione di percorsi tematici volti alla promozione del volontariato. Nello specifico la rete proponente intende realizzare:
• Giardino dei 5 sensi;
• Educazione alla mondialità;
• Uso sociale dei Beni confiscati alla criminalità organizzata.

Martedì 27 Luglio, alle ore 16:00, il presidente del WWF, Francesco Autiero, interverrà durante il primo degli incontri al bene confiscato per parlare di biodiversità.

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01/03/2010

Proposta di un regolamento del verde ad Afragola

L’associazione di volontariato “WWF Agro Aversano-Napoli nord e Litorale Domizio” in collaborazione con il Gruppo “Nucleo Ecologico” del Liceo Scientifico St. “F. Brunelleschi” di Afragola, coordinato dalla prof.ssa Rosa Fortunato, ha messo a punto un regolamento che disciplina le modalità di tutela ed incremento del verde pubblico, finalizzato al contenimento delle forme di inquinamento atmosferico ed acustico della città.
Tale documento, spiega Francesco Autiero, presidente dell'Associazione ambientalista, scaturisce dalla volontà di tutelare la qualità delle piante esistenti e suggerire le linee guida sull’impianto di nuove specie vegetali, evitando di ricorre ad interventi che risultino, per quanto esteticamente apprezzabili, scarsamente utili al mantenimento degli equilibri ecologici dell’ecosistema urbano. 
 
Si citano come esempio le piantumazioni di palme ornamentali appartenenti al genere Phoenix spp. recentemente attaccate dal parassita “Punteruolo rosso” (Rhynchophorus ferrugineus).
L’attacco del Punteruolo rosso alle palme di Afragola, ha dichiarato Rosa Fortunato, è sintomo di uno squilibrio che inizia proprio dalla scelta di questi alberi esotici che hanno attirato il micidiale coleottero (originario dell’Asia sud–orientale), il quale, non avendo competitori, imperversa incontrastato. Quindi, per le alberature stradali, sono da preferirsi le piante tipiche del luogo, le quali si inseriscono meglio nell’ambiente e sono più resistenti ai parassiti; queste specie, inoltre, costituiscono una fonte di nutrimento per la fauna selvatica che vive in ambiente urbano, producendo bacche e frutti che nutrono soprattutto gli uccelli, danno loro anche riparo e possibilità di nidificazione. 
 
Il WWF ed il Gruppo “Nucleo Ecologico” suggeriscono quindi, nel caso di nuove piantumazioni, di ricorrere a specie che siano fondamentalmente autoctone in quanto capaci di resistere agli attacchi parassitari in maniera naturale. In particolare, per quel che riguarda gli aspetti ecologici, è consigliabile la messa a dimora del Quercus Ilex (Leccio), una quercia sempreverde che presenta assenza di frutti legnosi come i coni (o pigne); chioma in grado di attutire e attenuare i rumori, di garantire un’ottimale regolazione degli equilibri idrogeologici e microclimatici (assorbimento dell’umidità, zone d’ombra, ecc.); capacità di assorbimento dei metalli pesanti e degli idrocarburi policiclici aromatici (IPA) presenti nell’aria.
Una scelta, quella del leccio, che non richiede particolare impegno in virtù della sua massiccia presenza sul nostro territorio, figlia della saggezza popolare dei nostri antenati che, a ragion veduta, hanno pensato bene di ricorrere a questa specie per adornare le strade e le piazze dei nostri paesi. 
 
Altresì si potrebbero realizzare aiuole didattiche con altre specie della flora mediterranea, quali corbezzolo, alloro, ginestra, rosmarino. Le aiuole potrebbero essere dotate di tabelle didattiche dove comunicare ai cittadini l’importanza del verde in ambiente urbano, notizie sulle varie essenze, il loro ruolo ecologico etc.

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Foto dell'intervento volontario del 27/02/2010 di Francesco Autiero su "Il ruolo del WWF" e "Le nuove prospettive lavorative della Green Economy".
Al termine dell'intervento è stata presentata la proposta di regolamento del verde.

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15/10/2009

Aversa: degrado area ex Maddalena

Da Il Mattino, 14/10/2009 (di Antonio Marfuggi)

Potrebbe essere il secondo polmone verde a disposizione della città, che di spazi pubblici ne avrebbe davvero bisogno. Ma come spesso accade ad Aversa, dove due strutture ricettive pronte da tempo restano chiuse per la ritardata approvazione del regolamento di gestione degli standard e dove il parco Pozzi continua a essere preda di degrado e vandalismo, anche l’immensa area verde che fa da cornice ai padiglioni, che un tempo ospitavano l’ex ospedale psichiatrico Maddalena, versa in condizioni di assoluto degrado. Spazi verdi incolti, manto stradale dissestato, la struttura che ospita il Sert cadente, una chiesa chiusa da tempo immemore e preda del degrado. La struttura appartiene all’ex Asl Ce2 e, finora, ogni ipotesi di riutilizzo è durata il tempo d’un dibattito sulla stampa.

