21/12/2011

Aversa città sostenibile

Ad Aversa è possibile pensare ad un nuovo modello di sviluppo, più attento al benessere dei cittadini attraverso la sostenibilità ambientale delle azioni e delle scelte. Lo sviluppo sostenibile ad Aversa deve essere declinato nella visione politica futura della città. Deve essere parte integrante e quindi prerequisito della politica e non più una semplice “ciliegina” da apporre, quando serve, per “rinverdire” una gestione che di sostenibile ha poco o nulla. Le scelte in campo di urbanistica, mobilità, gestione dei rifiuti, energia, e così via devono avere tutte un filo comune che vada nella direzione della bellezza, dell’armonia con l’ambiente e della felicità dei cittadini a partire dai più piccoli e dai più bisognosi. Solo così si può attuare il modello di sviluppo sostenibile. Partendo da una nuova sensibilità nell’operare la gestione della città.

Iniziando dall’urbanistica si può dire che essa, in quanto “arte di organizzare e gestire gli agglomerati urbani”, deve contemperare nello spazio (ambiente) desideri, esigenze e diritti dei cittadini. Cittadini che, tuttavia, possono, come singoli o in forma organizzata, esprimere anche desideri illegittimi, ad esempio appropriarsi di spazi destinati ad uso pubblico o praticando l’abuso edilizio. L’urbanistica, rispettosa dell’ambiente e dei diritti dei cittadini, deve necessariamente discernere tra richieste legittime e richieste illegittime.

In questo senso messaggi del genere costituiscono delle linee guida chiare per un’Amministrazione che non ricerca semplicemente la mediazione degli interessi ma che sia anche attenta al risultato delle mediazioni, ovvero alla qualità ambientale e civica che ne risulta.

Il passaggio fondamentale del miglioramento e protezione dell’ambiente urbano, non è una novità, lo si attua con strumenti urbanistici di pianificazione territoriale, prima era denominato Piano Regolatore Generale (P.R.G.), ora Piano Urbanistico Comunale (P.U.C.). Per quanto attiene a questo strumento generale si deve avere una maggiore attenzione a quelle che sono le esigenze ambientali di miglioramento della qualità della vita nell’ambito “dell’ecosistema urbano”. La pianificazione territoriale ed urbanistica deve tener conto non solo della città come agglomerato di edifici pubblici e privati, abitazioni, costruzioni industriali e produttive, strade, aree di sosta, piazze ed aree verdi agricole sparse qua e la ma deve guardare alla città come ecosistema. Così come le Scienze ci insegnano l’ecosistema è un insieme di esseri viventi (non solo l’essere umano) che vivono ed interagiscono tra loro e con l’ambiente fisico (aria, acqua, suolo, edifici, strade e così via), seguendo delle specifiche relazioni biologiche, chimiche e fisiche.

Vediamo qui di seguito alcuni dei suggerimenti pratici che potrebbero essere utili alla declinazione pratica delle politiche di sviluppo sostenibile ad Aversa.

 

  1. Piano rifiuti: innanzitutto si deve applicare il concetto della decrescita felice alla produzione di rifiuti. Meno sprechi, meno consumismo e meno usa e getta si traduce in meno rifiuti e più felicità per i cittadini. Ma la riduzione dei rifiuti si attua con dei piani strategici in cui si fissano tempi e modi precisi su come si perseguono gli obiettivi prefissati. Un esempio di strategia per la riduzione degli imballaggi a perdere in plastica è la “casa dell’acqua pubblica”: il comune potrebbe mettere in piedi un progetto in cui si realizzano uno o più punti vendita di acqua pubblica adeguatamente depurata ed offerta al prezzo politico di 5 centesimi al litro. Ovviamente la distribuzione deve essere con il sistema delle bottiglie riutilizzabili più e più volte. Altri esempi potrebbero essere di incentivare e favorire tutti quei commercianti che volessero sceglierela distribuzione delle merci con i sistemi alla spina, sfusi, senza imballaggi o con il sistema del vuoto a rendere. Poi si passa alla raccolta differenziata “porta a porta” con l’unico obiettivo del riciclaggio della materia.  
  2. Piano mobilità: Obiettivo di “demotorizzazione ragionata” del 10% di strade e piazze di Aversa (cioè creazione di aree pedonali o a traffico limitato ai residenti e mezzi di soccorso, realizzando, al contempo una serie di servizi integrativi e di supporto (aree di sosta, mezzi di trasporto pubblici, piste ciclabili, e così via) a tale provvedimento che non sia un mero divieto al transito ma che possa coniugare esigenze e richieste di tutti i fruitori della città).
  3. Piano del verde: Più aree verdi ed alberi in città che siano orientate alla scelta delle specie autoctone. Questo punto potrebbe sembrare per molti professionisti del settore e per molti cittadini al massimo come elemento decorativo e di miglioramento estetico del paesaggio urbano. Ma questo è l’ultimo degli elementi di valutazione dell’importanza del verde in una città. In primo luogo si deve entrare nell’ottica che un albero in più, un prato in più, un’area verde in più in un ambiente urbano fa bene alla salute delle persone che vivono quel contesto, sia di passaggio, sia stabilmente. Basti pensare che un solo leccio (la caratteristica quercia sempreverde mediterranea) riesce a produrre una quantità di ossigeno, nell’arco del periodo di luce di una giornata (cioè durante il periodo fotosintetico), utile a soddisfare le esigenze di sana respirazione di ben otto esseri umani adulti. Lo stesso numero di alberi riescono ad assorbire una quantità di inquinamento atmosferico elevatissima, sottraendo sostanze dannose alla respirazione umana dall’atmosfera. L’elenco dei benefici degli alberi e del verde è davvero enorme e per brevità lo omettiamo in questa sede ma basti pensare, ancora, alla regolazione del microclima offerto dal mondo vegetale, del ciclo delle acque e così via, si intende subito che il valore dell’incremento delle aree verdi è di vitale importanza per una città.
  4. Piano di regolamentazione delle acque: Questo piano deve essere pensato in funzione delle stagioni di maggiore caduta di acque meteoriche (piogge). Un approccio culturale sulla regolamentazione delle acque deve essere sempre presente nelle scelte e nella pianificazione urbanistica che tenga conto del rispetto dell’ambiente. In questo senso l’intero territorio comunale deve essere suddiviso in base alla permeabilità del suolo. L’obiettivo è di bilanciare la quantità di territorio a substrato permeabile (suolo agricolo, suolo di aree verdi, suolo adibito ad attività sportive all’aperto e così via) e quella a substrato impermeabile (suolo coperto da edifici, piazze, parcheggi, strade e così via). Potrebbe essere utile, ad esempio, pavimentare le aree di sosta ed altre aree pubbliche con le “mattonelle forate” che lascino crescere l’erba e che consentano la permeazione dell’acqua meteorica.
  5. Piani di recupero del centro storico. Il piano di recupero del centro storico nasce con la legge 457/1978, come espressione di una elevata sensibilità verso il patrimonio architettonico dei centri storici alla cui bellezza ed armonia facevano riscontro periferie sempre più anonime e sempre meno vivibili. Il recupero del centro storico deve essere visto, sul serio, come portatore di benefici sociali in termini di incremento della qualità della vita e di rinascita ambientale che sia rispettosa delle particolarità urbanistiche, architettoniche e paesaggistiche tipiche di un luogo. In questo senso al recupero del centro storico, in timida fase di attuazione da parte delle istituzioni (Comune, Chiesa, ecc.), deve essere sostenuta anche quella realizzata da soggetti privati.
  6. Sistema di trasporto urbano pubblico: Questo punto rientra nel discorso del Piano Urbano del traffico (P.U.T.). Sembra davvero indispensabile implementare e capillarizzare un sistema efficiente di trasporto pubblico teso a disincentivare l’uso del mezzo privato.  E’ ovvio che se il cittadino trovi più conveniente spostarsi con il mezzo pubblico o, meglio ancora, con la bicicletta all’interno del tessuto urbano, si ottengono forti ripercussioni positive sulla riduzione dell’inquinamento atmosferico, dell’inquinamento acustico e della congestione del traffico veicolare. In questo senso è indispensabile pensare ad una rete di piste ciclabili e un sistema integrato bici-treno, bici-autobus e bici-metro.
  7. Piano energetico comunale: che privilegi e diffonda l’efficientamento energetico, le corrette coibentazioni per il risparmio energetico sia per il riscaldamento, sia per il raffrescamento, le fonti energetiche alternative (solare fotovoltaico e solare termico). Perché non sostenere, laddove possibile, anche il microeolico, e così via. Potremmo suggerire, per l’illuminazione stradale, l’istallazione di nuove luci “a led”, una tecnologia innovativa ed efficace sul fronte del risparmio energetico. Con le lampade a led, infatti, si può ottenere un risparmio di consumi energetici fino al 51% che corrisponde alla diminuzione di anidride carbonica, ad una maggiore durata delle lampade e a minori costi di manutenzione.

Dott. Alessandro Gatto

(Presidente del WWF Campania)

05/11/2011

Proiezione di "Una scomoda verità"

In seguito ai gravi disastri ambientali che stanno avvenendo in questi giorni in Liguria, lunedì 7 novembre, durante la consueta riunione settimanale del WWF, proietteremo il film-documentario "Una scomoda verità".

L'intento è quello di affrontare, con un approccio divulgativo e scientifico, il tema dei cambiamenti climatici che, assieme ai dissesti idrogeologici, sono tra le cause primarie delle ultime "tragedie annunciate".

Vi aspettiamo alle 20:30 a Carinaro, presso la sede dell'AVIS (Piazza Caduti in guerra). 

Di seguito il comunicato stampa del WWF Italia:

In Italia nonostante la legge sulla difesa del suolo (legge 183/89), che prevedeva la redazione dei Piani di Assetto idrogeologico (PAI) da parte delle Autorità di Bacino, i successivi decreti Sarno (1998) e Soverato (2000), che disponevano Piani di sicurezza per le aree a rischio, dal 2004 è cominciata una delegittimazione delle stesse Autorità di bacino con una costante riduzione dei finanziamenti ordinari sulla difesa del suolo. Nel frattempo gli stessi Piani di Assetto Idrogeologico redatti nel 2001 non sono mai aggiornati e quindi si conosce il territorio a macchia di leopardo, oltre al fatto che sulle aree già tracciate non ci sono controlli. Come sta avvenendo in gran parte d’Europa, dobbiamo assolutamente avviare una politica sui fiumi, basata su un approccio su scala di bacino idrografico, attraverso una pianificazione e una gestione ordinaria e con una vasta e diffusa azione di rinaturazione volta al recupero delle aree di esondazione e alla riduzione della velocità delle acque, evitando di intervenire in modo localizzato, sul tratto di volta in volta danneggiato cercando di arginare l’emergenza.

Il fattore globale dei disastri ambientali: i cambiamenti climatici 

L’incremento dei fenomeni estremi, in numero e intensità, è messo in correlazione dai climatologi con i cambiamenti climatici provocati dall’aumento dei gas serra in atmosfera rilasciati dalle attività umane (uso dei combustibili fossili per produzione energetica e industriale, trasporti, riscaldamento, ecc.). L’incremento dei gas serra, infatti, modifica il budget energetico dell’atmosfera tra quanta energia raggiante entra e quanta energia esce. Oggi l’energia ‘intrappolata’ nell’atmosfera è superiore a quella che esce ed il dato è scientificamente dimostrato: ciò modifica la dinamica energetica dell’intero sistema climatico provocando anche effetti meteorici estremi.

L’effetto di questi fenomeni viene amplificato dall’alternanza di periodi di siccità e di pioggia violenta, perché il terreno arido diventa quasi impermeabile e ha maggiore difficoltà ad assorbire l’acqua.