Ma oggi il Wwf torna a far sentire la propria voce proponendo nuove soluzioni per il recupero dell’area verde dell’ex ospedale psichiatrico «Maddalena». «Il primo obiettivo - spiega Alessandro Gatto, responsabile locale dell’associazione ambientalista - è quello di difendere questo polmone verde e gli importantissimi esemplari botanici che si trovano al suo interno. Difendere un albero, significa preservare la nostra salute. Ma sia chiaro - premette - che la nostra associazione punta essenzialmente al recupero dello spazio verde, ed è pronta a fornire ogni genere di assistenza all’amministrazione comunale e all’Asl, senza alcun interesse che non sia quello puramente ambientalista: non vogliamo «cappelli» politici. Il «verde» non ha colorazione politica».

E allora per rilanciare il polmone verde che attraversa i Comuni di Aversa, Lusciano e Trentola Ducenta, Gatto propone «di piantare i pioppi bianchi, tipici della vegetazione dell’agro aversano, quasi scomparsa, creando dei veri e propri percorsi botanici che possano attirare visitatori e cittadini».

16/09/2009

Aversa: degrado nelle zone verdi

Da Il Mattino, 16/09/2009 (di Anna Sgueglia)

Le erbacce si sono trasformate in una siepe che oltrepassa il muro di cinta e al momento si tratta dell'unica macchia verde presente nello standard di via Luca Giordano, uno delle due nuove aree comunali dedicate al verde pubblico, pronte da un anno ma ancora chiuse. Gli alberi preesistenti furono abbattuti perché considerati «di poco conto» e si attende che siano rimpiazzati con altri esemplari che facciano da contorno al piccolo anfiteatro realizzato in tufo. Stesso scenario desolante, in via dell'Archeologia dove le erbacce hanno coperto le rampe d'accesso alla zona destinata al verde, rendendo impossibile anche avvicinarsi alla cancellata: piccoli parchi di quartiere, realizzati con fondi Urban per un investimento di 250 mila euro per ogni standard, che potrebbero essere un'importante punto di ritrovo specie per bambini e anziani che vivono in quartieri popolosi e affogati dal cemento. Chiusi, in attesa di trovare un gestore che possa curarne la chiusura e l'apertura.

È da quasi un anno che si procrastina infatti l'elaborazione di un regolamento che ora pare sia quasi completato. «Abbiamo quasi portato a termine il regolamento per la gestione delle due aree che, dopo il passaggio in commissione verde pubblico, premetterà di procedere al bando pubblico per la gestione dei due parchi» spiega l'assessore al Verde e vicesindaco, Nicola De Chiara. Il gestore potrà realizzare all'interno dei parchi un'area di ristoro, soluzione che si sta ipotizzando anche per il principale polmone verde cittadino, il Parco Pozzi, la cui estensione pone anche particolari problemi di sorveglianza. «Sarà necessario istituire un servizio di vigilanza coinvolgendo vigili urbani, protezione civile e anche gli avventori del parco, magari i più anziani che amano andare al Pozzi per giocare a bocce» continua De Chiara che parla esplicitamente di ronde del verde. Ma in primis bisognerà risolvere i problemi di sistemazione del verde interno, negli ultimi tempi balzato agli onori della cronaca più per potature selvagge e alberi tagliati, in buona compagnia con tante altre piante cittadine, che per il benessere che può garantire.

In materia dovrebbe essere ascoltata anche la Consulta dell'ambiente che dopo incontri ufficiosi prima dell'estate si avvia alla ufficializzazione. Per Alessandro Gatto e Francesco Autiero, responsabili locali del WWF, la soluzione migliore sarebbe da rinvenire nel recupero della flora primigenia dell'Agro aversano, troppo spesso trascurata a vantaggio di specie esotiche come eucalipti o magnolie o dei pini che danno problemi al manto stradale: «nella nostra zona con umidità pronunciata, gli alberi che rendono meglio sono quelli tipici del territorio: il leccio, l'olmo, il pioppo, la farnia. Abbiamo presentato anche la proposta di un sentiero culturale del verde che valorizzi le specie tipiche». Soluzioni che saranno vagliate insieme a quelle di un vecchio concorso di idee per la riqualificazione del parco cittadino, secondo step successivo alla conclusione dei lavori riguardanti l'area esterna che, dopo lungaggini e ritardi, dovrebbero essere consegnati al massimo per il prossimo mese, quando sarà completata anche la piantumazione delle nuove aiuole esterne.