Mentre le emissioni di gas serra in atmosfera nel mondo continuano ad aumentare, nonostante la crisi economica, i Governi paiono aver allentato la spinta a prendere provvedimenti urgenti e drastici per fermarli, benché l’economia decarbonizzata sia ormai vista come la chiave per uscire dalla crisi. Il WWF chiede che l’Italia si doti di una strategia per tagliare le emissioni di CO2 e contribuire a evitare il caos climatico; nel contempo, il WWF ritiene improrogabile che il nostro Paese affronti seriamente la realtà dei cambiamenti climatici già in atto, dotandosi di una strategia e di un piano di azione per l’adattamento, come hanno fatto quasi tutti i paesi europei, affrontando così anche i problemi storici del nostro territorio, a partire dal dissesto idrogeologico.

 

02/02/2011

Il WWF realizza le "Bat box"

Le bat box sono cassette di legno destinate ad ospitare i pipistrelli che, ad inizio primavera, lasciano rifugi invernali come grotte, caverne e scantinati per trovare “casa” nei pressi di luoghi ricchi d’insetti. Non è facile ormai per loro trovare un posto adatto per riposare di giorno e cacciare di notte; non ci sono più, o sono davvero poche, infatti, le vecchie case dove rifugiarsi.

I volontari del “WWF Agro Aversano-Napoli nord e Litorale Domizio” hanno realizzato le bat box in maniera del tutto artigianale; il legno utilizzato è quello “marino”, completamente resistente ed impermeabile. Vengono offerte con una donazione min. di 25 euro. Detratte le spese per i materiali, il ricavato residuo sarà interamente utilizzato per ulteriori progetti del WWF.

Gli accorgimenti fondamentali da seguire per assicurarsi una più alta possibilità che la bat box venga colonizzata dai pipistrelli sono i seguenti:

  • la si deve istallare ad un'altezza minima di 4 metri, non raggiungibile da animali domestici e/o predatori, in una zona tranquilla, possibilmente con alberi e verde attorno (preferibilmente ad un'esposizione sud-ovest).
  • La struttura va istallata a fine primavera, prima del ritorno dei pipistrelli dai loro siti di svernamento invernale, di modo che le trovino ed utilizzino come rifugi giornalieri prima e come siti di allevamento e svezzamento della prole poi (meglio se al riparo sotto la grondaia del tetto).

Spesso il processo di colonizzazione delle bat box è lento per cui potrebbe trascorrere molto tempo prima che vengano abitate; alcuni utilizzano la strategia di collocarne tante in vari punti, rispettando comunque le regole fondamentali d'istallazione. Poi occorre solo essere pazienti e aspettare.

Perché istallare una bat box?

Si tratta di un sistema di lotta biologica alle zanzare che favorisce, tra l’altro, la sopravvivenza di animali in via di estinzione. Quando tali rifugi saranno colonizzati avremo un alleato formidabile: un solo pipistrello, infatti, può cibarsi di migliaia di insetti in una sola notte!

Le bat box verranno realizzate su ordinazione. Tutti gli interessati possono contattarci all'indirizzo wwfaversa@alice.it

IMG_1890.JPG  IMG_1891.JPG 
Rassegna stampa:
bat box 001.jpg

01/05/2010

Monitoraggio del Volturno

IL WWF LANCIA LA CAMPAGNA “LIBERAFIUMI 2010

IL 2 MAGGIO VERRANNO COINVOLTI UN MIGLIAIO DI VOLONTARI. IN CAMPANIA IL WWF CENSIRA' IL FIUME VOLTURNO

Un migliaio di volontari parteciperanno il 2 maggio al censimento di una ventina di fiumi in tutta Italia, nell’ambito della campagna Liberafiumi 2010. IL WWF “Agro Aversano-Napoli nord e Litorale Domizio” parteciperà al monitoraggio dello stato di salute del fiume Volturno.

L’iniziativa prevede di verificare, attraverso la compilazione di apposite schede, lo stato delle sponde del fiume, dellesms_dona_2liv.jpg zone di esondazione, l'urbanizzazione presente, le situazioni a rischio e lo stato della biodiversità, in particolare delle comunità ittiche (i pesci, infatti, sono efficaci indicatori biologici).  I primi risultati del censimento verranno comunicati il 16 maggio, durante la Giornata nazionale delle Oasi. La raccolta dei dati sarà anche l’occasione per fare dei paragoni tra la situazione attuale e quella censita ben nove anni fa durante la prima edizione della campagna.

Diventa volontario WWF, anche solo per un giorno, e aiutaci in questa iniziativa: più ne saremo, più lungo sarà il tratto di fiume che riusciremo a censire. Vuoi partecipare agli incontri che faremo per organizzare la campagna? Vuoi aiutarci a formare i gruppi e a preparare il censimento? Puoi confermare la tua disponibilità o richiedere maggiori informazioni scrivendo all’indirizzo wwfaversa@alice.it e campania@wwf.it

Ai volontari sarà richiesta la disponibilità per una mattinata del mese di aprile per un sopralluogo preliminare (sabato o domenica) e/o per la giornata del 2 maggio per il censimento.

Alla campagna fiumi è dedicata una sezione del sito web: www.wwf.it/fiumi

logo%20liberafiumi%202010%20senza%20panda.jpg

Il servizio del TGR Campania

26/01/2010

Convegno sui Regi Lagni

Giovedì 4 febbraio si terrà a Castel Volturno un convegno su "REGI LAGNI: DISINQUINAMENTO E INFRASTRUTTURE PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE” patrocinato anche dalla nostra associazione.

Clicca qui per il programma dettagliato dell'evento

convegno 04.02.2010.jpg

--------------------------------

REGI LAGNI:

ANALISI E PROPOSTE DI RISANAMENTO

 

 

Premessa storica:

I Regi Lagni sono nient’altro che il frutto della ricanalizzazione, una decina di chilometri più a nord, dell’antico fiume Clanio (Clanis) che scorreva nei territori dell’agro aversano e sfociava naturalmente nel lago di Patria (attualmente denominato semplicemente lago Patria). Questa opera di ricanalizzazione avvenne per volere di Don Pedro Fernandez de Castro, vicerè di Napoli tra la metà del 1500 e l’inizio del 1600. Quindi da quel momento (precisamente l’opera fu conclusa nel 1616) scomparve il fiume Clanio e si ottenne il sistema dei canali denominato “Regi Lagni”. Nel tempo l’opera idraulica ha sempre avuto un rapporto di sufficiente integrazione con la natura e l’ambiente circostante, tant’è che si ricorda ancora che fino alla fine  degli anni ’60 del secolo scorso, in primavera, i Regi Lagni si riempivano di pesci ed altri animali, c’era una forte abbondanza di anguille e di gamberi di fiume (indicatore biologico di qualità dell’ecosistema fluviale). Sulle rive dei Regi Lagni si poteva udire il forte canto degli usignoli di fiume e di altre specie legate all’ecosistema fluviale. Nei Regi Lagni e nei canali affluenti, nel periodo estivo, si potevano ammirare le balle di canapa che venivano lasciate macerare in acqua e tutto era ben inserito nel contesto naturale. Poi l’oblio!!!

 

Situazione attuale:

La mancata depurazione degli scarichi sia umani, sia agrozootecnici, l’avvento dell’industrializzazione in Terra di Lavoro e la perversa coibentazione del letto del canale e l’irregimentazione delle acque con argini di cemento hanno trasformato questi canali in uno dei corsi d’acqua più inquinato e degradato d’Italia. Negli anni ’70 del secolo scorso, con la forte urbanizzazione delle aree limitrofe ai Regi Lagni e la nascita delle aree ASI (le aree industriali), iniziò una corsa allo “scarico selvaggio” , sia di acque nere di origine umana ed animale, sia di liquami tossici industriali. Nel 1986 fu decisa e realizzata l'opera di confluenza dei tre vecchi canali che costituivano i Regi Lagni in un grande bacino con la cementificazione del letto e degli argini di quest’ultimo. L’opera costò all’epoca ben 981 miliardi delle vecchie lire. In tutti questi anni, successivi al 1986, si stratifica sul letto del canale una melma inquinata, tra gli altri inquinanti, da fenoli, fosfati, cloroformio, metalli pesanti (tra cui: cadmio, mercurio e piombo), triclorometano (un solvente per resine altamente tossico per l’essere umano) pari a 10 milioni di particelle per decimetro cubo. Il tutto con una abnorme presenza di inquinamento batteriologico e virale che determina una condizione di inquinamento del mare dove va a sfociare il canale tra le più inquinate d’Italia.

 

Le proposte del WWF:

1)      l’avvio di un tavolo tecnico di consultazione con le associazioni per tutte le fasi e la durata del progetto così come si è fatto nella sede dell’ARPA Napoli la settimana scorsa.

2)      il monitoraggio continuo della qualità delle acque dei Regi Lagni, sia sotto il profilo biologico, sia sotto il profilo chimico. 

3)      La redazione e pubblicazione del catasto (qualora non fosse ancora stato realizzato) degli scarichi pubblici e privati nel bacino imbrifero dei Regi Lagni. 

4)      L’attivazione completa ed esaustiva di tutto il sistema depurativo dell’intero corso dei Regi Lagni, anche attraverso l'obbligo dei comuni, che scaricano tuttora direttamente (senza passaggio in depuratore), di allacciarsi al sistema depurativo più vicino.

5)      La bonifica completa di tutto il bacino imbrifero dei Regi Lagni.

6)      La rinaturalizzazione dell’antico canale anche con opere di ingegneria naturalistica, ma che tengano conto delle essenze botaniche preesistenti ed autoctone, al fine di tutelare la biodiversità locale anche con il recupero di tutto l’ecosistema fluviale.

7)      Nella realizzazione di questi interventi di piantumazione di specie arboree autoctone nelle aree campione il coinvolgimento diretto e specifico della popolazione locale al fine di garantire un controllo del territorio e impedire il rinstaurarsi delle attività illegali e criminose preesistenti (ad esempio lo scarico di rifiuti)

 

Dott. Alessandro Gatto - WWF Campania

 

30/12/2009

Resoconto attività 2009

.montaggio12.jpg

Resoconto delle attività svolte dall'Associazione durante l'anno 2009:

 

GENNAIO:

• Articolo stampa sulle potature al parco Pozzi di Aversa (CE) >>

• Partecipazione al “Seminario sul Trasporto di Fauna” a Salerno >>

• Articolo stampa sui pini da abbattere ad Aversa (CE) >>

• Partecipazione alla riunione regionale del WWF Campania (NA).

• Intervento presso l’istituto “A. Andreozzi” di Aversa (CE) su “Il ruolo delle associazioni di volontariato”.

• Conclusione del progetto “Scuole Aperte” presso la scuola elementare di Parete (CE) >>

• Partecipazione al convegno “Reinventare la rinascita di un territorio” a Castel Volturno (CE) >>

• Partecipazione alla commissione sui controlli dell’inceneritore di Acerra (NA) >>

 

FEBBRAIO:

• Partecipazione alla “Giornata Mondiale delle Zone Umide” presso il Cratere degli Astroni (NA) >>

• Articolo stampa: Parco Pozzi di Aversa (CE), le norme non prevedono potature selvagge >>

• Lettera di richiesta di collaborazione tra il costituendo nucleo di Guardie ambientali ed il Comune di Aversa (CE).

• Incontro con l’assessore al verde del Comune di Aversa (CE).

• Partecipazione all’incontro sui rifiuti organizzato dal comitato “Con rabbia e frustrazione” di Aversa (CE).