06/03/2009

Regolamento del verde a Gricignano

 

L'associazione Cam Urrà ed il WWF Agro Aversano-Napoli nord e Litorale Domizio, a seguito di diversi incontri di studio sul tema dell’utilità del verde urbano, hanno messo a punto un regolamento che disciplina le modalità di tutela e incremento del verde pubblico, finalizzato al contenimento delle forme di inquinamento atmosferico ed acustico e indirizzato agli organi competenti del Comune di Gricignano.

 

“Tale documento - scrivono le associazioni - scaturisce dalla volontà di tutelare la qualità delle piante esistenti e suggerire le linee guida sull’impianto di nuove specie vegetali, evitando di ricorre ad interventi che risultino, per quanto esteticamente apprezzabili, scarsamente utili al mantenimento degli equilibri ecologici dell’ecosistema urbano”.

 

Le associazioni citano come esempio la piantumazione realizzata in corso Umberto I convilla_comunale.jpg l’impianto della specie “Washingtonia filifera” (Palma della California) originaria delle zone miti dell’America Settentrionale che, come si è potuto constatare, non riesce a sviluppare le sue naturali condizioni di vita nell’ambito del nostro ecosistema mediterraneo. “Ne è prova - affermano - la totale assenza di fioritura nonché la notevole proliferazione di attacchi da parte di parassiti. Condizione, quest’ultima, derivante dall’assenza dei predatori naturali degli insetti che aggrediscono queste specie”.

 

CamUrrà e Wwf suggeriscono, nel caso di nuove piantumazioni, di ricorrere a specie che siano fondamentalmente autoctone in quanto capaci di resistere agli attacchi parassitari in maniera naturale. In particolare, per quel che riguarda gli aspetti ecologici, è consigliabile il Quercus Ilex (Leccio), un sempreverde che presenta: assenza di frutti legnosi come i coni (o pigne); chioma in grado di attutire e attenuare i rumori, di garantire un’ottimale regolazione degli equilibri idrogeologici e microclimatici (assorbimento dell’umidità, zone d’ombra, ecc.); capacità di assorbimento dei metalli pesanti e degli idrocarburi policiclici aromatici (IPA) presenti nell’aria.

 

“Una scelta, quella del leccio, - spiegano - che non richiede particolare impegno in virtù della sua massiccia presenza sul nostro territorio, figlia della saggezza popolare dei nostri antenati che, a ragion veduta, hanno pensato bene di ricorrere a questa specie per adornare le strade e le piazze dei nostri paesi. Esempio lampante di tale filosofia la si ritrova in Piazza Municipio con alberi che da sempre hanno fatto da scenografia naturale a quegli eventi che scandiscono la storia del nostro paese”. “Tuttavia, - concludono le associazioni - con enorme rammarico, nel corso degli ultimi anni si è dovuto assistere impotenti, a Gricignano, alla decimazione di questi alberi e pertanto è impegno primario dell’associazione CamUrrà e del WWF far si che il Comune si doti di uno strumento concreto di salvaguardia dell’ambiente e in particolare del verde urbano”.

 

Francesco Autiero - Presidente WWF Agro Aversano-Napoli nord e Litorale Domizio

Franco Spinelli - Presidente CamUrrà

 

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02/02/2009

Parco Pozzi: le norme non prevedono potature selvagge

Il Parco Pozzi è spogliato quasi completamente del verde senza ragione.

Da Il Mattino, 02/02/2009 (di Nicola Rosselli)

Al centinaio di querce secolari sottoposte a potatura radicale si aggiungono anche una decina di altre piante dello stesso tipo inspiegabilmente abbattute e con esse anche qualche pino.

Siamo alla "macelleria naturalistica" nel parco pozzi di Aversa e le associazioni ambientaliste fanno sentire, anche se irrimediabilmente in ritardo, la propria voce. «Non c'è bisogno di essere grandi esperti in materia di piante o nel settore giuridico. Ad Aversa il consiglio comunale ha approvato, circa dieci anni fa, su nostra proposta un regolamento che tutela il verde e dovrebbe anche farlo applicare». Ad affermarlo Alessandro Gatto, aversano, del direttivo regionale del Wwf, che intende far luce sulla kafkiana vicenda delle querce secolari ridotte a scheletrici fusti, presenti nel Parco Pozzi. Una potatura radicale che ha fatto gridare allo scandalo buona parte della città, mentre si registra il solito silenzio da parte dell'amministrazione, se si eccettua una promessa di "accertamenti" da parte dell'assessore al ramo Nicola de Chiara.

Lo stesso de Chiara, da quanto si è appreso, avrebbe convocato per oggi il responsabile del settore a cui fa capo il "verde urbano", il dirigente comunale Ciro Navarra. «Al momento - continua Gatto - quell'atto del consiglio comunale rimane l'unico riferimento normativo in materia. Il regolamento al capitolo "potature" prevede che non si vada al di là di sfrondature o rimonda, eliminazione dei rami secchi. Sulla potatura degli alberi ci sono diverse scuola di pensiero, ma il taglio drastico ha più senso quando si parla di alberi da frutto, non per il verde urbano».

Insomma, per l'esponente dell'associazione ambientalista sembrerebbero esserci forti dissonanze tra quanto avvenuto nel parco Pozzi, dove quelle querce potrebbe essere irrimediabilmente perdute, e quanto prevede il regolamento tutt'ora vigente e che «solo un ulteriore passaggio in consiglio comunale potrebbe modificare. Circostanza che fino ad oggi non si è verificata». Gatto conclude ricordando che ha chiesto da tempo all'assessore de Chiara di convocare la consulta per l'ambiente dove discutere di quanto è avvenuto.

Ma, intanto, ieri mattina, nel parco Pozzi, quei pochi che vi si aggiravano nello scenario di degrado e desolazione, lontano anni luce da come la Regione Campania lo aveva consegnato all'amministrazione comunale nel 1990, si recitava una sorta di ossessiva giaculatoria: «Questa amministrazione sembra che valuti gli alberi come nemici da abbattere». L'opinione pubblica aversana, ma soprattutto i frequentatori del parco Pozzi, in massima parte anziani e praticanti il footing, sono convinti che dietro tutto questo ci sia, al di là delle voci che vogliono alcuni interessati alla legna, una scarsa sensibilità verso il verde. In pochi mesi sono stati tagliati pini in via Caravaggio, querce in piazza Mazzini fino allo scempio di queste ultime settimane. Che il verde fosse divenuta un'ossessione per il centro destra aversano?

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19/01/2009

Aversa, otto pini da abbattere in via Caravaggio

Per il Comune sono instabili e rischiano di cadere. Residenti e ambientalisti chiedono un rinvio

Da Il Mattino, 19/01/2009 (di Anna Sgueglia)

Saranno abbattuti a partire da oggi gli otto pini che in filare costeggiano via Caravaggio. La notizia si è diffusa nella giornata di ieri con degli avvisi attaccati ai fusti degli alberi destinati ad essere sradicati.

All'origine del provvedimento, secondo quanto recita la nota a firma del dirigentepini.jpg dell'area lavori pubblici, Ciro Navarra, l'inserimento degli alberi «nella classe D» ossia a rischio di schianto. Le operazioni per l'abbattimento dei pini piantati con l'autorizzazione dei condomini alla fine degli anni '60 a parco Coppola, allora parco privato, dureranno sette giorni lavorativi nel corso dei quali, recita l'avviso «si invita la cittadinanza ad agevolare il corso delle attività, non parcheggiando le auto nell'area di intervento».

Quello di via Caravaggio è solo l'ultimo provvedimento che investe un campo delicato, quale quello del verde pubblico in cui gli interventi di manutenzione sembrano ridotti al lumicino, mentre i sempre più frequenti provvedimenti drastici come la recente potatura radicale degli alberi del parco Pozzi accendono polemiche. E all'abbattimento dei pini di via Caravaggio dovrebbe far seguito un analogo provvedimento previsto per alcune palme attaccate dal punteruolo rosso, come era già accaduto tempo fa in piazza Municipio.

«L'indirizzo è quello di recuperare tutte le piante che posso essere recuperate» sostiene l'assessore al ramo De Chiara. Intanto, come prevede il Regolamento per la tutela e l'incremento del verde urbano approvato ormai 10 anni fa, lì dove non è possibile salvare le piante bisognerebbe reintegrarle con nuovi alberi. Per Alessandro Gatto del direttivo regionale del WWF «i più adatti sarebbero i lecci, mentre i pini con le loro radici subsuperficiali possono dare problemi al manto stradale, ma senza voler essere estremisti del verde e tenendo conto dei problemi di sicurezza, gli abbattimenti vanno fatti con criterio».

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