• Inizio del progetto di educazione ambientale “Scienze ed Ambiente” presso la Direzione Didattica di Parete(CE) >>

• Inizio del progetto di educazione ambientale “Insieme per la salvaguardia dell'ambiente” presso la Scuola Madia di Parete (CE) >>

• Partecipazione alla manifestazione a Napoli per un piano “Rifiuti Zero” >>

• Incontro con il Comandante dei Carabinieri del Nucleo Ambientale di Caserta.

• Inizio del progetto di educazione ambientale “Energia ed Ambiente” presso la Scuola Media di Lusciano (CE) >>

 

MARZO:

• Partecipazione al seminario “Astroni: Laboratorio di Biodiversità” (NA) >>

• Stand in Piazza Mercato ad Aversa (CE).

“Ora della terra” a Grumo Nevano (NA) >>

• Partecipazione ad “Energy med” – Mostra d’Oltremare (NA) >>

• Presentazione del “Regolamento del verde” al comune di Gricignano di Aversa (CE) >>

• Inizio del progetto di educazione ambientale “Tuteliamo l'Ambiente” presso l'Istituto Tecnico Commerciale di Aversa (CE) >>

• Lettera ai commissari prefettizi del comune di Lusciano (CE) sulla questione rifiuti >>

• Presentazione del libro “Campania Infelix” di Bernardo Iovene a Gricignano di Aversa (CE) >>

 

APRILE:

• Partecipazione alla “Giornata delle Oasi” presso il Lago di Conza (AV) >>

• Partecipazione al “Campo Antibracconaggio” a Salerno.

• Inizio del progetto di educazione ambientale “Ambiente e Salute” presso l'Istituto Tecnico Industriale Statale di Aversa (CE) >>

• Partecipazione a Roma alla manifestazione “Panda in piazza”.

• Ambiente ad Aversa (CE): appello del WWF e del comitato COSADIRCI >>

“Meno e meglio: la decrescita felice per una società a rifiuti zero” di Alessandro Gatto>>

1' rapporto sullo stato dell'Ambiente ad Aversa (CE) >>

 

MAGGIO:

• Partecipazione alla manifestazione “Viviamo la città” a Sant’Antimo (NA) >>

• Intervista ad Alessandro Gatto su “Bloq Magazine” >>

• Il parere del WWF sul porto di Pinetamare (CE) >>

• Stand in piazza Don Diana ad Aversa (CE)

• Recupero di una poiana ferita a Parete (CE).

• WWF e comitato civico COSADIRCI sulla consulta ad Aversa (CE) >>

• Partecipazione alla manifestazione “Geo – il mondo è nostro” ad Aversa (CE) >>

• Convenzione con “My teatro Festival” - Napoli

• Incontro con l’Assessore all’ambiente di Aversa (CE) >>

 

GIUGNO:

• Partecipazione alla manifestazione “3 giorni per la cultura a Gricignano” (CE) >>

• Recupero fauna selvatica a Marano di Napoli: pappagallo Ara ararauna >>

• Escursione naturalistica al Parco Nazionale del Vesuvio (NA) >>

• Recupero fauna selvatica a Giugliano di Napoli: gheppio >>

 

LUGLIO:

• Il WWF sul mare di Baia Domizia (CE) >>

• Partecipazione all’AWOP Festival – Villaricca (NA) >>

• Passeggiata all’orto botanico di Napoli.

• Firma del protocollo d’intesa per i progetti “Scuole Aperte” 2009/1010.

 

AGOSTO:

• Escursione naturalistica a Campagna (SA) >>

• Recupero fauna selvatica a Lusciano (CE): gheppio >>

 

SETTEMBRE:

• Passaggio della Carovana dell’Ambiente a Gricignano (CE) >>

• Recupero fauna selvatica a Sant’Anastasia (NA): 4 tartarughe Trachemys >>

• Denuncia ai carabinieri di Giugliano (NA) con l’associazione “La terra dei Fuochi”.

• Adesione alla petizione popolare per la tutela della salute pubblica >>

• Manifestazione a Napoli “Stop ai roghi” >>

• Articolo stampa sul degrado delle aree verdi ad Aversa (CE) >>

• Sottoscrizione dell’appello “Salviamo la Reggia di Carditello” (CE).

• Recupero fauna selvatica a Casal di Principe (CE): Poiana >>

 

OTTOBRE:

• Segnalazione di una discarica abusiva a Sant’Antimo (NA) >>

• Consegnati 775 kg di tappi di plastica ad un’azienda di riciclaggio >>

• Il WWF rilancia la proposta di un’agricoltura “No food” >>

• Partecipazione al convegno “Salute e sicurezza sul lavoro” a Napoli >>

• Articolo stampa sul degrado dell’area Maddalena – Aversa (CE) >>

• Recupero fauna selvatica: Barbagianni >>

• Partecipazione alla manifestazione ad Amantea (CS) >>

• Intervista di “Rai 3 – Buongiorno Regione” sul parco Pozzi di Aversa (CE)

• Recupero fauna selvatica a Villa Literno (CE): cornacchia grigia >>

 

NOVEMBRE:

• Articolo stampa: il WWF interroga i candidati a Sindaco di Lusciano (CE) >>

• Recupero fauna selvatica a Lusciano (CE): gheppio >>

• Partecipazione ai “Bandi di idee 2009” promossi dal CSV Assovoce.

• Articolo stampa: troppe discariche abusive nell’Agro Aversa no >>

• Osservazioni al PUC di Aversa (CE) >>

• Apertura di un conto corrente per Associazioni.

• La storia di Francesco Autero su RDS-Radio Dimensione Suono >>

• Recupero fauna selvatica a Grazzanise (CE): gheppio >>

 

DICEMBRE:

• Partecipazione al convegno sulla tutela dei prodotti tipici >>

• Partecipazione alla giornata internazionale del Volontariato a Caserta >>

·    Adesione alla campagna mondiale “VOTA LA TERRA” >>

• Proiezione del film “The age of stupid” >>

Tombolata di fine anno >> 

anno-biodiversità.jpg

29/11/2009

Lettera aperta ai candidati a Sindaco di Lusciano

.

Egregi Candidati,

l’Associazione di volontariato “WWF Agro Aversano-Napoli nord e Litorale Domizio”, da sempre attenta alle problematiche ambientali del comune di Lusciano, ha seguito con interesse i programmi elettorali relativi all’ambiente presentati nelle ultime settimane.

“A tal proposito, dopo la richiesta di un confronto pubblico su questi temi - dichiara Domenico Mottola, vice presidente dell’associazione ambientalista – richiesta respinta da uno dei quattro candidati, abbiamo preparato un documento in cui presentiamo delle proposte che, ci auguriamo, vengano prese in seria considerazione dall’amministrazione che guiderà Lusciano”.

Secondo Francesco Autiero ed Alessandro Gatto, rispettivamente presidente dell'associazione e responsabile del settore rifiuti del WWF Campania “nel corso degli ultimi anni è stata in parte compromessa la qualità della vita e della salute dei cittadini luscianesi. Noi crediamo che solo attraverso una seria programmazione di interventi si possa iniziare un processo rivolto al rispetto ed al recupero del territorio.

Come già avvenuto durante la gestione commissariale, il WWF sarà sempre disponibile, attraverso le proprie competenze ed i propri volontari, a collaborare con le istituzioni, chiunque sia il candidato vincitore”.

 

Di seguito le nostre proposte:

 

1) Potenziamento e miglioramento della raccolta differenziata “porta a porta” con l’introduzione della tariffa puntuale, calcolata su una base relativa alla sommatoria dei seguenti parametri: superficie dell’abitazione, numero dei componenti del nucleo familiare, dalla quale vengono sottratti i rifiuti conferiti attraverso i secchi della raccolta domiciliare, contrassegnati da codice a barre per l’identificazione della famiglia.

2) Realizzazione di nuove aree verdi in città che siano orientate verso la scelta di specie autoctone. Un albero in più, un prato in più, un’area verde in più in un ambiente urbano fa bene alla salute delle persone che vivono quel contesto, sia di passaggio, sia stabilmente. Basti pensare che un solo leccio (la caratteristica quercia sempreverde mediterranea) riesce a produrre una quantità di ossigeno in un giorno utile a soddisfare le esigenze di sana respirazione di ben otto esseri umani adulti e sottraendo, al contempo, sostanze dannose alla respirazione umana dall’atmosfera.

3) Miglioramento del sistema di trasporto urbano pubblico e “demotorizzazione ragionata” del 10% di strade e piazze, cioè creazione di aree pedonali o a traffico limitato ai residenti e mezzi di soccorso, realizzando, al contempo una serie di servizi integrativi e di supporto (aree di sosta, mezzi di trasporto pubblici, piste ciclabili, e così via) a tale provvedimento che non sia un mero divieto al transito ma che possa coniugare esigenze e richieste di tutti i fruitori della città.

4) Piano di regolamentazione delle acque pensato in funzione delle stagioni di maggiore caduta di acque meteoriche (piogge). In questo senso l’intero territorio comunale deve essere suddiviso in base alla permeabilità del suolo. L’obiettivo è di bilanciare la quantità di territorio a substrato permeabile e quella a substrato impermeabile. Potrebbe essere utile, ad esempio, pavimentare le aree di sosta ed altre aree pubbliche con le “mattonelle forate” che lascino crescere l’erba e che consentano la permeazione dell’acqua meteorica.

5) Realizzazione di un piano energetico che privilegi e diffonda le fonti energetiche alternative (solare fotovoltaico e solare termico). Potremmo suggerire, per l’illuminazione stradale ad esempio, l’istallazione di nuove luci “a led”, una tecnologia innovativa ed efficace sul fronte del risparmio energetico. Con le lampade a led, infatti, si può ottenere un risparmio di consumi energetici fino al 51% che corrisponde alla diminuzione di anidride carbonica, ad una maggiore durata delle lampade e a minori costi di manutenzione.

6) L’attuazione di un regolamento che prevede la prevenzione dell’inquinamento da onde elettromagnetiche e la riduzione dell’impatto ambientale valutando la localizzazione delle emittenti radio, di quelle televisive, degli impianti fissi per la telefonia mobile e delle linee ed impianti elettrici per il rispetto dei valori di cautela fissati nella normativa statale e per il perseguimento degli obiettivi di qualità.

7) Promozione delle colture agricole che prevedono l’abbandono o, almeno, una sostanziale diminuzione dell’uso di fitofarmaci di sintesi (agricoltura biologica e/o agricoltura a lotta integrata). Incentivi agli agricoltori che operano per il recupero del paesaggio agricolo, il cosiddetto “paesaggio rurale dell’agro aversano” che può essere quello del “vino asprinio” ad esempio.

8) L’avvio di progetti di bonifiche del territorio, anche attraverso l’adozione di tecniche agricole dedicate come ad esempio le colture “no-food”, che possono dare sia uno sviluppo agroeconomico che una parziale bonifica dei terreni inquinati grazie alle proprietà fitoestrattive degli inquinanti da parte di alcune specie vegetali.

 

In definitiva, il WWF chiede che la tutela dell’ambiente sia al centro delle responsabilità di chiunque governi e legiferi, garantendo la difesa di un bene di primaria ed insostituibile importanza.

 

 

Rassegna stampa:

proposte lusciano.jpg

15/11/2009

Osservazioni al PUC di Aversa

SUGGERIMENTI DI “ECOLOGIA URBANA APPLICATA” AD AVERSA

L’urbanistica, in quanto “arte di organizzare e gestire gli agglomerati urbani”, deve contemperare nello spazio (ambiente) desideri, esigenze e diritti dei cittadini.

Cittadini che, tuttavia, possono, come singoli o in forma organizzata, esprimere anche desideri illegittimi, ad esempio appropriarsi di spazi destinati ad uso pubblico o praticando l’abuso edilizio. L’urbanistica, rispettosa dell’ambiente e dei diritti dei cittadini, deve necessariamente discernere tra richieste legittime e richieste illegittime.

In questo senso messaggi del genere costituiscono delle linee guida chiare per l’Amministrazione che non ricerca semplicemente la mediazione degli interessi ma che sia anche attenta al risultato delle mediazioni, ovvero alla qualità ambientale e civica che ne risulta.

Il passaggio fondamentale del miglioramento e protezione dell’ambiente urbano, non è una novità, lo si attua con strumenti urbanistici di pianificazione territoriale, prima era denominato Piano Regolatore Generale (P.R.G.), ora Piano Urbanistico Comunale (P.U.C.). Per quanto attiene ai suggerimenti a questo strumento generale si chiede una maggiore attenzione a quelle che sono le esigenze ambientali di miglioramento della qualità della vita nell’ambito “dell’ecosistema urbano”. In primo luogo si chiede che la pianificazione territoriale ed urbanistica tenga conto non solo della città come agglomerato di edifici pubblici e privati, abitazioni, costruzioni industriali e produttive, strade, aree di sosta, piazze ed aree verdi agricole sparse qua e la ma si guardi alla città come ecosistema. Così come le Scienze ci insegnano l’ecosistema è un insieme di esseri viventi (non solo l’essere umano) che vivono ed interagiscono tra loro e con l’ambiente fisico (aria, acqua, suolo, edifici, strade e così via), seguendo delle specifiche relazioni biologiche, chimiche e fisiche.

Vediamo qui di seguito alcuni dei suggerimenti pratici che potrebbero essere utili allo sviluppo di una politica di “ecologia urbana applicata” ad Aversa.

1. Obiettivo di “demotorizzazione ragionata” del 10% di strade e piazze di Aversa (cioè creazione di aree pedonali o a traffico limitato ai residenti e mezzi di soccorso, realizzando, al contempo una serie di servizi integrativi e di supporto (aree di sosta, mezzi di trasporto pubblici, piste ciclabili, e così via) a tale provvedimento che non sia un mero divieto al transito ma che possa coniugare esigenze e richieste di tutti i fruitori della città).

2. Più aree verdi ed alberi in città che siano orientate alla scelta delle specie autoctone. Questo punto potrebbe sembrare per molti professionisti del settore e per molti cittadini al massimo come elemento decorativo e di miglioramento estetico del paesaggio urbano. Ma questo è l’ultimo degli elementi di valutazione dell’importanza del verde in una città. In primo luogo si deve entrare nell’ottica che un albero in più, un prato in più, un’area verde in più in un ambiente urbano fa bene alla salute delle persone che vivono quel contesto, sia di passaggio, sia stabilmente. Basti pensare che un solo leccio (la caratteristica quercia sempreverde mediterranea) riesce a produrre una quantità di ossigeno, nell’arco del periodo di luce di una giornata (cioè durante il periodo fotosintetico), utile a soddisfare le esigenze di sana respirazione di ben otto esseri umani adulti. Lo stesso numero di alberi riescono ad assorbire una quantità di inquinamento atmosferico elevatissima, sottraendo sostanze dannose alla respirazione umana dall’atmosfera. L’elenco dei benefici degli alberi e del verde è davvero enorme e per brevità lo omettiamo in questa sede ma basti pensare, ancora, alla regolazione del microclima offerto dal mondo vegetale, del ciclo delle acque e così via, si intende subito che il valore dell’incremento delle aree verdi è di vitale importanza per una città.

3. Piano di regolamentazione delle acque. Questo piano deve essere pensato in funzione delle stagioni di maggiore caduta di acque meteoriche (piogge). Un approccio culturale sulla regolamentazione delle acque deve essere sempre presente nelle scelte e nella pianificazione urbanistica che tenga conto del rispetto dell’ambiente. In questo senso l’intero territorio comunale deve essere suddiviso in base alla permeabilità del suolo. L’obiettivo è di bilanciare la quantità di territorio a substrato permeabile (suolo agricolo, suolo di aree verdi, suolo adibito ad attività sportive all’aperto e così via) e quella a substrato impermeabile (suolo coperto da edifici, piazze, parcheggi, strade e così via). Potrebbe essere utile, ad esempio, pavimentare le aree di sosta ed altre aree pubbliche con le “mattonelle forate” che lascino crescere l’erba e che consentano la permeazione dell’acqua meteorica.

4. Piani di recupero del centro storico. Il piano di recupero del centro storico nasce con la legge 457/1978, come espressione di una elevata sensibilità verso il patrimonio architettonico dei centri storici alla cui bellezza ed armonia facevano riscontro periferie sempre più anonime e sempre meno vivibili. Il recupero del centro storico deve essere visto, sul serio, come portatore di benefici sociali in termini di incremento della qualità della vita e di rinascita ambientale che sia rispettosa delle particolarità urbanistiche, architettoniche e paesaggistiche tipiche di un luogo. In questo senso al recupero del centro storico, in timida fase di attuazione da parte delle istituzioni (Comune, Chiesa, ecc.), deve essere sostenuta anche quella realizzata da soggetti privati.

5. Sistema di trasporto urbano pubblico. Questo punto rientra nel discorso del Piano Urbano del traffico (P.U.T.). Sembra davvero indispensabile implementare e capillarizzare un sistema efficiente di trasporto pubblico teso a disincentivare l’uso del mezzo privato.  E’ ovvio che se il cittadino trovi più conveniente spostarsi con il mezzo pubblico o, meglio ancora, con la bicicletta all’interno del tessuto urbano, si ottengono forti ripercussioni positive sulla riduzione dell’inquinamento atmosferico, dell’inquinamento acustico e della congestione del traffico veicolare. In questo senso è indispensabile pensare ad una rete di piste ciclabili e un sistema integrato bici-treno, bici-autobus e bici-metro.

6. Piano energetico comunale che privilegi e diffonda le fonti energetiche alternative (solare fotovoltaico e solare termico). Potremmo suggerire, per l’illuminazione stradale, l’istallazione di nuove luci “a led”, una tecnologia innovativa ed efficace sul fronte del risparmio energetico. Con le lampade a led, infatti, si può ottenere un risparmio di consumi energetici fino al 51% che corrisponde alla diminuzione di anidride carbonica, ad una maggiore durata delle lampade e a minori costi di manutenzione.

01/02/2009

Giornata Mondiale delle Zone Umide - Oasi degli Astroni

Domenica 1 febbraio un gruppo di attivisti della nostra sezione ha partecipato alla "Giornata Mondiale delle Zone Umide 2009" presso l'Oasi WWF "Cratere degli Astroni" (NA). L'incontro si è aperto con un seminario sull'importanza che le zone umide rivestono per la salvaguardia della biodiversità, tenuto dal naturalista Vincenzo Cavaliere (referente regionale per l'ISPRA), che ha presentato i progetti di ricerca e gli studi delle migrazioni effettuati in Campania. In seguito si è svolta una visita guidata nel bosco, al termine della quale è stato allestito un impianto dimostrativo per la cattura e l'inanellamento degli uccelli.
Durante le dimostrazioni sono stati catturati, inanellati e poi liberati un Fiorrancino (Regulus ignicapillus) l'uccello più piccolo d'Italia, lo Scricciolo (Troglodytes troglodytes) e la Capinera (Sylvia atricapilla).

31/12/2008

Resoconto attività dell'associazione

Resoconto delle attività dell'associazione durante l'anno 2008.

GENNAIO:

  • Partecipazione al convegno “Emergenza Rifiuti e loro effetti devastanti: probabili strategie”, organizzato dall’associazione FIDAPA di Aversa.
  • Convegno sui rifiuti presso la Parrocchia di San Giovanni Battista in Svignano (Aversa).
  • Contributo alla realizzazione dell’isola ecologica in Piazza Don Diana ad Aversa.
  • Stand in presso l’isola ecologica di Piazza Don Diana.

FEBBRAIO:

  • Partecipazione al Seminario sui rifiuti presso la sede del WWF Caserta.
  • Realizzazione del documento “Sistema della raccolta differenziata dei rifiuti “porta a porta” ad Aversa: strategie ed azioni secondo il WWF.
  • Comunicato Stampa: Avviare immediatamente l’impianto di compostaggio di San Tammaro.
  • Raccolta firme per chiedere all'ASL CE 2 le analisi di laboratorio sui liquidi biologici per tutti i cittadini residenti nelle zone a rischio che ne facciano richiesta.
  • Stand in Piazza Don Diana (Aversa).
  • Escursione: passeggiata storico/naturalistica ai 4 Villaggi di Posillipo.
  • Inizio del progetto di educazione ambientale presso la Direzione Didattica Statale di Succivo (CE).
  • Inizio del progetto di educazione ambientale presso il V Circolo Didattico “Karol Wojtyla” di Aversa (CE).
  • Inizio del progetto di educazione ambientale presso la Direzione Didattica “Don Milani” di Parete (CE).
  • Inizio del progetto di educazione ambientale presso l’Istituto Tecnico Industriale Statale “A. Volta” di Aversa (CE).

MARZO:

  • Visita guidata presso l’azienda “Erreplast” di Gricignano di Aversa con le insegnanti del progetto “P.O.N” di Succivo.
  • Visita guidata presso l’Oasi WWF Bosco di San Silvestro (CE) con gli alunni del progetto “Scuole Aperte” dell’ITIS A. Volta di Aversa.
  • Riunione a Napoli (Sala Marotta) organizzata dal Coordinamento Regionale Rifiuti della Campania con la presenza di Walter Canapini (Assessore all’ambiente della regione Campania).

APRILE:

  • Comunicato stampa: A quando il servizio di ramazza?
  • Visita guidata con gli alunni della scuola media di Bellona (CE) presso la Riserva dei Variconi – Castel Volturno (CE).
  • Visita guidata presso il “Bosco Vecchio” della Reggia di Caserta con gli alunni del progetto “Scuole Aperte” dell’ITIS A. Volta di Aversa.

MAGGIO:

  • Partecipazione alla "Giornata delle Oasi WWF" presso l’Oasi degli Astroni (NA) e l’Oasi Bosco di San Silvestro (CE).
  • Comunicato stampa “Non bruciate i rifiuti”.
  • Intervento di educazione ambientale presso la scuola “Impastato” di Giugliano (NA) sullo stato del Litorale Domizio.
  • Visita guidata presso l’azienda “Erreplast” di Gricignano di Aversa con gli alunni del progetto “Scuole Aperte” dell’ITIS A. Volta di Aversa.

 GIUGNO:

  • Visita guidata presso l’Oasi WWF di "Morigerati – Grotte del Bussento (SA)" con gli alunni del progetto “Scuole Aperte” dell’ITIS A. Volta di Aversa.
  • Partecipazione alla “Marcia dei sì Acerra-Napoli”.
  • Escursione naturalistica “2 giorni a Campagna (SA)”.

  • Convegno a Lusciano sul problema rifiuti.

  • Realizzazione di un documento relativo alle proposte formulate dal WWF e dai cittadini durante il convegno a Lusciano.

 LUGLIO:

AGOSTO:

  • Lettera di richiesta di collaborazione tra il nostro nucleo di guardie ambientali ed il comune di Carinaro.

  • Bici WWF.

  • Stand a Castel Volturno.
SETTEMBRE:
  • Raccolta tappi di plastica.
  • L'emergenza rifiuti ad Aversa e nell'Agro Aversano non è mai finita.
  • Intervista a Trentola Ducenta sullo stato di Via Cottolengo
  • Partecipazione al seminario nazionale delle guardie WWF ad Orbetello.
  • Meeting della solidarietà a Castel Volturno.
  • Articolo stampa: Minerale? Meglio andare alla fontana.
  • Lettera di richiesta di collaborazione tra il nostro nucleo di guardie ambientali ed il comune di Lusciano.

OTTOBRE:

NOVEMBRE:

DICEMBRE:

Tutti gli articoli